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«Troppa vegetazione al ponte Trieste. Perché le ordinanze non si rispettano?»

Il collettivo Massa Città in Comune: «Crediamo che sulla sicurezza dei nostri ponti e la necessità di rendere visibili i piloni su cui si fondano non si debba scherzare ulteriormente»

la segnalazione
«Troppa vegetazione al ponte Trieste. Perché le ordinanze non si rispettano?»
Massa - «Il Comune a distanza di un anno riprova a imporre la pulizia sotto il ponte Trieste dopo le fallimentari ordinanze, a seguito del crollo del Morandi, sbandierate ai quattro venti dall’assessore Guidi e dal dirigente Della Pina. Per quanto monitorato negli ultimi 12 mesi solo un sito industriale sotto il ponte di Castagnola ha tagliato le piante, nessun altro sembrerebbe aver eseguito gli interventi richiesti dalle ordinanze n. 559-560 del 5 Settembre 2018». La denuncia arriva dal collettivo Massa Città in Comune che punta i fari sul problema della vegetazione cresciuta sotto il ponte Trieste alla vigilia dell'autunno che spesso porta con sé forti piogge con tutti i rischi che ne conseguono.

«Ovviamente – scrivono in una nota – siamo pronti ad accettare smentite da parte dell’assessore Guidi e dell’Ing. Della Pina, perché le ordinanze obbligavano “di comunicare l’avvenuta esecuzione delle operazioni” entro trenta giorni e demandavano alla Polizia Municipale di vigilare il rispetto del provvedimento. Dunque se i privati avessero ottemperato loro avranno sicuramente a disposizione le comunicazioni di tutti i soggetti coinvolti. Crediamo che sulla sicurezza dei nostri ponti e la necessità di rendere visibili i piloni su cui si fondano non si debba scherzare ulteriormente e l’ultima ordinanza del Comune lo conferma. Il 4 Settembre con ordinanza n. 711 il Dott. Della Pina affida nuovamente all’Arch. Bellucci di occuparsi della vegetazione sotto il ponte Trieste, richiamando al “contenuto prescritto della precedente ordinanza n.559/2018” e inserendo per la prima volta il ruolo attivo del Consorzio di Bonifica Toscana Nord. Quanto da noi chiesto a gran voce, in un duro botta e risposta con l’assessora Ravagli, sulla mancata vigilanza del Frigido e dei suoi canali all’altezza di Via Galvani e del centro città in genere era un ruolo attivo del Consorzio di Bonifica. Ci fa piacere essere diventati la guida politica e amministrativa di questa città ma è decisamente troppo richiamare un'ordinanza che già imponeva alla Polizia Municipale la vigilanza sul rispetto della stessa».

«A questo punto – proseguono – è necessario affrontare il problema della mancanza di un dirigente a tempo pieno per il corpo di Polizia Municipale; invitiamo la giunta Persiani a emettere, in tempi rapidi, il bando per ridurre le competenze dell’Ing. Della Pina. I Vigili Urbani hanno bisogno di forze fresche, un dirigente magari proveniente dal corpo stesso e assunzioni di uomini e donne sotto i 30 anni con tanta voglia di lavorare; le richieste dei sindacati sono chiare da tempo in questo senso e l’amministrazione ha fatto assunzioni che vanno in direzione opposta. Non basta inventarsi la nuova sede della Polizia Municipale in centro o un regolamento sul decoro quando non si è in grado di salire sul Ponte Trieste e vedere che nessuno sotto ha pulito. Non si può chiedere ai massesi di pulire quando è il Comune il primo soggetto a non prendersi cura del suo fiume in centro città, basta vedere i terreni di proprietà del Comune sotto via dei Margini. Sono anni che i cittadini segnalano le penose e pericolose condizioni del Frigido in centro, che mettono in evidenza come in Via Galvani si continui a scaricare marmettola nella gora, che sono negati gli accessi demaniali al fiume da parte dei privati, che si sia costruito abusivamente su aree demaniali in Via Galvani, che ci sono discariche abbandonate sotto ogni sito industriale lungo il Frigido, che si preleva illegalmente acqua dal fiume per le attività industriali, che si scarica nel Frigido la fognatura nera, che la plastica e i teli hanno devastato il suo corso. Nessuno ha mai fatto niente su questi temi nonostante il Frigido sia il centro della nostra comunità e siamo noi a chiedere che si faccia chiarezza non certo l’assessora Ravagli».
Sabato 7 settembre 2019 alle 12:56:44
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