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Marmo, Barotti: «Maggioranza in stato confusionale»

Marmo, Barotti: «Maggioranza in stato confusionale»
Massa - Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere di Alternativa Civica Andrea Barotti.

L'intervento di Fratelli d'Italia conferma lo stato confusionale in cui versa la maggioranza e le divisioni, determinate da una diversità di analisi ed indirizzo politico, tra le forze di centrodestra. Il partito della Meloni attacca il vecchio centrosinistra per allontanare l'attenzione dal fatto, incontestabile, che il voto sul regolamento sugli agri marmiferi è stato rinviato a causa della posizione presa da una ampia, prevalente, componente dei consiglieri che tengono in piedi l'ormai traballante Giunta del cambiamento.
Le parole del Sindaco, in occasione degli auguri alla città, evidentemente non sono state capite o qualcuno ha difficoltà a confrontarsi con la realtà e ad abbandonare i toni e gli slogan della campagna elettorale; salvo che non immagini la caduta di un'Amministrazione che ricorda, per l'immobilismo e la litigiosità, l'ultima fase del "governo" Volpi.
Fratelli d'Italia si scaglia contro il vecchio centrosinistra attribuendogli tutti i mali del territorio ma così facendo, oltre a denotare una propensione all'estremizzazione del giudizio, sembra avere, implicitamente, una pessima considerazione delle capacità di discernimento della maggioranza dell'elettorato; quell'elettorato che per decenni ha preferito lasciare il centrodestra sui banchi dell'opposizione e che, in buona parte, con un voto di protesta, ha consentito a Persiani di diventare sindaco.
Il passato amministrativo della città, campo più adatto agli storici che ai politici (propensi ad una lettura di parte), è stato caratterizzato dall'incapacità del centrodestra di costruire una seria, credibile alternativa, quindi la proposta politica degli ex Alleanza Nazionale, Forza Italia poi Popolo della libertà, Lega e altri era peggiore rispetto a quella del vecchio centrosinistra; ed ancora, qualcosa di buono i precedenti Amministratori debbono pur aver fatto se i massesi hanno dato, per moltissimi lustri, al centrosinistra le chiavi della città.
Lasciando la storia e venendo all'attualità, sembra che per Fratelli d'Italia e per Forza Italia la politica sia più muscoli che ponderazione, moderazione, prudenza, mediazione e sintesi solo così si spiega il rigetto all'apertura al dialogo, specie in una materia complessa e di enorme rilevanza, con le opposizioni di un Consigliere della Lega e la volontà di chiudere, in tempi insufficienti per un esame accurato e ragionato, velocemente il confronto sul regolamento sugli agri marmiferi da qui le incomprensioni, non solo del Sindaco, con chi, responsabilmente, ha reputato giusto avere più tempo per maturare una decisione che inciderà sul futuro delle nostre montagne, della nostra acqua e dei nostri figli.
Fratelli d'Italia e il Presidente Benedetti dicono di voler proteggere le Apuane ma sono favorevoli alla riapertura di cave dismesse (chiuse per criticità), ne sembrano accorgersi dell'inquinamento dei torrenti e del Frigido documentato dai cittadini e dalle analisi Arpat, scrivono di voler favorire l'occupazione ma non propongono, nonostante i dati allarmanti a disposizione, nulla per far crescere la lavorazione, in loco, del marmo e pare non credano che sia necessario dare impulso alla metalmeccanica applicata al lapideo.
Chi sostiene la riapertura di siti dismessi evidentemente immagina che le cave, la produzione dei blocchi sia il solo ed unico futuro possibile per il nostro territorio; si tratta di una visione che implica la trasformazione delle cave in miniere, non considera che è la lavorazione il vero strumento per ridistribuire la ricchezza altrimenti concentrata nelle mani dei concessionari.
Il Presidente Benedetti, sempre meno presidente e più consigliere di maggioranza, dopo aver subito la dura replica del mondo ambientalista, dopo aver capito quale sia il sentimento della Comunità, dopo aver alzato il livello dello scontro ora fa retromarcia e si dice pronto all'ascolto. L'altro aspetto che pare non essere considerato è il valore della bellezza! Quanti posti di lavoro può valere un pezzo delle Apuane? Un pezzo del nostro paesaggio? Un sorso della nostra acqua? Queste sono le domande che una classe politica deve porsi e a cui deve dare una risposta.
Oltre millecinquecento cittadini sono scesi in piazza per dire no alla riapertura delle cave, il Consiglio comunale, che rappresenta tutta la Comunità, ha deciso di ridiscutere il regolamento sugli agri marmiferi mentre la Giunta ha dato incarico all'Università di Siena per individuare altri siti estrattivi; qualcuno dirà di aver adempiuto ad un obbligo normativo come altri dicevano che dovevamo entrare in Gaia o che non fosse possibile uscirne (siamo ancora lontani da una soluzione).
Una legge sbagliata si contrasta! Se si ritiene che alcuni aspetti di una norma siano errati se ne chiede la correzione! Ci si impegna in una vera lotta politica e giuridica per evitare che la propria Comunità subisca conseguenze negative altrimenti significa condividere ciò che si finge di contestare.
Mercoledì 8 gennaio 2020 alle 11:12:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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