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Ultimo aggiornamento ore 12.49 del 14 Novembre 2018

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Fratelli d'Italia: «Massa tutela il nascituro». Nardi (Pd): «Scendiamo in piazza»

La proposta di Fratelli d'Italia in commissione statuto. La deputata annuncia battaglia

ABORTO E LEGGE 194
Fratelli d´Italia: «Massa tutela il nascituro». Nardi (Pd): «Scendiamo in piazza»
Massa - Legge 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza. C’è chi, a distanza di quarant’anni dalla sua approvazione in parlamento, vorrebbe rivederla (magari anche cancellarla, ndc). Mentre a Verona è stato riconosciuto il finanziamento pubblico a “associazioni cattoliche a scopo di lucro che hanno l’obiettivo di promuovere iniziative contro l’aborto”, e a Carrara le preoccupazioni di una possibile diffusione a livello locale sono concrete, a Massa se ne sussurra. O meglio, se ne discute.

Per la tutela del nascituro, infatti, si schiera Fratelli d’Italia. In Commissione affari istituzionali (ex statuto), cioè nell'incontro durante il quale consiglieri di maggioranza e di minoranza si confrontano per dare vita all'atto normativo fondamentale che disciplina l'organizzazione e il funzionamento del Comune, il consigliere comunale Alessandro Amorese ha proposto una piccola ma estremamente significativa modifica. Un paio di parole che se inserite nel regolamento potrebbero avere diversi risvolti, alcuni anche in conflitto fra loro. Fratelli D’Italia in particolare chiede di modificare l’articolo numero 5, al comma 1. Articolo in cui il Comune dichiara di rispettare i diritti dell'uomo, della donna, delle coscienze, dei principi della Costituzione e di tutelare la dignità di ogni persona. E qui subentra la postilla proposta da Fi, cioè quella rispettare e tutelare quanto sopra “a partire dal nascituro". Una postilla che ad un primo sguardo pare sconfinare nel diritto all'interruzione volontaria della gravidanza riconosciuto sulla carta con la legge 194 del 1978, che lascia alla donna la discrezione di decidere se voler crescere o meno quel nascituro. Per questo La Voce Apuana ha contattato il consigliere comunale per avere alcuni chiarimenti. Primo fra tutti: consigliere cosa intende con la parola “nascituro”?
«Una creatura dell’ottavo mese in poi – tranquillizza Alessandro Amorese – non c'entra assolutamente con l’aborto questa mozione, non sta scritto che è dal concepimento. E il nascituro è già tutelato dalla legge. È stata solo una polemica strumentale dell’onorevole Nardi».

Il consigliere spiega com'è andata la commissione affari istituzionali in questione: «Siamo partiti dalla revisione dello statuto. Nei primi articoli sono sorti una serie di princìpi generali che hanno fatto aprire un dibattito. Come gruppi di maggioranza abbiamo proposto alcuni emendamenti. E ho trovato riscontro anche da altri gruppi di minoranza. L’intento non era assolutamente quello di portare all'attenzione aborto, ma rafforzare la tutela del nascituro».

«L'aggiunta di 'fin dal nascituro' che tanti allarmi ha creato nella testa della parlamentare non è altro che un rafforzamento di una tutela di un diritto già ben rappresentato dalle Leggi (si pensi alla salute o alle successioni). E' fin troppo banale ribadire che l'aborto non c'entra nulla, quindi siamo davanti ad una tempesta in un bicchiere d'acqua. Possiamo capire che della 'vita nascente' alla deputata interessi poco o nulla così come di altri valori, ma a noi invece interessano e vogliamo difenderne le istanze fin dallo Statuto comunale che presenta tutta una serie di principi generali che nessuno ha messo in discussione. Non si è tolto nulla, semmai si è aggiunto, anche in altri aspetti, in una discussione peraltro molto serena a produttiva». Contraria l’onorevole Martina Nardi che con un comunicato aveva lanciato l’allarme dell'eventualità di una “Massa a favore della vita” dietro l'angolo.

«Il nascituro per definizione è colui che ancora deve nascere. Tutelare la vita – scrive l’onorevole - e rispettare il nascituro significa, senza mezzi termini, scegliere di raggirare la legge 194, quella che permette alle donne l'interruzione volontaria della gravidanza. Una legge che le donne hanno ottenuto dopo anni di aspre battaglie sociali, etiche e politiche».

«Intendiamo contrastare questa proposta - continua la Nardi- perché per fortuna abbiamo ancora una legge nazionale che dice il contrario. Il popolo italiano si è già espresso attraverso il referendum che ha dato vita alla legge 194. Non vogliamo tornare al Medioevo e non mi stupisco di chi stia cercando di introdurre nella società massese ulteriori elementi di conflittualità. Il mio partito ha già preso le distanze da quanto accaduto a Verona; le donne massesi sono pronte a scendere in piazza contro la scellerata proposta di questa amministrazione».
Mercoledì 17 ottobre 2018 alle 21:23:47
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