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Ultimo aggiornamento ore 06.07 del 12 Dicembre 2018

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Beni estimati pubblici, il M5s: «Come mai Bugliani non l'ha votato?»

I pentastellati massesi esultano per il provvedimento del Consiglio regionale per la presentazione di una proposta di legge in Parlamento

UNA STORIA LUNGA 300 ANNI
Beni estimati pubblici, il M5s: «Come mai Bugliani non l´ha votato?»
Massa - «Affermando la natura pubblica dei beni estimati il Consiglio regionale ieri ha preso una decisione storica – affermano Paolo Menchini e Luana Mencarelli, consiglieri del M5s – non solo perché è una legge che si aspettava da più di 250 anni, ma soprattutto perché l'approvazione è stata all'unanimità, con i voti quindi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale. L'unico che si è sottratto a questa assunzione di responsabilità è stato il consigliere Giacomo Bugliani abbandonando l'aula e la sua posizione fa sorgere una semplice domanda su come mai si sia posto in totale contrasto con il suo partito e la sua assessora che si era invece espressa favorevolmente. L'approvazione è stata espressa quindi anche da Lega, Fi e Fdi che attualmente governano il Comune di Massa e che dovranno prendere importanti decisioni proprio in merito alla regolamentazione degli agri marmiferi».

La proposta di legge del M5s, presentata dal consigliere Giacomo Giannarelli e che sarà discussa dal Parlamento, stabilisce che i “beni estimati” insistenti su Massa-Carrara che fino a oggi erano considerati privati, appartengono al patrimonio pubblico indisponibile del Comune. «Tale proposta
– affermano i pentastellati – recepisce la sentenza della Corte Costituzionale del 2016 e le tesi giuridiche di autorevoli costituzionalisti che esprimendo il loro parere hanno riconosciuto la natura pubblica dei beni estimati originati con l'editto di Maria Teresa Cybo Malaspina nel 1751, per cui l’attività estrattiva in detti siti sarà sottoposta a concessione temporanea, previo esperimento di procedura di gara ad evidenza pubblica e dietro pagamento di canone al Comune. Nessuno potrà più rivendicare come proprio un bene pubblico come la montagna e nelle casse comunali entreranno più risorse economiche per la collettività».
Lunedì 2 luglio 2018 alle 11:13:21
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