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Ultimo aggiornamento ore 08.06 del 30 Marzo 2020

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«Sindacati smentivano il nostro allarme. Ricerca di nuovi posti letto ci dà ragione»

Massa - "Qualcuno, all’improvviso, si riscopre comunista e di sinistra. Riscopre, dentro un cassetto polveroso che aveva chiuso tanto tempo fa, il valore della sanità pubblica. E lì dentro, sommersi da forbici fiscali, compassi economici e scontrini di svendita ai privati, ritrova pure ospedali e distretti chiusi in tutta fretta pochi anni fa, vittime sacrificali al mercato bancario dei prestiti, del project financing del Noa". Il partito della Rifondazione Comunista di Massa interviene in un momento di piena emergenza sanitaria anche per la provincia apuana.

"Non siamo noi a dover giudicare questi amori che fanno giri immensi e poi ritornano al punto di partenza, ma possiamo dire con certezza che è qui che il presidente della Regione, Enrico Rossi, ci ritrova dopo tanti anni. Là dove ci aveva lasciato: a difendere la sanità pubblica contro gli interessi privati, a chiedere di utilizzare quegli immobili dismessi per potenziare i servizi ai cittadini invece di svenderli ai privati che oggi, di fronte all’emergenza Coronavirus, fanno come e peggio del più classico capitalismo sanitario americano.

Il presidente Rossi, messo alle strette dalla pandemia Sars-CoV-2, dai malati che crescono giorno dopo giorno, deve trovare nuovi posti letto in tutta fretta perché, a quanto pare, la riorganizzazione del Noa in ospedale CoViD con soli 213 posti letto non basta. Così fa un sopralluogo al vecchio nosocomio di Massa e al monoblocco di Carrara. Qui, insieme a Lucca e Santa Chiara di Pisa, ‘intuisce’ come riattivare 150 posti di terapia intensiva in meno di dieci giorni. Forse il governatore ha ritrovato il lume della Regione (perdonate il gioco di parole) e, guarda caso, si è ritrovato sulla nostra linea e sui nostri passi che noi non abbiamo mai abbandonato. Non sappiamo se sia un novello figliol prodigo, ma speriamo che la stessa folgorazione sulla via di Damasco colpisca, e presto, anche alcuni sindacati che solo poche ore fa smentivano il nostro allarme sui posti letto che scarseggiavano al Noa. ‘Tutto sotto controllo’, sentenziavano. Beh, la ricerca spasmodica di nuovi posti letto del presidente sembra smentirli in pieno, ma non ne avevamo bisogno. E’ solo una conferma. Perché noi, a differenza loro, avevamo raccolto in questi giorni e nelle ultime ore il disperato appello di lavoratori, medici, infermieri, operatori sanitari, costretti ad affrontare il virus con uno zoccolo e una ciabatta, sommersi da tamponi da controllare e pazienti da salvare, costretti a turni strazianti anche di 14 ore. Costretti a restare a lavorare fino a quando non presentano i sintomi dell’infezione da Coronavirus, diventando loro stessi vettori del contagio in ospedale e nelle famiglie.

Cari sindacati, non è minimizzando il problema che starete dalla parte dei lavoratori. Forse dovreste riscoprire anche voi il vostro valore sociale, il ruolo di difensori dei lavoratori della sanità pubblica e non di addetti stampa dell’azienda sanitaria o finirete per scomparire non appena si diffonderà il contagio della ragione. O forse è già troppo tardi".
Martedì 17 marzo 2020 alle 15:56:47
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