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Ultimo aggiornamento ore 00.13 del 18 Ottobre 2018

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Sfregio al partigiano, l'Anpi: «La responsabilità è di Benedetti»

Intanto sul busto del comandante Vico intervengono anche Movimento 5 Stelle e Partito Comunista

DOPO LA MANIFESTAZIONE IN COMUNE
Sfregio al partigiano, l´Anpi: «La responsabilità è di Benedetti»
Massa - «La nostra città, Massa, non merita ciò che sta accadendo in questi giorni». A dirlo è l'Anpi che interviene nuovamente sullo sfregio avvenuto al busto che raffigura il partigiano Vico all'interno dell'atrio del Comune. L'associazione partigiani nella nota, attacca il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti e chiede al sindaco Francesco Persiani di «ricomporre la frattura». La riportiamo di seguito.

Una città una provincia che ha subito molti eccidi, dove vi sono molti partigiani decorati di medaglia d'oro, dove vi sono state tremende stragi di civili; proprio in questi giorni ricorre l'anniversario di due episodi che hanno segnato le nostre comunità: il 16 settembre del 1944 a Bergiola Foscalina, a Carrara, 72 persone di cui 43 donne 14 bambini e 15 adolescenti oltre al maresciallo della Guardia di Finanza Vincenzo Giudice vengono radunati presso la scuola elementare di Bergiola e viene dato loro fuoco con dei lanciafiamme ad opera di soldati tedeschi della 168 SS-Panzergrenadier - Division "Reichsfuhrer SS" comandata dal maggiore Walter Reder; il 16 settembre de11944, alle Fosse del Frigido presso la chiesa di San Leonardo, a Massa, 147 persone, prigionieri detenuti nel carcere del castello Malaspina vengono portati lungo il fiume, allineati e falciati dai mitragliatori e gettati dentro le buche ricoprendo i corpi con la terra sempre ad opera di soldati tedeschi della 168 SS- Panzergrenadier- Division "Reichsfuhrer SS"; e proprio in questi giorni il Presidente del Consiglio di Massa non trova di meglio da fare e da dire che mettere i morti della seconda Guerra Mondiale sullo stesso piano, che non distingue tra coloro che sono andati sulle Apuane per far vincere la libertà e la democrazia, e chi i nazifascisti seminavano stragi, promulgavano leggi razziali, impedivano ogni espressione di opinione. E' ancora attuale una frase pronunciata durante una lezione a giovani universitari da parte di Pietro Calamandrei, tanti anni fa: "se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate là nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati: dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra Costituzione". Queste sono le parole che sono state scelte e scritte nel Museo della Resistenza della nostra città. Questa è la storia di tanti uomini e tante donne della città di Massa, non può essere riscritta, non può essere sfregiata. Un Presidente del Consiglio che decide di instaurare una guerra dei simboli "via il busto del comandante Vico" a favore ed in contrapposizione al Crocefisso, armando le mani di qualcuno che pochi giorni dopo ha deciso di "incappucciare il busto del Comandante Partigiano Vico, Alfredo Gianardi" che ha avuto il coraggio di voler ridare libertà e democrazia alla sua città, al suo paese, che ha organizzato la resistenza civile e militare all'esercito nazifascista che imperversa sulla nostra città producendo morti, stragi, fame tra la popolazione; Un Presidente del Consiglio che con le sue parole ha indotto qualcuno a incappucciare la testa di "Vico", la responsabilità è la sua: un gesto ignobile su un volto che ha avuto solo il coraggio di resistere alla furia nazifascista; Il Sindaco della città sulle pagine di un Quotidiano locale afferma che "quel gesto viene da un ambiente politico diverso da quello del Presidente del Consiglio: è una strumentalizzazione per danneggiare l'amministrazione". Noi dell'Anpi non sappiamo chi è stato, ma se il Sindaco dice queste parole sembra essere a conoscenza dell'esecutore delle idee del Presidente del Consiglio". Bene, lo invitiamo a dirlo alla città; Un Presidente del Consiglio che non sa neppure che la formazione partigiana dei Patrioti Apuani non era una formazione comunista ma una formazione composta da persone con diverso orientamento politico e culturale ed addirittura guidate da un uomo, un religioso domenicano Pietro del Giudice che è stato definito "un uomo di pace in tempo di guerra"; Un Presidente del Consiglio che irride alla storia della nostra città e di tutti i partigiani e dei loro figli senza aver mai visitato il Museo della Resistenza, dove vi è raccontata la storia della Resistenza della nostra città, dei suoi protagonisti (uomini e donne), dove vi sono pubblicati gli elenchi delle persone uccise dalla furia nazifascista, dove vi è rappresentata la storia delle nostre donne che attraversavano a piedi la Tambura e la Cisa per procurare cibo alle loro famiglie, partivano sperando di tornare vive; un Presidente del Consiglio che non si prende neanche la briga di andare a leggere gli atti del Comune, la convenzione in essere con l'Anpi fatta nel lontano 1992 da un commissario prefettizio (eppure è da tempo che esercita la funzione di consigliere comunale!); Un Presidente del Consiglio che non sa neppure di avere l'onore di presiedere una Sala Consiliare dedicata al 10 Aprile, giorno di liberazione della nostra città dall'esercito nazifascista, giorno in cui sono stati sconfitti tutti quelli che avevano tolto la libertà, la democrazia al nostro paese e che con le loro scelte ce l'hanno restituita; La democrazia, la libertà, la dignità umana, valori scolpiti nella nostra Costituzione, sono i valori alla base della nostra Associazione e l'Anpi opera perché vengano quotidianamente affermati, ci adoperiamo perché questi valori siano vivi e imperanti e Io facciamo anche attraverso il dovere della memoria, contro ogni revisionismo. Noi auspichiamo che il Sindaco e il Consiglio Comunale sappiano e vogliano ricomporre la frattura che è stata determinata nella nostra città da queste esternazioni del Presidente del Consiglio, speriamo ed auspichiamo che sappiano e vogliano tenerla unita sui valori fondanti della nostra storia e della nostra Costituzione.

Sull'argomento sono intervenuti anche altre formazioni politiche. Riportiamo di seguito le loro note.

PARTITO COMUNISTA
Il partito Comunista di Massa era presente al consiglio comunale dove si è discusso il caso dello sfregio alla statua del Comandante Vico, vista la numerosa partecipazione ci sentiamo in dovere di precisare che la consideriamo una vittoria dell'Antifascismo, della città, e non certo di quei partiti di centosinistra ora all'opposizione o che hanno perso la poltrona e adesso non perdono occasione per usare questo tipo di eventi come una passerella, imbellettati davanti alle telecamere a cantare "bella ciao" ma mai presenti quando ad essere attaccati sono i lavoratori o gli studenti della nostra città! parallelamente alla gioia per la grande mobilitazione della città siamo profondamente sconcertati dal clima in aula, dai comportamenti del Sindaco e di alcuni consiglieri, non abbiamo sentito nessun rimprovero o riferimento alla colpe del consigliere Benedetti per quanto accaduto, che, anche se non l'artefice materiale del gesto lo consideiamo come il mandate diretto, viste le sue recenti dichiarazioni e provocazioni in merito alla statua di Vico e sull'Anpi atte come sempre a diffondere odio e zizzanie tra la popolazione. Un altro fatto al quanto grave accaduto durante il consiglio sono le parole del consigliere Amorese che ha tranquillamente dichiarato che durante la guerra si sarebbe schierato dalla parte della Repubblica Sociale Italiana, contro i Partigiani, contro i suoi concittadini, tutto questo in nome di una "libertà di pensiero" abusata da chiunque per nascondere i suoi beceri ideali che non consideriamo tali ma veri e propri crimini! Caro Amorese, sicuramente noi saremo stati dalla parte della Libertà.
In conclusione teniamo a ribadire che consideriamo queste provocazioni soltato un vile mezzo per distogliere l'attenzione dei cittadini dai veri problemi che affligono Massa e per nascondere l'incapacità e l'immobilità dell'amministrazione verso questi.


MOVIMENTO 5 STELLE
Quello di lunedì sera è stato un Consiglio comunale importante perché, anche se la discussione iniziale è nata forzatamente da accadimenti inaccettabili, si è avuto modo di ribadire che l'antifascimo indicato dalla Costituzione è e deve essere il valore fondante dell'operato istituzionale, che pur nel rispetto delle ideologie, deve ricordare inevitabilmente i caratteri di terzietà. Nel tentativo di ricostruire la comunità massese si chiede quindi di non sottovalutare episodi o atteggiamenti che possono essere carichi di connotazione provocatoria e al Sindaco di assumersi la responsabilità del ruolo super partes.
Mercoledì 19 settembre 2018 alle 11:36:31
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