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Ultimo aggiornamento ore 07.00 del 15 Ottobre 2019

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Mercurio d'Argento, Left: «Bisognava puntare "all'oro"»

Mercurio d´Argento, Left: «Bisognava puntare `all´oro`»
Massa - Maurizio Bonugli, Andrea Biagioni e Daniele Terzoni di Left Laboratorio politico intervengono in merito al Mercurio d'Argento, il festival di musica per l'immagine che si è da poco concluso. «Un bilancio a dieci giorni dalla sua conclusione ci sta tutto e, a ben vedere, il Mercurio d’Argento ovvero il Festival della Musica per l’Immagine, miglior nome non poteva avere. Eh si, perché per vincere, per puntare all’Oro, occorrono proposte di ben altro spessore che sappiamo attrarre e coinvolgere attivamente la cittadinanza e i turisti diventando una opportunità per il sistema del commercio e dell’accoglienza locali oltre che di marketing territoriale di qualità» .

«Nulla di tutto questo, si è trattato un po’ come per il Water+Marble Experience, di un altro “spot” senza un seguito significativo, mal preceduto dal necessario ma insufficiente battage promo-pubblicitario, con eventi collaterali sostanzialmente ignorati dal grande pubblico, workshop destinati ai soli pochissimi addetti ai lavori ed una serata conclusiva col solito “sequestro” preventivo per ragioni di sicurezza del centro storico ed un afflusso di pubblico insufficiente a giustificare lo sforzo organizzativo e i circa 100.000 euro spesi dalle casse comunali» .

«Insomma - continua Left -l’amministrazione comunale e l’assessorato cultura, arte e ambiente sembrano “navigare a vista” spinti più dall’imperativo del “fare” che però, quasi sempre, finisce col prediligere la quantità alla qualità degli eventi proposti. Insomma si registra la mancanza di una ricerca innovativa ed originale e della necessaria programmazione a sostegno delle nostre politiche di promozione turistica e culturale. Viceversa, a nostro avviso, la città cresce se il dibattito culturale è vivo. Le associazioni, prima di ogni altro, sono chiamate a sviluppare cultura e una amministrazione pubblica ha il dovere di sollecitare questa crescita individuando, dalle periferie al centro, dalla montagna al mare, gli spazi (sia outdoor che indoor) per poter accoglierla, per raccontarla, per proporla e renderla fruibile con continuità. 365 giorni all’anno. Promuovere l’arte in tutte le sue manifestazioni e declinazioni, la letteratura, la poesia, i musei, il teatro, il cinema, le tradizioni locali, tutto quello che fa cultura in collaborazione sia con soggetti privati che con l’insieme degli Enti locali limitrofi, con le Scuole, l’Accademia delle Belle Arti e con l’Università» .

«Uno sforzo necessario è anche quello di realizzare una analisi realistica su un territorio compresso e spesso occupato da un eccesso di presenze che, in passato, non sono state ben calibrate sul nostro territorio quali, ad esempio, la presenza invasiva di centri della grande distribuzione organizzata. Le associazioni di promozione culturale devono poter contare su più spazi che permettano la realizzazione di eventi pubblici da dedicare alla cittadinanza e ai turisti. Occorre costruire spazi e momenti liberi dal mercato: perché la cultura è quella cosa (ormai l’unica) che non ci fa clienti, spettatori, consumatori, ma cittadini sovrani».
Domenica 25 agosto 2019 alle 14:14:07
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