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Ultimo aggiornamento ore 18.31 del 16 Agosto 2018

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Baratta: «Parenzo vuole querelarmi. Stavo solo aiutando una persona» | Video

Prosegue la polemica sul video in cui l'assessore al bilancio di Massa conversa col "Demone Scimmia", ex-opinionista della Zanzara di Radio24

Baratta: «Parenzo vuole querelarmi. Stavo solo aiutando una persona»<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/l-assessore-baratta-e-il-demone-scimmia-170.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>
Massa - «In merito al polverone sollevato dal deputato della Repubblica Martina Nardi sulla conversazione telefonica tra me e Luca da Cuneo, ex opinionista della trasmissione radiofonica La Zanzara da tutti conosciuto come Demone Scimmia, è ora di fare un po’ di chiarezza in modo tale che anche i cittadini abbiano l’opportunità di farsi un’idea senza strumentalizzazioni del politico di turno pronto a mistificare un gesto di solidarietà per fini elettorali». L'assessore al bilancio del Comune di Massa, Pierlio Baratta, interviene nuovamente sulla polemica sollevata dalla deputata massese del Pd, Martina Nardi. Una polemica che travalica anche i confini della provincia apuana, visto che è lo stesso Baratta ad affermare che il giornalista co-conduttore della Zanzara, David Parenzo, vorrebbe querelarlo.

«Io, come tanti in Italia – scrive Baratta – sono da anni un ascoltatore della trasmissione radiofonica (di Radio 24) e come tanti altri mi sono appassionato alla storia di Luca sentendomi in dovere di aiutarlo. Il ragazzo come lui stesso ha più volte detto nei suoi interventi a La Zanzara è stato in cura in una struttura psichiatrica. Così mi sono chiesto se fosse giusto che un ragazzo con quel genere di problemi venisse messo al centro dell’attenzione di migliaia di ascoltatori e inserito in dibattiti accesi coi conduttori Parenzo e Cruciani. La mia risposta, allora come oggi, è sempre stata di totale disappunto. Io stesso sono intervenuto in trasmissione per criticare l’operato dei conduttori nella gestione della comUnicazione. Detto questo ho cercato di aiutare anche in altri modi Luca contattandolo di persona. Lì ho scoperto una persona emarginata dalla società con necessità di interagire col mondo esterno. Abbiamo iniziato così una serie di colloqui telefonici dove Luca mi raccontava le sue paure, le sue allucinazioni dovute all’uso di stupefacenti e il suo disagio nell’essere usato, a suo dire, dai conduttori della Zanzara. E’ vero, nel fare questo forse mi sono lasciato andare a qualche esternazione di troppo, ma l’ho sempre fatto con l’intento di sostenere Luca nelle sue battaglie quotidiane contro un modo che troppo spesso si dimentica di chi ha bisogno e se ne ricorda solo quando gli torna opportuno. A Luca ho anche provato a chiedere se avesse bisogno di un aiuto economico ma ringraziandomi ha rifiutato. Mi ha chiesto solo di comprare i suoi scritti e magliette (l’ho fatto) e di aiutarlo, data la mia professione di commercialista, nel registrare un suo marchio. L’ho visto un modo per lui di rifarsi una vita ma poi il progetto è naufragato. Non vedo reati nel voler aiutare una persona in difficoltà tantomeno nel parlare di droghe legali o legalizzazione. Dibattere è alla base della democrazia, forse la Nardi se n'è dimenticata. Poi l’accusa di razzismo che mi rivolge è totalmente infondata. Basta ascoltare l’audio della conversazione per rendersi conto che io non parlo mai neanche lontanamente di razza. Il giornalista David Parenzo ha annunciato di volermi querelare perché nell'audio con Luca ho detto che assomiglia a un rettile in base alla fisiognomica. Al massimo si sarà potuto offendere ma parlare di razzismo mi sembra spropositato e fuori luogo. A lui risponderanno in modo altrettanto spropositato i miei legali. Visto che nei valori che il PD dice di voler tutelare c’è anche quello della solidarietà verso i più deboli propongo alla Nardi di mettere da parte le sue strumentalizzazioni politiche e di aiutare assieme Luca da Cuneo e quanti come lui sono emarginati dalla società in strutture di riabilitazione. Inoltre alla Nardi chiedo di venirmi a trovare in Comune a Massa dove non si vede mai, magari per affrontare, anche qui assieme, i problemi della città. Invece con quanti stanno offendendo in queste ore la mia persona sui social network e non sarò costretto a ricorrere a vie legali per tutelare la mia rispettabilità».
Martedì 31 luglio 2018 alle 08:04:05
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30/07/2018 - L'assessore Baratta e il "Demone Scimmia"



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