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Ultimo aggiornamento ore 14.32 del 27 Maggio 2020

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Appuntamento con la storia: la Massese di Chinaglia

Torna la rubrica che ripercorre la storia del calcio bianconero. Questa volta torniamo indietro a quando un giovane Giorgio Chinaglia incantava i tifosi massesi

Appuntamento con la storia
Appuntamento con la storia: la Massese di Chinaglia
Massa - Lo abbiamo detto più volte, la storia della Massese è come un ottovolante. Un continuo saliscendi da giorni gloriosi a dolorose ferite scolpite nell'animo dei tifosi. E se gli anni del dopoguerra sono stati una salita che sembrava portare dritta alle porte del Paradiso, lo scontro col Gubbio e gli anni seguenti hanno rappresentato un inaspettato giro della morte seguito dalla più classica delle discese in picchiata. Gli anni '50 hanno fatto vivere un vero e proprio inferno calcistico ai sempre più numerosi appassionati di calcio della città.
E proprio loro, i tifosi, come i più severi genitori hanno accompagnato sempre la squadra. Una costante lunga più di 100 anni, con incomprensioni e arrabbiature nei momenti difficili che mai hanno oscurato l'amore incondizionato.

La preziosa guida del Dr. Gaidi negli anni del commissariato straordinario aveva ripianato nella quasi totalità un debito di oltre 14 milioni di vecchie lire e l'arrivo di un personaggio eclettico come Angelo Tongiani alla presidenza aveva ridato smalto ad una piazza sempre più logora da sconfitte e bruciature.
Vinto lo spareggio con il Pontedera nel 1965 e riconquistata la Serie C dopo 16 lunghi anni, la Massese si preparava a stupire tutti. Le tribune del nuovo "Degli Oliveti" erano sempre più vive e la sensazione che stesse per nascere qualcosa di speciale ed irripetibile cominciava ad aleggiare in città.

Sono gli anni '60. Gli anni del boom economico, gli anni della Grande Inter di Helenio Herrera. La Massese, insieme a tutta Massa, era pronta a scrivere la storia dei suoi anni d'oro e dopo uno strepitoso terzo posto nella stagione del ritorno in Serie C, ad uno scatenato Tongiani si palesa un'occasione imperdibile.
Una famiglia di Carrara è ormai da qualche anno emigrata nel lontano Galles. Il figlio, Giorgio, è rimasto con la nonna in terra apuana fino al 1957 prima di raggiungere i genitori. Un ragazzo alto, con una piccola gobba e un talento innato per il calcio. Se ne accorgono anche in Galles, allo Swansea Town che gioca nella seconda divisione inglese. Il padre vorrebbe riportarlo in patria, forse stanco del grigio Galles, e decide quindi di bussare alle porte della squadra della sua città: la Carrarese.
I gialloblù in quegli anni se la giocano in Serie C nei sentiti "derby del marmo", ma i fasti di una volta sono lontani e la rinata voglia bianconera è spesso troppa per i cugini di oltrefoce. Un periodo complicato, troppo complicato per stare dietro a un trasferimento così difficile dal punto di vista burocratico. Sfumata la Carrarese, si punta dritto alla concorrenza, che farebbe (e farà in qualche maniera) carte false per avere Giorgio.

Tra la Massese e uno dei talenti più forti nella storia del calcio italiano si è messo, però, qualche mese prima un ragazzo che di professione fa il dentista e che nel tempo libero si diverte a tirare calci al pallone con la nazionale Nord Coreana: Pak Doo Ik. Sì, perchè se siamo nell'estate del 1966 vuol dire che in Inghilterra si sta giocando l'ottava edizione dei mondiali di calcio e che l'Italia di Edmondo Fabbri è impegnata nella partita più semplice del girone. O almeno così sembrava. Il dentista nord coreano segna il gol più pesante della sua vita e probabilmente della storia del calcio italiano. Siamo fuori dai mondiali. Un'umiliazione troppo grande per la FIGC che decide drasticamente: frontiere chiuse. Vietati gli acquisti di giocatori provenienti da campionati esteri. Saltano importanti affari. Eusebio che sembrava già dell'Inter e che al contrario dell'Italia aveva incantato al mondiale inglese è costretto a rimanere al Benfica. E per la Massese rischia di saltare l'acquisto più prestigioso.

Giorgio Chinaglia, "Long John", gioca in seconda divisione: è professionista. Ma come si può far scappare un'occasione del genere. Il talento è sotto gli occhi di tutti. A Massa fremono. Bisogna riportare il ragazzo in Italia. Interviene Ferruccio Valcareggi, futuro C.T., e altri amici "potenti" dei bianconeri hanno un'idea.
Viene organizzato un finto trasferimento di Chinaglia dallo Swansea Town al Park Rovers, club di V divisone, per la cifra di 8mila sterline equivalenti a circa 13 milioni di lire. Ma soprattutto Chinaglia ottiene lo status di dilettante. È fatta. Giorgio Chinaglia è un nuovo giocatore della Massese.

La squadra è forte ed è pronta. L'attenzione in città cresce così come cresce la voglia di ritrovarsi tutti insieme a condividere l'amore per la maglia bianconera. Nascono i primi club di tifosi. Il primo sarà quello del Portone seguito da quello del Ponte-Stradone. La Massese sta diventando la squadra di tutti in città.

La stagione si apre nel migliore dei modi: dopo un pareggio interno col Cesena (0-0), il 2.11.1966 è giorno di derby. A Carrara la Massese vince per 2-1 contro una modesta Carrarese che si avvia al declino. Oltrefoce sono furibondi. Dopo essersi lasciati scappare Chinaglia e aver perso il derby, presentano un esposto in Federazione proprio per l'acquisto di Chinaglia da parte della Massese. Ma per la Federazione è tutto regolare.

Chinaglia chiuderà la sua unica stagione in bianconero con 5 reti (terzo marcatore della squadra) in 32 presenze, prima di essere ceduto all'Internapoli, sempre in Serie C, per 88 milioni di vecchie lire. È l'inizio di una carriera da sogno. "Long John" diventerà la leggenda che permise alla Lazio di vincere il suo primo scudetto. 24 reti in 30 partite. Una vera e propria furia. Un carattere particolare che dopo aver conquistato l'Italia emigra, una costante nella sua vita, all'ombra dell'Empire State Builiding per giocare nei New York Cosmos a fianco della leggenda vivente Pelè. Con oltre 200 reti all'attivo nella sua carriera, Chinaglia rimane tutt'oggi uno dei migliori attaccanti della storia del calcio italiano per la media tra le reti fatte e i minuti giocati.

La Massese chiuderà nel '67 al di sotto delle aspettative, ma è solo l'inizio. Tongiani si dimetterà dalla presidenza dopo la delusione patita nelle elezioni politiche con la sua "Unione Civica" e al suo posto verrà eletto dai soci Vieri Rosati, prima vicepresidente.
Saranno gli anni più belli del calcio apuano.

In foto una formazione della Massese '66-'67. In piedi, il primo da sinistra, Giorgio Chinaglia. Fotografia presa dal libro "La Storia della Massese", Rinaldo Mercanti (Type Service, Massa 1990).

NICOLA BONGIORNI

Giovedì 7 maggio 2020 alle 18:37:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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