Pontremolese, prosegue la collaborazione col prof. Chiolerio

Pontremolese, prosegue la collaborazione col prof. Chiolerio

"All'interno della società tutti lavorano in sinergia... tutto è programmato nei minimi particolari, proiettato all'obiettivo a lungo termine ed allo sviluppo futuro"

Calcio Junior - La Pontremolese in vista della prossima stagione 2020/2021 conferma un altro tassello del suo assetto tecnico-organizzativo, il prof. Fabrizio Chiolerio. Diversi impegni per il prossimo campionato in agenda saranno a cura di Chiolerio, come la preparazione atletica precampionato e gli allenamenti settimanali delle categorie giovanili 2004 e 2005; inoltre sarà suo compito il recupero e riabilitazione degli infortunati.

E’ il momento del bravissimo professore Fabrizio Chiolerio, pontremolese d.o.c., una vita dedicata allo studio delle scienze motorie, della preparazione ma anche della riabilitazione fisica sportiva. Il corposo curriculum inizia con il Diploma I.s.e.f. Università di Firenze, laurea specialistica in scienze motorie in Preparazione Fisica Sportiva Riabilititiva Universita di Torino, laurea in masso fisioterapia I.r.f.a.p.-A.n.Co. L. Pisa, Qualifica allenatore Atletica Leggera- Centro Federale F.i.d.a.l. Formia- Napoli, Allenatore di calcio Figc Qualifica con patentino Uefa B Coverciano Firenze.

Riavvolgendo il nastro della carriera del prof. da calciatore come esterno (vecchia ala) ha vestito le maglie della Filattierese, Villafranchese e Pieve Annunziata. Invece nelle vesti di allenatore praticamente tutte le squadre della “sua” amata lunigiana (con una parentesi nella vicina Emilia, nel Compiano) ha guidato il Montaio Est, la Pieve Annunziata, Barbarasco, Bagnone, Palleronese, Aullese, O.M. Pontremoli, Groppoli Mulazzo, Villafranchese, nonché selezionatore Provinciale della Figc di Massa Carrara. Prosegue il suo cammino da mister con la Gragnolese, Gs.Lunigiana. Asd Compiano(Emilia Romagna), Atletico Pontremoli ancora Aullese qualche anno fa nel progetto con la Samp e fine corsa alla casa madre Pontremolese.

Lo abbiamo intervistato:

Professore il suo importante curriculum evidenzia l'attenzione allo studio, ma anche il grande amore per lo sport? “E’ vero, la mia vita è stata ed è tuttora dedicata allo sport, prima come praticante, poi come studente ed ora come allenatore/preparatore ed insegnante. A me piacciono tutti gli sport e in generale tutto lo sport mi affascina, ma devo dire che il calcio è quello che nella mia vita ha avuto ed ha il peso più preponderante".

Poche società da calciatore e tantissime da allenatore, come si spiega? "Anche qua ha colto nel segno, ho avuto poche società come atleta per vari motivi: appena diplomato mi sono trasferito a Firenze per frequentare l’allora I.s.e.f. e posso assicurarle che era veramente impegnativo perché oltre agli esami teorici dovevamo frequentare mediamente 3/4 ore di attività pratica al giorno con presenza obbligatoria per 6 giorni alla settimana e non potevo tornare a casa per allenarmi. Di seguito ho iniziato ad insegnare a Milano e sinceramente mi era impossibile praticare costantemente uno sport di squadra. E pere finire purtroppo un infortunio ad un ginocchio occorsomi durante il periodo fiorentino con conseguenti e gravi danni articolari hanno dato fine al mio periodo di atleta e chiaramente tutto ciò mi ha fatto traslocare dall'altra parte della barricata”.

In tutti questi anni qualche calciatore, mister o presidente che ricorda in particolare? “Non ho paura di passare per bugiardo quando le dico che ogni singolo giocatore, dirigente, presidente che ho incontrato mi sono rimasti nel cuore, ma non le nascondo che alcune figure un po’ di più di altre,ma se devo proprio fare un nome, non me ne vogliano gli altri, il mio ricordo va al Prof. Benito Mannoni, collega molti anni fa nella scuola di Bagnone nonché stimato preparatore atletico di molti mister tra i quali Mister Orrico all’Inter. Una persona stupenda con una preparazione professionale infinita ed è lui che mi ha fatto capire che potevo provare a ricoprire il ruolo di allenatore”.

Una vita in grandi club importanti ma sempre nella sua terra di origine nonché amata Lunigiana, una scelta o cosa? “Non le nego che avrei potuto allontanarmi dalla Lunigiana per ricoprire ruoli più importanti in società blasonate, ma la mia è stata una scelta di vita, di lavoro e di famiglia. Non voglio passare per un presuntuoso ma penso che l’uomo si misura non dal luogo dove ricopre un determinato ruolo ma da
quello che lascia nelle persone con cui ha rapporti che siano di lavoro, di sport, di collaborazione, di vita.”


Lei è anche un patentato Uefa B, da mister che da anni si occupa in particolare di preparazione fisico atletica le chiedo: i mister attuali oggi sono consapevoli dell'importanza della qualità e del tempo dedicato alla parte fisica del gruppo e dei singoli? “Le posso assicurare che oggi un allenatore che non è consapevole dell’importanza della preparazione fisica a tutti i livelli è al di fuori della realtà. Come si può constatare anche nei dilettanti non c’è più l’allenatore tuttologo che si occupa dei portieri, della tattica, della tecnica e della preparazione fisica. Questa era una figura di alcuni decenni fa, anche perché chi ha le competenze per poter eventualmente ricoprire due o più ruoli non può da solo tenere alta l’intensità di lavoro, per tutto il tempo di ogni singolo allenamento, cosa che è alla base di ogni metodo di allenamento moderno. Ma sarebbe un discorso troppo lungo per essere trattato ora e quindi le rispondo di sì.”

Oltre a Lei nella Pontremolese molti giovani laureati tra cui alcuni in scienze motorie, uno psicologia, ecc. sono una grande risorsa per una società dilettantistica? “Sicuramente avere molti laureati nei vari ambiti di competenza, è una importante risorsa ed è una dimostrazione che la Società si è voluta dare un assetto che di dilettantistico è solo nella sua denominazione ma non lo è nei fatti.”

Alla Pontremolese lei ha sicuramente contribuito all'ottimo campionato della Juniores di mister Capiferri e degli allievi di mister Musetti; le 2 squadre allo stop forzato erano prima la Juniores e seconda gli Allievi. Quali sono le sue considerazioni? “Purtroppo tocca un tasto dolente in quanto non avendo potuto terminare la stagione mi è rimasto un po’ di amaro in bocca. Comunque quello fatto nelle due categorie che ha citato è stato un lavoro notevole e devo dire che lavorare con persone con la P maiuscola come Capiferri e Musetti ma senzadimenticare Cocchi e Pina è stato per me, un vero piacere.

Lei è arrivato alla Pontremolese la stagione in corso si è fatto un idea di quali siano i motivi dell'importante crescita della società in questi 4 anni? “Io venivo da una vittoria nei regionali 2004 con l’Aullese 1919 e la chiamata da parte di Luca Lecchini alla Pontremolese mi ha fatto un enorme piacere; poi con il suo entusiasmo mi ha subito coinvolto e non ci ho pensato due volte a entrare in società, trovare poi un presidente come Giorgio Aprili che già conoscevo mi ha fatto piacere e subito stimolato, infine ho avuto la fortuna di trovare un direttore come Gianluca Buttu che non conoscevo, ma che con la sua disponibilità e competenza mi ha fatto subito sentire parte integrante della società. Ora è arrivato al suo posto il nuovo direttore Oreste Petrucci per il quale non c’è bisogno di presentazioni, in quanto dirigente preparato e soprattutto navigato. Mi chiede quale idea mi sono fatto della Società? Nello scorcio di stagione appena conclusa ho potuto constatare che all'interno della Società tutti lavorano in sinergia, dalla Scuola Calcio, guidata con lungimiranza da Luca Ferdeghini, all'Agonistica, tutto è programmato nei minimi particolari, non tanto mirato al risultato a breve termine ma proiettato all'obiettivo a lungo termine ed allo sviluppo futuro. Questo secondo il mio parere è il “segreto non segreto” che potrà portare la società Pontremolese 1919 a traguardi molto importanti.”




25/06/2020 15:49:20


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Questo post è a cura della A.S.D. Sportivamente
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