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«Ufficio mascherato da prima casa per un noto personaggio di Massa»

La denuncia di "Massa Città in Comune": «Questo genera perdite altissime per le casse comunali sulle entrate derivanti da Imu e Tasi»

regolarità contributiva
«Ufficio mascherato da prima casa per un noto personaggio di Massa»
Massa - Come verificare la regolarità contributiva di ogni cittadino? Per "Massa Città in Comune" è possibile attraverso un “minatore di dati”. Le legge di bilancio del governo pentaleghista potrebbe annunciare nuovi aumenti di Imu e Tasi nei comuni di piccole e medie dimensioni e Mcc suggerisce all'amministrazione comunale di Massa e all'amministratore di Master un modo per accertare il giusto rientro nelle casse comunali dei contributi che i cittadini devono all'ente. Onde evitare evasioni fiscali.

Per farlo ha preso ad esempio «una persona molto in vista della città» e attraverso il minatore di dati, una sorta di ricercatore nel vasto mondo digitale, ha realizzato alcuni passaggi per verificare le dichiarazioni della persona. «Vogliamo offrire un contributo su come dovrebbe agire Master, in attesa di internalizzare il servizio, nel verificare la regolarità contributiva di ogni cittadino massese per quanto riguarda le tasse patrimoniali note come Imu e Tasi. Abbiamo chiesto a un “minatore di dati” di farci un esempio di come dovrebbe operare un dipendente tipo di Master per svolgere un lavoro di controllo adeguato. È stata scelta, come caso di scuola, una persona molto in vista della città di Massa e partendo dalla sua dichiarazione patrimoniale, che è a disposizione sul sito di un ente pubblico, sono state fatte delle verifiche sulle sue proprietà immobiliari. Per adesso abbiamo scelto di utilizzare un nome di fantasia, Alfredo».

«Alfredo – scrive Mcc - risulta essere proprietario al 100% di un solo immobile sito in Massa, incrociando questo dato trovato sul sito dell’ente pubblico il minatore ha estratto una visura catastale personale, grazie alla quale sono stati identificati il classamento e la posizione in città. Alfredo nella dichiarazione patrimoniale non ha fornito alcuna notizia su dove fosse situato, né sulla classificazione catastale. Il minatore è andato oltre dopo aver letto i giornali, dove più volte, in queste settimane, si è parlato di operazioni di recupero del dovuto da parte della nuova guida politica della città che sembra aver trovato le miniere di Re Salomone».

Ed ecco il risultato della ricerca: «Il minatore scavando ulteriormente nella miniera dei dati digitali ha estratto la residenza di Alfredo che si troverebbe all’interno di una civile abitazione, di classe A2, sita in Via del Campo 1 (nome di fantasia); a questo punto la sorpresa è stata massima perché sembrerebbe che la residenza di Alfredo coincida con l’unico immobile di sua proprietà. Il fatto strano però è che in Via del Campo 1 abbia sede anche l’ufficio di Alfredo. I dati digitali quindi segnalavano un’anomalia e allora siamo andati fisicamente in Via del Campo e in effetti abbiamo trovato una targa, appesa all'ingresso del civico, che indica al Piano X interno Y uno studio professionale che Alfredo probabilmente divide con altri colleghi».

Massa città in comune spiega che «il passo successivo dovrebbe essere la verifica documentale del dirigente dipendente addetto ai controlli». «Per noi invece iniziano le domande da comuni cittadini/contribuenti. La prima è: Alfredo ha veramente la residenza nell'appartamento di classe A2 oppure vive altrove tutto l'anno? La seconda: l’ufficio di Alfredo coincide con la sua abitazione di residenza? La terza: Alfredo usufruisce dei benefici prima casa reintrodotti dal Governo Renzi per l’appartamento di proprietà in Via del Campo 1 e classificato come A2? La quarta: Alfredo condivide lo studio con altri colleghi tramite un contratto di regolare affitto? La quinta: Alfredo, essendo persona nota in città, abita in via del Trasformismo (strada di fantasia) dove condivide il tetto coniugale con la propria moglie e in cui lei ha la residenza?»

«Noi siamo sicuri che se Alfredo venisse interpellato dalla stampa potrebbe perfettamente spiegare la sua situazione immobiliare, residenziale e fiscale, che certamente saprebbe fornire copia del pagamento Imu per l’immobile che dichiara essere di sua proprietà e che dovrebbe situarsi in Via del Campo 1 e che senza alcun dubbio lo studio professionale che condivide con altri colleghi non coinciderà in alcun modo con l’abitazione di residenza. Ci teniamo a sottolinearlo, questo è un caso reale, e non l’unico, che conferma come come nessun cambiamento sia in corso nell'amministrazione della città di Massa e che tutto prosegua in perfetta continuità con quanto è sempre accaduto. Individuare cittadini che magari furbescamente usano case destinate a civile abitazione come ufficio genera perdite altissime per le casse comunali, specialmente se spacciate come prima casa, nella pratica però si vanno a tartassare cittadini per uno sbaglio di pochi centesimi di euro. Nella ricerca commissionata abbiamo trovato molti spunti di interesse in Via del Campo 1 e torneremo sicuramente a occuparcene molto presto, fornendo magari anche l’entità di quanto il Comune di Massa perda dalla mancata classificazione catastale in A10 di moltissimi appartamenti. Vogliamo anche ricordare come questo tipo di situazione colpisca, danneggiandoli, tutti coloro che svolgono attività professionali all'interno di uffici regolarmente accatastati, ma anche i relativi proprietari, entrambi subiscono concorrenza sleale».
Domenica 30 dicembre 2018 alle 19:02:56
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