Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
pubblicità massa carrara Richiedi contatto
Edizione del weekend

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

Busto sfregiato, tutti (o quasi) contro il presidente del Consiglio comunale

Dopo l'incappucciamento del monumento al partigiano Vico c'è chi chiede le dimissioni di Stefano Benedetti

TUTTE LE REAZIONI
Busto sfregiato, tutti (o quasi) contro il presidente del Consiglio comunale
Massa - Continuano ad arrivare le reazioni per quanto accaduto al busto del partigiano Vico all'interno dell'atrio del Comune di Massa. Il monumento era stato coperto con sacco nero. Riportiamo di seguito tutti gli ultimi interventi, molti dei quali prendono di mira il presidente del Consiglio comunale, Stefano Benedetti, il quale ieri alla Voce Apuana aveva definito quel gesto «da condannare».

GABRIELE BONTEMPI, GIOVANI DEMOCRATICI MASSA
Noi Giovani Democratici di Massa desideriamo esprimere il nostro più profondo sdegno per la vicenda del busto incappucciato del partigiano “Vico". Un'azione vigliacca frutto del clima d'odio portato avanti da questa amministrazione di centrodestra che calpesta costantemente la memoria e i valori della nostra città.
Ci teniamo anche a rispondere al Sindaco Persiani, dicendogli che se si è recato a Sant'Anna di Stazzema per le celebrazioni della strage allora perché non ha ancora preso le distanze da questo ignobile gesto invece di nascondersi sostenendo in maniera ridicola tesi complottiste che non stanno ne in cielo ne in terra. Un po' di coraggio, Sindaco!
Le chiediamo un po' di coraggio, inoltre, per dire che il ruolo del Presidente del Consiglio comunale deve essere un ruolo super partes (visto che le piace il latino) e non autorizza chi siede su quella poltrona a pronunciare parole antidemocratiche, a montarsi la testa e ad usare la prepotenza. La scelta che avete fatto, con il vostro giochetto di spartizione delle poltrone degno della più vecchia politica, di mettere in quel ruolo un individuo che più volte, nel recente passato, ha usato sui social espressioni vergognosamente offensive nei confronti di popolazioni straniere o di avversari politici, ha portato a questo triste epilogo. Per questo chiediamo le dimissioni del sig. Benedetti da questa carica istituzionale, già abbastanza vilipesa in questi 100 giorni.
Le chiediamo il coraggio di assumersi le sue responsabilità, caro Sindaco Persiani. Lei sostiene che questa azione sia stata fatta ad hoc per distrarre i cittadini dai problemi seri. Bene, parliamo dei problemi seri. Le chiediamo di spiegare, per favore, ai cittadini delle periferie massesi, in particolare a quelli di via Pisacane e dei Poggi, come mai tutti i soldi che erano stati stanziati per ricostruire i palazzi pericolanti in cui vivono 142 persone sono spariti e il progetto di riqualificazione urbana UP.oggi, già finanziato dalla precedente amministrazione, sia stato cancellato.
E cosa dire della sicurezza? Lei ha fatto campagna elettorale dicendo che mancava sicurezza in città; e allora le chiediamo il coraggio di spiegare ai cittadini come mai le strade pullulano di ladri che operano totalmente indisturbati e come mai il progetto di riqualificazione della zona della Stazione sia stato cancellato grazie al ddl Milleproroghe del suo Governo. Parliamo del degrado? la nostra città non è mai stata così sporca e non curata come negli ultimi mesi. Per non parlare della totale assenza della sua amministrazione sul tema del lavoro.
Insomma, sono passati 100 giorni, ma le uniche cose rilevanti da quando la sua amministrazione si è insediata è stato il crescente clima di odio e intolleranza. Noi non ci stiamo e siamo pronti ad una nuova Resistenza, non sarà di certo un sacco nero a fermare i nostri ideali e le nostre figure di riferimento come il partigiano Vico. Queste, purtroppo per voi, non si fermeranno mai.


RIFONDAZIONE COMUNISTA MASSA
Le vicende che negli ultimi giorni hanno visto protagonista il Sig Stefano Bendetti, che ha pubblicamente attaccato l’ANPI sostenendo la sua sostanziale inutilità e che ha dichiarato l’inopportunità della presenza di un monumento in memoria della Resistenza all’interno del palazzo comunale, sono solo le ultime di una serie che ci inducono a ritenere che non possa ricoprire la carica istituzionale di Presidente del Consiglio Comunale.
Le sue esternazioni, praticamente quotidiane, hanno effetti destabilizzanti sulla comunità, come dimostra l’increscioso atto di vandalismo che ha interessato il busto del Comandante Vico, a pochi giorni dalla dichiarazione della sua volontà di rimuoverlo, e l’ondata di indignazione tra i cittadini che ne è seguita. Non ci si aspetta questo da un Presidente del Consiglio Comunale.
Ci si aspetta che conosca la storia della sua città e del suo paese e che rispetti i valori fondanti della Repubblica e della Costituzione, come indicato esplicitamente nell'art 54 della Carta, che egli rappresenta quando siede nel Consiglio Comunale. Quando riduce l’esperienza della Resistenza a uno scontro ideologico dal quale sarebbe necessario uscire una volta per tutte attraverso una “pacificazione” in cui tutti stanno sullo stesso piano, chi combatteva per liberare il paese dall’occupazione e dalla dittatura e chi collaborava alle stragi e alle deportazioni di innocenti, dimostra nel migliore dei casi la propria ignoranza; nel peggiore, una lettura revisionista di ciò che è stato, in aperto conflitto con i principi democratici e antifascisti che sono le radici della nostra Repubblica. Se Benedetti oggi siede in un Consiglio Comunale, lo deve proprio a quegli uomini e a quelle donne di cui vuole cancellare la memoria.
Ci si aspetta che conosca le istituzioni e il loro funzionamento e che sappia applicare i regolamenti con spirito neutrale. Ma nemmeno questo è in grado di fare: durante le poche sedute di consiglio comunale ha dimostrato di voler utilizzare il regolamento comunale a vantaggio di una parte, come è avvenuto attraverso la violazione dell'art 78 del TUEL.
Ci si aspetta che, dal momento che ricopre un ruolo istituzionale, sia in grado di svolgere il suo compito nel rispetto della neutralità che la norma di tale ruolo richiede. Nel corso di questi mesi sono state invece numerose le sue dichiarazioni assolutamente di parte, dai toni talvolta inopportuni, i suoi atteggiamenti ostili e di chiusura verso l'ascolto di chi contesta le scelte dell'amministrazione, tutti fatti che hanno contribuito ad alimentare un clima di tensione nella comunità.
Per tutti questi gravi motivi sollecitiamo le forze democratiche presenti in Consiglio Comunale a chiedere la revoca dell’incarico di Presidente del Consiglio al Sig. Stefano Benedetti così che l’assemblea possa riappropriarsi della credibilità politica e istituzionale che l’attuale presidente le sta facendo perdere ogni giorno di più. Crediamo che all'interno dell'assemblea consigliare ci siano i numeri per poter giungere a tale richiesta.
Se questo non avvenisse, se ancora una volta dovessero prevalere logiche diverse rispetto a quelle della salvaguardia e riconoscimento dei valori fondanti la nostra Repubblica e la nostra Costituzione, quei valori che mossero centinaia di migliaia di uomini e donne quell'8 settembre contro il nazifascismo, ogni consigliere comunale si prenderà la responsabilità di vedere fallire, non solo politicamente, ma anche istituzionalmente, questa consigliatura e risponderà alla città dei propri atti
Saremo in consiglio Lunedì pomeriggio a sostenere l'ANPI e i valori della Resistenza, saremo il 19 Settembre a commemorare la memoria di Aldo Salvetti e di Mario Paolini, senza memoria non c'è futuro.


ALTERNATIVA CIVICA MASSA
"Condanniamo il gesto senza se e senza ma". I rappresentanti di Alternativa Civica non hanno dubbi ." Questo gesto offende la nostra cultura -spiegano- e non possiamo accettarlo". Esistono le differenze ideologiche,spiegano, ma questi gesti non possono essere accettati e l'amministrazione non puo' ridurre tutto al gesto di un buontempone . Tanto più se si considera che questo atto si colloca all'interno di una serie di iniziative inopportune provenienti da membri della maggioranza di governo della città che hanno come unico risultato di creare un clima di scontro ideologico piuttosto che, di aperto e sereno confronto sui gravi problemi sociali ed economici della citta'.
Il busto di “Vico”è stato oggetto di oltraggio , è stato incappucciato con un sacco nero dell'immondizia, non si può deridere la storia del nostro territorio , la storia della nostra città che è stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile.E' un gesto che va condannato immediatamente, per evitare l'inizio di una serie di altri inaccettabili episodi simili.Per questo motivo quello che è accaduto non può essere derubricato ad una semplice goliardata. Alternativa civica chiede al sindaco Francesco Persiani di prendere una posizione netta, tesa a ristabilire un clima di reciproco confronto e fiducia di tutte le forze politiche della città.


LIBERI E UGUALI
Le recenti dichiarazioni di Stefano Benedetti riguardanti il definanziamento l’ ANPI e la rimozione del busto del comandante partigiano Vico costringono chiunque abbia ancora il senso della democrazia ad intervenire con durezza, e a schierarsi contro di lui.
Non stupisce affatto che dichiarazioni del genere escano dalla sua bocca: il personaggio è ben noto, e meriterebbe di essere completamente ignorato e lasciato alla sua totale irrilevanza, se purtroppo non fosse stato eletto presidente del Consiglio Comunale di questa città. Un ruolo per il quale, ogni giorno di più, si sta dimostrando palesemente inadeguato: innanzitutto perché manca totalmente dell’equilibrio, il buonsenso, la pacatezza dei toni e dei modi che questa figura deve avere, e in secondo luogo perché, come ha ben dimostrato, i valori della democrazia e della Costituzione italiana gli sono del tutto estranei. Come può un personaggio del genere, del tutto incapace di distinguere le convinzioni personali dal ruolo che ha assunto, garantire le regole democratiche in quell’istituzione? È una domanda che solleva dubbi, preoccupazioni e forti timori.
In qualsiasi forma di governo e di Stato, i simboli sono fondamentali. Chi attacca un simbolo rivela immediatamente l’intenzione di attaccare tutto ciò di concreto (lotte, conquiste sociali, principi, leggi, istituzioni) che sotto quel simbolo si è formato ed è cresciuto. Non è retorica, non è celebrazione scolastica. La Costituzione italiana, i diritti sul lavoro, la libertà politica e individuale, l’emancipazione femminile, l’uguaglianza nei diritti e di fronte alla legge, tutto questo in Italia nasce sotto il simbolo della Resistenza partigiana e nasce dalla contrapposizione con il precedente regime fascista fondato sulla disuguaglianza, la discriminazione, i valori guerreschi e aggressivi, la mancanza di libertà.
Chi vuole rimuovere i simboli della democrazia non esiterà ad agire per rimuovere i principi concreti. Ed infatti c’è già chi ha agito coprendo ignobilmente il busto con un sacco nero dell’immondizia. Chiunque sa stato, è chiaro che il mandante morale sia Benedetti, e fa tremare il pensiero di un gesto così fortemente simbolico (per parlare di simboli) che richiama un’epoca in cui a venire incappucciati erano proprio i dissidenti e i partigiani, le loro famiglie, i loro amici.
Ebbene, ogni cittadino massese dovrebbe ragionare a fondo su questo, e riflettere in che tipo di società vuole vivere. E a quel punto, proprio come noi, schierarsi contro Stefano Benedetti e contro le sue dichiarazioni, i suoi comportamenti, le sue idee. Per questo aderiamo ed invitiamo ad aderire alla manifestazione di protesta organizzata dall’ANPI in concomitanza del consiglio comunale di lunedì 17 alle ore 18.00, una civile manifestazione di sdegno e di dissenso che ci vedrà partecipi come pubblico alla seduta consiliare.
Il fatto che l’attuale maggioranza sia di centrodestra non significa che debba condividere questo tipo di posizioni assurde e gravi, così come i gesti che già ne sono conseguiti. Noi, saldamente all’opposizione, speriamo e ci auguriamo che non lo faccia, ma al contrario prenda le distanze da questo personaggio e si smarchi totalmente da un immaginario nostalgico e antidemocratico che gente come lui si porta dietro.
E d’altra parte ogni consigliere comunale, di maggioranza e di opposizione, dovrebbe pretendere che il Presidente del consiglio comunale porti rispetto della sua carica e rispetto a tutti i cittadini che, volenti o nolenti, in questo momento rappresenta.
Se Stefano Benedetti non ha intenzione di farlo, o se come crediamo noi gliene manca la capacità, si dimetta subito e se ne vada a casa, risparmiando ulteriore vergogna alle istituzioni già fortemente delegittimate agli occhi dei cittadini.
Alla commemorazione della strage di Vinca, ormai da molti anni, viene il figlio di un soldato nazista. Ha scoperto in età matura che suo padre era lì, a compiere quei crimini orrendi, a uccidere donne e bambini, e ha provato disgusto. Ha cambiato il suo cognome e ogni anno viene a rendere onore ai caduti, senza sottrarsi agli sguardi e alle domande, con una dignità che lascia di stucco.
Ecco, noi pensiamo che questa sia la vera pacificazione. Seppellire un passato di trucida barbarie, e tenersi stretti i valori di civiltà che, per fortuna e con il sangue di molti eroi, si sono affermati e ci hanno permesso per molti anni di vivere liberi. Se guardiamo ai problemi di oggi, scopriremo che quei valori, troppo spesso ignorati, contengono la soluzione alla maggior parte di essi.
Domenica 16 settembre 2018 alle 15:27:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-


























Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy

Liguria News