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L'ex di turno, Milianti: "A Massa gli anni più belli della mia vita"

La sorte ha voluto che domenica sarà assente per squalifica: "Non conosco molti giocatori e dirigenti ma sono convinto che la Massese starà nelle parti alte della classifica"

Ex di turno
L´ex di turno, Milianti: `A Massa gli anni più belli della mia vita`
Massa - Domenica 8 Settembre la Massese di Mister Gassani esordirà sul campo del Cenaia, provincia di Pisa. Sarà subito un banco di prova importante per i bianconeri che si troveranno di fronte una squadra con diversi innesti di esperienza, tra cui due ex: Samuele Stampa, terzino classe '95, e lo storico capitano Dario Milianti, difensore '83 proveniente dalla Colligiana. Proprio Milianti che ha giocato per la Massese dal 2011 al 2016, collezionando oltre 200 presenze, si è concesso ai nostri “microfoni”.

L'anno scorso a Colle Val d'Elsa un'ottima stagione: terzo posto e finale play-off. Come mai la scelta di andare a Cenaia? “Sentivo il bisogno di avvicinarmi a casa, dopo una stagione a Varese e la scorsa con la Colligiana. Lo scorso anno ho aperto un bar nella mia città, Livorno, e a Dicembre è nata la mia prima figlia. Colle Val d'Elsa dista 2 ore e mezza circa da casa mia, con mia moglie che lavora tutto il giorno dovevo trovare una sistemazione che mi permettesse di passare più tempo possibile con mia figlia. Cenaia è stata la soluzione perfetta: una società ambiziosa, seria e corretta che non fa mancare nulla ai giocatori. Il presidente ha dei piani importanti per il club e le sue strutture. Tutto questo a 15 minuti da casa.”

Hai parlato di società ambiziosa. Quali sono gli obiettivi di questa stagione? “L'obiettivo è quello di salvarsi in maniera tranquilla, ma è stata costruita una squadra che, nel corso del campionato, può dire la sua. In attacco abbiamo giocatori importanti per la categoria, come Bruzzone e Marino. Anche Samuele Stampa, con cui ho già giocato alla Massese, potrà fare la differenza.”

Milianti sottolinea come, nel calcio di categoria, la vera forza sia il gruppo: “Su questi campi non troverai Cristiano Ronaldo o Messi, non ci sono fenomeni. La vera forza delle squadre, in queste categorie, è il gruppo: puoi avere una squadra di qualità, con giocatori forti, ma se lo spogliatoio non è unito rischi di ritrovarti immischiato nella lotta per non retrocedere. Il calcio è uno sport di squadra, se questa è unita si può raggiungere qualsiasi obiettivo. Per questo sono convinto che qui a Cenaia ci sia la possibilità di disputare un ottimo campionato e raggiungere i traguardi che ci siamo prefissati.”

Alla prima di campionato, il Cenaia giocherà contro la Massese. A Massa hai passato sei anni, hai indossato la fascia di capitano e sei entrato nella storia come uno dei giocatori con più presenze nella Massese. Segui ancora la squadra bianconera? “Assolutamente sì. A Massa ho passato i 6 anni più belli della mia carriera, non solo perchè sono cresciuto come calciatore, ma anche per l'esperienza umana che ho vissuto. Seguo sempre la Massese, quest'anno in squadra ci sono due ex compagni: Paolo Fusco, con cui ho giocato proprio a Massa, e Dosso, con cui ho giocato la scorsa stagione alla Colligiana. Io purtroppo salterò le prime due giornate di campionato per squalifica. Appena uscito il calendario sono andato a controllare e ho visto che giochiamo contro la Massese, sembra fatto a posta.”

Dove pensi possa arrivare questa Massese? “Una squadra come la Massese deve sempre lottare per la promozione, in queste categorie. La Massese merita altri palcoscenici, per la sua storia e per la città che rappresenta. Anche la Serie D, secondo me, sta stretta ai bianconeri. Sotto la gestione Turba siamo andati vicini a grandi risultati e alla promozione in Serie C, ma purtroppo non siamo riusciti. Non conosco molto questo campionato, ci ho giocato tanti anni fa e l'anno scorso ero nell'altro girone, perciò non conosco molti giocatori e dirigenti. Sono convinto, però, che la Massese starà nelle parti alte della classifica e lotterà per la promozione.”

Che ricordi hai dei tifosi? Hai menzionato anche Giorgio Turba, che tipo di rapporto avevi con lui? “Ho un bellissimo ricordo dei tifosi della Massese. Con loro ho ancora buoni rapporti. Non ci sono mai stati problemi, tranne forse nell'ultima stagione quando ci siamo salvati ai playout contro lo Scandicci. I tifosi sono stati fantastici con me nei miei anni lì, non posso che ricordarli col sorriso. Lo stesso vale per Giorgio Turba: un presidente strepitoso. Aveva costruito una delle poche società calcistiche all'attivo economicamente. Era gentile, disponibile. Ogni 10 del mese arrivava lo stipendio, se il 10 cadeva di Sabato ci pagava in anticipo. Tutte cose che, a questi livelli, non sono affatto scontate. A Massa dovrebbero costruire una statua a Turba. Non conosco la nuova dirigenza, ma mi auguro che possa fare altrettanto bene.”

Quale è stato l'anno più bello della tua permanenza a Massa? La prima stagione in Serie D con Tazzioli. Era un gruppo fantastico, di amici. Ogni settimana si andava a cena fuori tutti insieme, eravamo davvero uniti e ci si divertiva. In quella squadra giocavano giocatori fantastici, basta pensare alla carriera che sta avendo Paolo Bartolomei. Un anno bellissimo, sia per l'intensità del gioco che per il gruppo che avevamo creato. Forse anche l'anno dove siamo andati più vicini alla promozione, ma alla fine promosse il Tuttocuoio.”

Torneresti alla Massese? “A me piacerebbe chiudere la carriera a Massa. Come ho detto, i 6 anni con la maglia della Massese sono stati i più belli della mia vita. Se ci fosse la possibilità di vestire di nuovo quei colori, farei a piedi il viaggio da Livorno a Massa. Seguirò sempre la Massese e la porterò sempre nel mio cuore.”
Venerdì 6 settembre 2019 alle 08:14:33
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