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Ultimo aggiornamento ore 21.55 del 21 Settembre 2017

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Area 2018 contro il manifesto fascista di Forza Nuova

"Quell’affissione dovrà essere vietata, censurata e sanzionata"

Area 2018 contro il manifesto fascista di Forza Nuova
Massa - Area 2018, la neonata lista civica ispirata al percorso tracciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari lo scorso giugno a Roma, qualora dovesse essere scelta dai cittadini massesi nelle prossime elezioni, non si limiterà alle commemorazioni ufficiali ma diventerà una pratica politico-amministrativa quotidiana per la radicale attuazione dei principi fondamentali della Costituzione oltre che una proposta culturale permanente che coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado, dai bambini delle primarie agli studenti dell’università.

“Quando la “sinistra-sinistra” sarà al governo di Massa, sul piano amministrativo saranno effettuate scelte in grado di allagare i diritti sociali e di cittadinanza guardando prioritariamente alle fasce sociali più deboli e penalizzate di massesi di ogni nazionalità, con particolare attenzione al diritto alla casa, alla qualità ed efficienza della sanità, dei trasporti e del diritto allo studio – affermano gli esponenti della lista, inoltre - Sul piano politico, oltre alla continua “sorveglianza democratica” contro ogni manifestazione di intolleranza, di razzismo, di xenofobia e di sessimo, ci opporremo alle iniziative delle forze e dei gruppi di estrema destra e neofasciste che si vedranno negati, sistematicamente, luoghi e spazi pubblici dove svolgere le loro attività di propaganda oltre che per motivi di ordine pubblico anche e soprattutto perché incompatibili con la storia democratica ed antifascista della nostra città. In altre parole, potranno svolgere le loro iniziative ma a casa loro, concetto questo, che dovrebbero ben conoscere”/i>.

Nel frattempo, Area 2018 denuncia preventivamente il nuovo manifesto di Forza Nuova, già visibile sul web, che incita italiani e italiane di sacro fuoco etnico-nazionale, ricorrendo a un prodotto propagandistico del peggior periodo della nostra storia, quello della Repubblica Sociale Italiana: un manifesto murale, diffuso anche sulla stampa di regime, che mostrava un «negro» che ghermisce una donna bianca, e il testo recitava: «Difendila!» e poi, in piccolo: «Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia». Gli invasori erano, nel ’44 i soldati degli eserciti alleati, in quello che fu l’anno dello sbarco ad Anzio e in Sicilia, e la crisi del fascismo, succube del nazismo hitleriano, appariva ormai irreversibile. Il manifesto era firmato da un disegnatore sperimentato, Gino Boccasile, l’inventore della Signorina Grandi Firme, efficacissimo illustratore delle copertine della Domenica del Corriere, poi firmatario del Manifesto della razza, infine, appunto, convinto aderente alla Rsi.

Forza Nuova, riproponendo l’icona del negro stupratore di bianche fanciulle, col titolo: “Difendila dai nuovi invasori”, sul web ma si annuncia anche, pare, la stampa murale in grande formato, aggiunge un commento per così dire esemplare, dal punto di vista dell’uso politico della storia, una storia naturalmente manipolata, ignorata, o rovesciata. Si legge infatti: “Le violenze dell’epoca del manifesto a cui ci siamo ispirati furono contestualizzate all’interno della sconfitta che chiamarono “liberazione”, quelle di questi anni e di questi giorni le occultano spudoratamente, tacendo il fatto che sono attuate da nuovi invasori a cui paghiamo vitto, alloggio, bollette, schede telefoniche, cellulari e sigarette. I nuovi barbari sono peggiori di quelli del ’43-45, oggi come allora fiancheggiati dai traditori della Patria”.
Lunedì 4 settembre 2017 alle 13:19:55
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