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Ultimo aggiornamento ore 12.46 del 18 Dicembre 2018

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Massese, il ricercatore anti infortuni sa il fatto suo

Discipline olistiche per limitare al minimo gli infortuni: "Un modo di lavorare che nessuno a livello sportivo ha mai conosciuto..."

Massese, il ricercatore anti infortuni sa il fatto suo
Massa - Nel pomeriggio di martedi 19 giugno c’è stato, presso la sala stampa dello stadio Degli Oliveti di Massa, il tanto atteso dibattito con il rivoluzionario “ricercatore anti infortuni”. Stiamo parlando del dottor Andrea Pandolfi (qui il suo curriculum non ufficiale), ricercatore, consulente olistico, educatore e collaboratore presso l’Università di Roma che, senza giri di parole, ha confermato quanto precedentemente affermato, dal dg Buzzegoli, sul suo conto.

Sicuramente molto sicuro di se, eloquente e preparato, si è confrontato con chiunque (giornalisti, mestieranti e curiosi) gli ponesse domande sull’efficacia e sulla concretezza del suo metodo. Sarà perché argomento molto scientifico, nuovo e difficile da controbattere, sarà per la indubbia preparazione sulla materia, ma la lunga conferenza stampa è stata convincente, o meglio ha fatto capire che Pandolfi sa il fatto suo. Sicuramente il suo metodo brevettato di lavoro potrà essere un arma in più per la Massese nella prossima stagione e potrà ridurre notevolmente gli infortuni, poi se a fine campionato l’infermeria sarà sempre stata vuota, tanto da essere diventati il primo polo scientifico di una disciplina di tale successo, lo sapremo tra un anno. Di sicuro è quello che i tifosi massesi sperano.

“Qui a Massa state per vivere una esperienza e un modo di lavorare che nessuno a livello sportivo ha mai conosciuto, ma non è un metodo sperimentale perché stiamo lavorando da 15 anni con migliaia di ore di studio e di lavoro, e la nostra struttura diventerà all’avanguardia per queste determinate situazioni, ci contatteranno grosse società, anzi lo stanno già facendo. Possiamo tranquillamente abbattere la problematica dell’infortunio, che spesso risulta essere anche una fonte di business, lavorando in maniera diversa sulla ricerca del perché e della causa. Anticipare l’infortunio, prevenirlo, lavorando sull’autostima dell’atleta, sulla consapevolezza del suo corpo, sulla alimentazione, sulle difese immunitarie. Il calciatore deve entrare in campo completamente bilanciato, in asse, armonico, con una consapevolezza del suo corpo che non ha mai sentito”.

Questo un breve estratto della lunga e interessante seduta. Parte del principio Pandolfi, addirittura dal tipo di parto da cui è nata una persona (se cesareo o naturale), primo step, a suo dire, della formazione del carattere e della gestione delle pressioni, problematiche sulle quali eventualmente intervenire (porta per esempio El Shaarawy, nato da un cesareo, dicendo che nei momenti di maggiore pressione sbaglia, affermazione evidentemente opinabile). Un lavoro certosino che non lascia nulla al caso che inizia dalla gestione mentale del calciatore, cercando di arrivare alla prima causa che ha portato all’infortunio, ancora più profondo rispetto all’osteopatia o altre discipline più “convenzionali”, partendo dal fatto che prima dell’atleta c’è la persona. Una attenta analisi di mappatura e vari screening, citandone alcuni: "Identità a persona, screening energetcio, screening semantico, di valutazione comportamentale e caratteriale, mappatura energetica, riequilibratura della colonna a livello energetico ed emozionale e molto altro".

Ogni giocatore verrà attentamente analizzato dallo stesso Pandolfi che poi collaborerà con lo staff (fisioterapista, preparatore atletico, medico ecc..) per intraprendere il percorso sull’atleta che darà benefici fin da subito. Un vera e propria alleanza che deve nascere con il calciatore il quale si deve liberare dallo scetticismo e dalla diffidenza, freni che la società di oggi (piena di venditori di fumo) ha fatto crescere in ognuno di noi. Per questo, continua, è un metodo molto utile e vantaggioso anche e soprattutto con i ragazzi del settore giovanile che sono ancora vergini di certi sentimenti (anche se probabilmente non avrà tempo di analizzare anche ogni singolo ragazzo dell’under). Una collaborazione totale, una alleanza che deve coinvolgere tutti, anche i tifosi che stanno per vivere una situazione che nessuno ha mai conosciuto.

A ogni domanda posta risponde con fermezza e non tituba sul fatto che il suo lavoro non è mai stato applicato sul calcio, ma al contrario non vede l'ora di dimostrare che gli entusiasmanti risultati ci saranno, limitando notevolmente gli infortuni, con un ovvio e relativo aumento di punti in classifica, ciò che alla fine interessa alla società e ai tifosi.

Sicuramente il dottor Pandolfi e la sua metodologia olistica potranno essere un arma in più per la Massese, quindi un punto a favore della nuova e "originale" proprietà.


Martedì 19 giugno 2018 alle 19:30:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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