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Crollo al 'Pascoli', lunedì studenti in sciopero

La manifestazione è stata indetta dalle Sardine massesi. Paolini (Mgs): «Grave e inaccettabile». Barotti a Ravagli e Lorenzetti: «Abbassate i toni»

le reazioni
Crollo al ´Pascoli´, lunedì studenti in sciopero
Massa - Crollo al Pascoli: anche le Sardine massesi non restano insensibili al fatto e indicono per lunedì 13 gennaio una giornata di sciopero, coinvolgendo anche gli istituti scolastici cittadini. Le modalità saranno definite oggi (venerdì 10 gennaio) in occasione della prima riunione delle Sardine di Massa Carrara, in programma presso l’aula di Confimpresa in Galleria Leonardo da Vinci 49.

“Uno sciopero pacifico – spiegano Daniele Tarantino e Valeria Aurino, referenti delle Sardine Massa Carrara - che ha l’obiettivo di sensibilizzare la politica al problema delle strutture scolastiche insicure. I nostri ragazzi meritano molto più di scuole decadenti e le famiglie devono essere tranquille di lasciare i propri figli in luoghi sicuri. E’ necessaria un’attenta verifica di tutte le strutture scolastiche e chiediamo al presidente della Provincia di Massa-Carrara, Gianni Lorenzetti, di attivarsi a sostegno della protesta, altrimenti si chiudano tutte le scuole fino a quando non si sbloccheranno i finanziamenti necessari per gli interventi di messa in sicurezza”. Per le Sardine è “inammissibile quello che è successo all’istituto Pascoli di Massa, dove è crollato una parte di intonaco di un’aula dove erano presenti i ragazzi a fare lezione. Fortunatamente nessuno di loro ha riscontrato danni fisici ma dobbiamo sempre affidarci alla buona sorte? E questo è stato un episodio preannunciato, date le condizioni ormai difficili delle strutture (Pascoli, Toniolo, Minuto, Barsanti, Salvetti ecc.) Condizioni - aggiungono Tarantino e Aurino - collegate alle scarse risorse che la Provincia ha per poter svolgere regolare manutenzione alle strutture. Ci sono però progetti già finanziati, ma ancora bloccati dal Ministero (al tempo giallo verde). Infatti la Provincia di Massa-Carrara dice una cosa vera quando afferma che quattro dei suoi progetti sono stati ammessi a finanziamento. Da aggiungere che sul non avanzamento dei finanziamenti autorizzati, la Regione Toscana non lascia spazio a dubbi affermando che «il decreto ministeriale 87/2019 con cui si autorizzavano le Regioni all’utilizzo dei contributi relativi all’annualità 2018 prevede che il perfezionamento delle operazioni avvenga mediante un contratto di mutuo che le Regioni devono stipulare con Cassa Depositi e Prestiti sulla base di uno schema tipo, il quale deve essere sottoposto al preventivo nulla osta del Ministero dell’economia e delle finanze da parte del Miur. Alla luce di ciò, chiediamo dunque al Presidente una prova di forza: la chiusura delle scuole lunedì 13 gennaio per una protesta condivisa, la cui voce arrivi ai vertici regionali e nazionali”.

Intanto sull'argomento intervengono anche Cosmo Paolini del Movimento giovanile della sinistra e il consigliere di Alternativa Civica Andrea Barotti. Riportiamo i loro interventi di seguito.

PAOLINI: «GRAVE E INACCETTABILE»
Quanto accaduto al Liceo Pascoli è grave e inaccettabile. Di fronte a tali situazioni si tende spesso ad individuare un capro espiatorio sul quale scaricare tutte le responsabilità, in questo caso il presidente della provincia Lorenzetti, il quale a nostro avviso è esente da colpe. Se le province non hanno fondi da reinvestire il primo nome da tirare in ballo è quello di Matteo Renzi, non certo quello di Lorenzetti, che nonostante le poche risorse sta portando avanti un buon lavoro in tema di edilizia scolastica.
Qualche nota di merito va spesa anche per il preside dell'istituto Rossi-Pascoli Massimo Ceccanti, il quale da quando s'è insediato grazie ad un lavoro continuo si batte per la sicurezza dei suoi ragazzi.
Conclusa questa doverosa premessa arriviamo a trattare l'argomento che ci ha spinto a scrivere questo intervento: il rapporto tra gli studenti e la politica.
Attraverso le testimonianze di numerosi ragazzi tesserati con noi che ancora frequentano le scuole superiori è emerso un malcontento generale nei confronti della "politica" considerata in senso astratto e trascendente. Le sentenze rintracciate tra gli studenti sono tra le più usuali oggigiorno: "la politica non serve a niente", "tanto sono tutti uguali".
Siamo studenti anche noi e facciamo politica, ci permettiamo di rispondere.
Sebbene i ragazzi abbiano in parte ragione a sostenere tali opinioni, poiché l'attuale classe dirigente italiana è la più corrotta e meno istruita di sempre, le cose stanno diversamente.
È un errore voltare le spalle alla politica perché qualcuno la utilizza per il proprio tornaconto personale, oggi più che mai la nostra generazione ha il dovere e il bisogno di riprendere possesso della politica, se non lo faremo noi nessuno porterà mai al centro del dibattito pubblico temi determinati per il nostro futuro come lavoro, ambiente e scuola. Demonizzare la politica non è la soluzione per battere la cattiva politica.
La soluzione sta invece nel cominciare fin da subito ad interessarsi in prima persona dei problemi che riguardano la propria comunità, grande o piccola che sia. E allora, quale luogo migliore della scuola?
Gli istituti forniscono gli strumenti per cominciare ad affrontare seriamente certe questioni, come l'assemblea o la rappresentanza di istituto.
È tempo che gli studenti imparino ad organizzarsi per riappropriarsi dei loro spazi e che comincino a mettere in discussione ciò che gli viene proposto, rendendosi conto che già questo è un buon modo di fare politica.
Ci auguriamo che quanto accaduto al Pascoli generi momenti di confronto in tutti gli istituti, affinché arrivi un grande segnale alle istituzioni e soprattutto che  questa tragedia  mancata diventi il presupposto che permetterà agli studenti di Massa di riappropriarsi delle loro scuole, del loro futuro.


BAROTTI A RAVAGLI E LORENZETTI: «ABBASSATE I TONI»
La classe politica nazionale, così come quella locale, non perde occasione, in situazioni estremamente difficili, di azzuffarsi, di dividersi, di utilizzare ogni argomento per vincere la periodica battaglia dei sondaggi; insomma sembra che nel nostro paese, nella nostra città le campagne elettorali non finiscano mai.
L'episodio, assai grave, accaduto al Liceo Pascoli è diventato argomento di un aspro scontro istituzionale tra la Provincia e l'Amministrazione comunale; confronto, per nulla costruttivo, scaturito dal durissimo e grave attacco lanciato dall'Assessore comunale Veronica Ravagli. L'impressione che si ha, osservando questo modo di intendere la politica, è che per qualcuno sia più importante la ricerca di un possibile responsabile che individuare una soluzione ai problemi, piccoli e grandi, che affliggono una Comunità, un territorio.
La politica, per riacquisire credibilità e autorevolezza, richiede conoscenza degli argomenti, dei compiti che spettano a ciascuna istituzione, moderazione e capacità di formulare proposte; proposte serie, credibili con le quali porre in difficoltà i propri avversari politici ed al contempo far crescere la città che si governa.
I cittadini, credo, non apprezzino una classe dirigente che non si unisce per trovare, celermente, delle risposte alle criticità che, purtroppo, si propongono; oggi non è prioritario capire cosa non abbia funzionato ma garantire la sicurezza dei nostri figli che frequentano i plessi scolastici cittadini poiché è intollerabile, inaccettabile che diventi pericoloso entrare in una classe!
La Provincia, istituzione che vede la presenza di rappresentanti del nostro Comune, lamenta la scarsità di risorse e il poco attivismo (mancata partecipazione a bandi) dell'Amministrazione guidata da Persiani quindi le premesse, ovvero gli ambiti su cui è necessario un impegno corale sono noti! Ben vengano, quindi, quelle iniziative, che, non gettando benzina sul fuoco della polemica, si prefiggono di superare quegli ostacoli in grado di intralciare, se non addirittura immobilizzare, l'azione degli Enti locali.
La cronicizzazione, l'aggravamento dei problemi che pesano sul futuro del nostro Comune, non solo la sicurezza degli edifici scolastici, dipende, in buona misura, dalla scarsa propensione al lavoro di squadra ed alla poca attitudine ad elaborare progetti da presentare ai tavoli istituzionali; ricordo, sul punto, le critiche del Governatore Rossi verso i rappresentanti del territorio per la mancanza di idee su come, ad esempio, rilanciare lo sviluppo della nostra zona industriale (ad esempio Forza Italia, che sostiene la Giunta Persiani, scrive di potenziare la lavorazione in loco del marmo ma non dice come fare o, ancora, si oppone allo sviluppo portuale penalizzando, così, il settore cantieristico navale).
La nostra città ha bisogno di una classe dirigente che occupi il proprio tempo svolgendo, con diligenza, efficacia e massimo impegno i propri compiti, che sappia far fronte comune in situazioni emergenziali, che sia più propensa all'ascolto, al confronto, alla mediazione anziché allo scontro. Ritengo che sarebbe facile rispondere all'Assessore Veronica Ravagli ricordandole che l'Attuale Amministrazione Comunale, pur riconoscendo l'antica origine di molte problematiche, non ha le carte in regola per mettersi in cattedra viste le molte domande rimaste inevase ed i fronti, alcuni piuttosto caldi, aperti di cui non si intravede una imminente chiusura (per citarne due: cave; casa della salute) così come sarebbe altrettanto semplice replicare al Presidente Lorenzetti che non ci si può limitare a denunciare il degrado delle scuole, il critico stato in cui versano le strade provinciali ma è necessario dar vita ad una battaglia politica, portando la questione sul tavolo nazionale, per restituire alle Province le risorse di cui hanno bisogno (abbiamo istituito il reddito di cittadinanza e poi non abbiamo soldi per la manutenzione delle scuole e, più in generale, delle infrastrutture del paese; interventi che creerebbero lavoro); ma una risposta di tal tipo non aiuterebbe nessuno pertanto preferisco rivolgere un invito a chi ha l'onore e l'onere di amministrare il territorio ad abbassare i toni, ad uno sforzo per ridare autorevolezza alla politica e sopratutto alla cooperazione per costruire un futuro migliore.
Venerdì 10 gennaio 2020 alle 11:42:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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