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Ultimo aggiornamento ore 20.21 del 6 Aprile 2020

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La proposta di Forza Italia: «Gli incassi della tassa di soggiorno restino agli operatori turistici»

l'emergenza coronavirus
Massa - Riceviamo e pubblichiamo da Domenico Piedimonte, coordinatore comunale di Forza Italia a Massa.

Abbiamo letto che qualcuno sollecita il Governo ad abolire la “Tassa di soggiorno 2020” per aiutare il turismo. Il coordinamento comunale di Forza Italia a Massa, invece, chiede che la "Tassa di soggiorno 2020" nel nostro comune non venga abolita, ma che l'incasso rimanga nella disponibilita' di chi la riscuote.
Il Pd e Federalberghi nazionale ne propongono l'abolizione tout court ma questo, in comuni come il nostro, non porterebbe alcun vantaggio al settore ricettivo.
"Ho fatto presente al nostro coordinamento che seconde me – continua Piedimonte – un turista che per una camera matrimoniale in estate paga tra i 100 ed i 150 euro al giorno, ritiene indifferente il pagamento ulteriore di 55 centesimi di tassa. Invece, per un albergo a 3 stelle con una media di 30 camere, che in un anno incassa per conto del comune circa 3 mila euro di tassa di soggiorno, avrebbe un giovamento diretto nel trattenere tale somma".
Anche perche', alberghi con le caratteristiche dimensionali descritte, nel 2020 si troveranno a pagare al comune anche circa 6 mila euro di Tarsu e circa 13 mila di Imu.
"Quindi, come Forza Italia, da sempre vicino al mondo dell'impresa, chiediamo ai nostri alleati di ragionare insieme sul da farsi (riduzione, rinvio...) per la tassa di soggiorno delle strutture ricettive e delle categorie maggiormente colpite (ristoranti, cinema, e chi ha quasi azzerato gli incassi per colpa del Coronavirus) e proponiamo che almeno l'80% della tassa di soggiorno che verra' riscossa rimanga nella disponibilita' degli esercenti".
"Inoltre, poiche' al 30 giugno andrebbe versato il 50% dell'Imu (il saldo è a dicembre) chiediamo anche che tale versamento venga spostato al 31 agosto, sperando che al massimo tra maggio e giugno il problema Coronavirus venga superato. In questo modo si darebbe il tempo il tempo agli esercenti di incassare i soldi per pagare la tassa".
"Oggi, gli imprenditori italiani sanno che al 16 marzo – conclude Piedimonte – dovranno pagare contributi e deleghe varie ma, cosa incredibile, fino all'11 marzo questo governo inconcludente non farà sapere loro se e quali agevolazioni avranno per quella scadenza.
Ecco che, quindi, almeno sul piano locale, potremmo agire con prontezza e velocità andando incontro a tutte quelle imprese del nostro territorio che oggi, (con incassi calati del 90%) oltre a non sapere come fare per pagare stipendi, utenze, fornitori interessi e mutui bancari temono le conseguenze (aggravi di costi, azioni di recupero ecc) degli eventuali ritardi dei pagamenti".
Sabato 7 marzo 2020 alle 18:21:17
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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