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Ultimo aggiornamento ore 14.43 del 18 Ottobre 2019

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Nuovo Pignone, Left: «Non vogliamo diventi una nuova Eaton»

Nuovo Pignone, Left: «Non vogliamo diventi una nuova Eaton»
Massa - Riceviamo e pubblichiamo da Left Massa-Carrara.

In principio era “Nuovo Pignone” dopo la trasformazione da industria per la costruzione di macchine tessili diventò, sotto l’ENI, azienda di produzione di impiantistica del settore petrolifero. A quei tempi l’azione imprenditoriale poteva contare sul sostegno attivo dello Stato per armonizzare le ragioni proprie dell’impresa e del mercato con quelle del lavoro e dell’occupazione di qualità con importanti e positive ricadute sul territorio.
Oggi, con la finanziarizzazione dell’economia le scelte dell’impresa superano spesso le ragioni di uno sviluppo attento ai diversi contesti economici, sociali e fiscali nazionali e locali così da farci diventare “spettatori” passivi ed impotenti di repentini cambi di ragione sociale, di mission industriali e produttive, di delocalizzazioni selvagge e di fughe verso i cosiddetti “paradisi fiscali” con gravi ripercussioni sui territori, i lavoratori, le loro famiglie e le economie locali.
A Massa Carrara ancora scotta la “fine” dell’americana EATON, che premiò per la qualità produttiva tutti i suoi dipendenti dello stabilimento massese per poi licenziarli in blocco l’anno dopo. Un dramma ancora aperto ed irrisolto.
Oggi, apprendiamo della novità societaria denominata “Baker Hughes Age Company Nuovo Pignone” del Gruppo General Eletrics, una realtà industriale decisiva per la tenuta occupazionale del comprensorio massese ed apuano che però, in questi anni è cresciuta grazie all’esternalizzazione in appalto e in subappalto di interi cicli produttivi.
Modalità questa che ha limitato il numero degli addetti diretti, ampliando a dismisura l’occupazione “esterna” caratterizzata spesso da un flessibilità dell’orario di lavoro fondata sul “prendere o lasciare”, col ricorso ordinario allo straordinario e la conseguente esposizione ai rischi per l’incolumità psico-fisica di lavoratori e lavoratrici e con tutte le problematiche relative al lavorare in deficit di sicurezza, fino alle estreme conseguenza del lavoro intermittente ed interinale “in nero”, senza diritti e sottopagato.
Tutto questo contrasta con la “buona” notizia dell’acquisizione da parte del colosso americano della mega commessa che fornirà moduli per la liquefazione del gas naturale in Louisiana, con una annunciata ricaduta occupazionale tra Pignone ed indotto di circa 1500 addetti nei prossimi mesi.
Però, subito dopo, si precisa che tutto questo durerà fino al 2025. Bene! E dopo quella data? Cosa accadrà?
Cosa c’è dietro e dentro la nuova società Baker Hughes Age Company Nuovo Pignone? Quali i piani industriali riferiti allo stabilimento massese? Quali i rapporti di collaborazione con le ditte esterne e con l’indotto locale?
Dovremmo essere contenti apprendendo della nuova mega commessa appena acquisita ed invece siamo preoccupati del futuro dello stabilimento massese e delle sorti dei lavoratori e delle lavoratrici sia “interni” che “esterni” al Pignone.
Vedere aprirsi drammatiche “crisi industriali”, con delocalizzazioni improvvise e “chiusure” inspiegabili anche dopo l’acquisizione di commesse significative fatte di “stupefacenti” picchi produttivi e una crescita occupazionale ancorchè contingente e a tempo determinato, non è raro per il nostro comprensorio.
Allora è necessario che la politica del territorio, chi ha responsabilità di governo così come chi si colloca all’opposizione, i nostri parlamentari e tutti gli eletti ai vari livelli dalle assise comunali, alla Provincia fino alla Regione, si attivino in maniera coordinata per “monitorare” ed incontrare l’azienda e le parti sociali per vedere confermato l’insediamento dello stabilimento nella nostra zona industriale con la rassicurazione che la “buona” notizia della mega commessa per la produzione dei moduli per la liquefazione del gas naturale destinati in Louisiana, travalichi il 2025 garantendo un orizzonte di lavoro, di buona occupazione e di serenità anche per il futuro.


(foto: repertorio)
Domenica 1 settembre 2019 alle 15:26:26
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