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Ultimo aggiornamento ore 21.13 del 18 Dicembre 2018

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Seicento in piazza a Massa: «Non una di meno, non un Pillon di più»

Manifestazione molto partecipata contro il disegno di legge del senatore della Lega

«arretramento dei diritti civili»
Seicento in piazza a Massa: «Non una di meno, non un Pillon di più»
Massa - Seicento persone in strada per chiedere il ritiro del disegno di legge 735 del senatore leghista Simone Pillon. Nel centro città di Massa la rete antisessista di Massa-Carrara ha radunato con la "Street parade No Pillon: la mia strada la scelgo io” centinaia di donne e uomini per contestare la proposta targata Lega di una serie di modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei minori. Così come centinaia sono state le piazze di tutta Italia che si sono riempite di cori e fischi per il ddl firmato Lega e Cinque Stelle, definito un «pastrocchio». Anche La Spezia rispedisce al mittente il decreto “che copre gli abusi sui diritti all’infanzia”

“Il disegno di legge Pillon – scrive in una nota la rete antisessista - è un arretramento per le libertà e i diritti civili di tutti e tutte e in particolare per le donne e i/le bambini/e. la legge propone una famiglia unica, ideale ed astratta, famiglia che è imposta come modello a ogni coppia con figli che si separa. Le coppie saranno obbligate a disciplinare ogni aspetto della propria vita secondo regole rigide e prefissate senza spazio all'autonomia e specificità individuale”.

Il corteo dal tribunale di Massa ha fatto tappa in via Fermi, in largo Matteotti, sotto il Comune, in via Cavour e si è fermato per qualche minuto presso il Duomo. Lì è stato aperto uno striscione: “ci volevate ancelle, ci avrete ribelli”.

Una manifestazione annunciata già dalla visita del senatore leghista avvenuta lo scorso 27 ottobre, durante la quale Pillon è stato accolto con un po’ di risentimento dai cittadini e dalle cittadine massesi

«Siamo qui – ha letto a nome dell’associazione nazionale D.i.r.e, Marina Amadei, del centro antiviolenza Duna che ha aderito alla rete antisessista - perché il Ddl Pillon rafforza la cultura sessista del nostro paese, non solo non riconosce la violenza, ma ne impedisce l’emersione con strategie specifiche: donne e minori ricattati nel caso in cui esplicitino qualsiasi riferimento alla violenza».

Dal Duomo sono state attraversate via Cairoli e via Guidoni per poi chiudere la manifestazione in piazza Mercurio. Durante tutta la passeggiata “colorata, rumorosa e indecorosa” cori e slogan, primo fra tutti: “insieme siam partite, insieme torneremo, non una, non una, non una di meno”, il grido collettivo partito dall'Argentina nel 2015 per protestare contro l’inarrestabile strage di donne e di fronte all’ennesimo caso di femminicidio. Un grido che in breve si è propagato in tutto il mondo e con cui le donne rivendicano non soltanto di non essere uccise, ma anche di vivere dignitosamente.
Lunedì 12 novembre 2018 alle 08:02:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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