Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
Contattaci
Ultimo aggiornamento ore 07.00 del 27 Maggio 2020

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

Appuntamento con la storia: i primi "derby del marmo"

Terzo appuntamento con la storia della Massese. Dopo i grandiosi anni del dopoguerra, arrivano le prime delusioni ma anche i primi e leggendari derby

Appuntamento con la storia: i primi `derby del marmo`
Massa - Come già detto più volte, la storia della Massese è un ottovolante di emozioni. Si passa facilmente da momenti di esaltazione e felicità a grosse delusioni, con un'unica costante: la passione per i colori bianconeri.
Questa abitudine alla sofferenza ha caratterizzato fin da subito la squadra apuana che dopo la leggendaria stagione del 1946-47 e la cavalcata da sogno fino agli spareggi per la Serie B, è stata brutalmente riportata alla cruda realtà. Senza Serie B, sfumata dopo i famosi e tristi avvenimenti della sfida contro il Gubbio, i tifosi bianconeri sono costretti a salutare anche il loro giocatore simbolo, l'eroe della squadra: Armando Tre Re. Troppa la classe del giocatore fiorentino per un altro anno di Serie C e le sirene di Livorno, allora nella massima serie, si fanno troppo insistenti per ignorarle.

La Massese inizia dunque la stagione 1947-48 senza Tre Re e senza mister Payer, che nell'estate ha lasciato la guida tecnica dei bianconeri. Nonostante partenze importanti, la squadra è ancora forte e il solito e magnifico Lentini la guida fino a un terzo posto prestigioso, dietro ai torelli del Grosseto, dati per favoriti insieme alla Massese alla vigilia del torneo, e dietro al Piombino primo in classifica.
Il "Dina delle Piane" si dimostra una vera e propria fortezza inespugnabile. Su 15 partite giocate tra le mura amiche i bianconeri ne hanno vinte 14. Un solo pareggio ottenuto contro il Grosseto (2-2) il 2.11.1947 in campo neutro a Viareggio, dopo la squalifica patita contro il Gubbio. I tifosi hanno di che essere soddisfatti.

La stagione successiva, però, è un vero e proprio incubo per gli ormai tanti appassionati di calcio di Massa. La rosa è pressocchè simile a quella delle stagioni passate, quelle della Grande Massese, ma il passare del tempo è inesorabile e le punte di diamante della squadra contano ormai più di 30 primavere. Inoltre, nel 1948-49, nel girone della Massese arrivano anche i rivali di oltrefoce: la Carrarese. I tifosi non vedono l'ora di potersi confrontare a suon di sfottò, e forse anche qualcos'altro.
La Massese parte bene. Otto punti dopo le prime sette giornate per mettere il fiato sul collo alle prime in classifica, come da tradizione. All'ottava è il momento del derby. Il primo derby da anni. L'ultima volta, infatti, che le due maggiori squadre della provincia avevano dato vita al cosiddetto "derby del marmo" era il 1944, nel torneo di guerra, e la Massese in un'insolita maglia neroazzurra aveva avuto la meglio.
Il 21.11.1948 il "Dina delle Piane" freme per Massese-Carrarese. Ma qualcosa va storto. I gialloblù sono troppo forti. 0-4. La Massese umiliata nel campo che fino a quel momento aveva fatto tremare anche la Juventus di Parola e Sentimenti IV. Il gioco si è rotto. La squadra non riuscirà più a riprendersi. Il 10 aprile 1949 va in scena, alla "Fossa dei Leoni" il derby di ritorno e il risultato è tennistico: 6-0 in favore dei cugini della Carrarese. La realtà è diventata un incubo.

Non c'è speranza: nonostante un serie di risultati positivi inanellati troppo tardi, la Massese retrocede insieme a Viareggio e Gubbio. La Carrarese è una vera e propria corazzata e al termine del girone si giocherà la Serie B con il Prato che ha chiuso in testa alla classifica con gli stessi punti dei gialloblù: 58. Premio di consolazione per i tifosi massesi: niente Serie B a Carrara che presto, due anni più tardi, raggiungerà Massa in Promozione.

La retrocessione ha scatenato un terremoto in società: la dirigenza presieduta da Barbieri si dimette in toto e al loro posto arriva Enrico Margara. Con atteggiamenti da <> la nuova società costruisce una squadra formata da 14 massesi che potranno contare sui consigli di un rientrante Imre Payer e sugli esperti Bacchilega e Fastami, alla sua ultima stagione. A giugno 1950 la Massese chiude quinta.

L'anno successivo è nel più totale anonimato. Bacchilega, vera bandiera e simbolo della città, è partito per Chiavari e la squadra fatica. Lontano dal "Dina delle Piane" arrivano solo 3 pareggi in 18 partite. Il solito problema delle due facce: una bella squadra in casa e una davvero brutta lontano dai propri tifosi.

Per il 1951-52 c'è grande attesa. La squadra sale di livello grazie a pochi ma azzeccati ritocchi e soprattutto grazie al ritorno di Luciano Lentini che nonostante la veneranda età di 35 anni mostra tutto il suo valore chiudendo la stagione da capocannoniere della squadra con 15 reti all'attivo. Un anno speciale non solo per un ritrovato entusiasmo e per qualche gioia in più rispetto alle ultime stagioni, ma anche perchè in Promozione è scesa anche la Carrarese. Nel cuore dei tifosi bianconeri ancora sanguina la doppia ferita patita 3 anni prima.

Il campionato ha un solo padrone nel Grosseto, ma proprio le due apuane danno spettacolo in una corsa alla promozione insieme al Signe. Il 9.12.1951 va in scena, al "Dina delle Piane" l'andata della sfida infinita fra Massa e Carrara. Un pareggio per 1-1; al gol gialloblù di Cozzani risponde Bugliani. Tutto rimandato al 13.04.1952 quando davanti ad una "Fossa dei Leoni" gremita va in scena un fondamentale e storico derby. Possono finalmente gioire i bianconeri. La vendetta è servita e per la prima volta nella storia la Massese vince in territorio d'oltrefoce contro i rivali di sempre. E vince grazie ad uno scherzo del destino: la prima vittoria a Carrara per la Massese è arrivata grazie ad un carrarese doc, Baratta, arrivato nell'estate precedente, che sigilla la partita nello 0-1 finale.

Al termine della stagione la Carrarese chiuderà seconda con 41 punti. Uno in più dei bianconeri, quarti dietro al Signe. Poco male: è arrivata la riforma dei campionati e a promuovere nella nuova Quarta Serie saranno proprio le prime 4.

Per la Massese inizieranno i terribili anni '50, costellati da delusioni e bocconi amari cancellati soltanto nel decennio successivo con l'arrivo di una società solida e di soddisfazioni, tante soddisfazioni per i tifosi che nonostante tutto non hanno mai smesso di popolare le gradinate. Siamo all'inizio di una storia infinita. La rivalità tra Massese e Carrarese ha sempre colorato le domeniche calcistiche, a volte anche trascendendo in episodi di violenza, rispecchiando le venature della società e di un campanilismo da sempre esistito all'interno dell nostra provincia.

I tifosi gialloblù, nel 1953 al "Dina delle Piane" in Quarta Serie, lanciati verso la Serie C, appenderanno lo storico striscione: "Massa alla Jugoslavia-Trieste all'Italia". E i massesi risponderanno qualche anno più tardi colorando di bianconero delle statue in centro a Carrara in occasione della storica promozione in Serie B.

In foto un'immagine del Derby del 1952 alla "Fosse dei Leoni". Carrarese-Massese 0-1. Presa dal libro "La Storia della Massese" di Rinaldo Mercanti. (Type Service Editore, Massa, 1990)

NICOLA BONGIORNI

Domenica 19 aprile 2020 alle 17:25:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-


Sondaggio

Vota il miglior numero 9 della storia della Carrarese


Vota il miglior numero 7 della storia della Carrarese


















Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Liguria News