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«Periferie senza soldi, il governo abbandona le zone degradate»

Il consigliere del Pd Alberti critica il servizio di videosorveglianza dell'amministrazione Persiani: «Poggi-Villette è carente di spazi "neutri" che possano facilitare le relazioni, la socialità, l'aggregazione»

investimenti sociali a massa
«Periferie senza soldi, il governo abbandona le zone degradate»
Massa - Il consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Alberti critica il governo pentaleghista, che accusa di abbandonare i quartieri periferici alla solitudine urbana e di “buttare al vento come coriandoli i progetti di riqualificazione”. E in merito agli arresti che hanno interessato tre persone che vivono nella zona dei Poggi-Villette, il consigliere propone di individuare spazi condivisi per “rafforzare la partecipazione, aumentare gli investimenti nella zona e coordinare l’azione amministrativa”.

«Il bando delle periferie è la vergogna di questo governo – dice Stefano Alberti - Significa buttare al vento come coriandoli progetti di riqualificazione urbana di fondamentale importanza per i territori, che genererebbero investimenti, lavoro e sicurezza. Il quartiere è carente di spazi "neutri" che possano facilitare le relazioni, la socialità, l'aggregazione insomma, la vita comunitaria; non ci sono piazze ma spiazzi anonimi. Bisogna portare qui servizi pubblici e potenziare quelli che ci sono e vedere rafforzata l'attività di prevenzione culturale. In proposito ci sono associazioni e realtà che vanno sostenute, sono risorse preziose per la coesione sociale, come lo sport. Facciamo un esempio: la Virtus Poggioletto calcio, in affitto in un impianto privato, con un settore giovanile che può contare 120 bambini e ragazzi che abitano per lo più nel quartiere, si deve sobbarcare da sola anche un compito sociale: cioè garantire l'accesso e la prosecuzione dell'attività sportiva a tutti indistintamente. Questo significa che il 30% dei bambini iscritti non paga l'iscrizione. L’Acq Quercioli pallavolo femminile è senza una palestra nel quartiere e 70 bambine si trovano a dover peregrinare per allenarsi in varie palestre della città. È importante favorire i rapporti di buon vicinato, è essenziale per gestire con maggiore efficienza ed efficacia il patrimonio alloggiativo pubblico. Ci sono esperienze in Toscana che sono state fondamentali per l'integrazione nei caseggiati popolari, la coesione sociale e circoscrivere la solitudine di molti anziani. Andrebbero riattivati i servizi pubblici come il Centro educativo aggregativo giovanile, che è stato chiuso. Il Servizio Educatori di strada, un servizio per i ragazzi che spontaneamente si ritrovano in strada, negli spiazzi, sotto i porticati dei palazzi con l'obiettivo di dare valore educativo, stimoli positivi al tempo libero, al gioco, all'incontro, al divertimento, altra esperienza chiusa. In questo "pezzo di città" ci sono eccellenze pubbliche (scuole e presidio socio-sanitario), un associazionismo diffuso, un volontariato attivo e radicato sul territorio, la presenza delle due parrocchie, lo sportello della Spi- Cgil. Da qui bisogna ripartire, dalla conoscenza e dal saper fare dei soggetti che vi operano, rafforzando la partecipazione, gli investimenti, e l'azione amministrativa mettendo in rete le esperienze positive che ci sono».

«Certo serve anche la videosorveglianza ma da qui a indicarla come la panacea dei problemi del quartiere è surreale. Questo governo ha incagliato nel mare della incompetenza lo strumento del Bando delle periferie, un investimento sociale ed urbanistico che mirava a rigenerare le "periferie" italiane. In questo quartiere, problematico ma con un tessuto sociale vivo, serve implementare quelle eccellenze pubbliche che ci sono e che sono formidabili strumenti di coesione sociale: le scuole, il Distretto socio-sanitario, le associazioni, la rete del volontariato, le parrocchie. Bisogna fare rete, un investimento che non è fatto solo di soldi ma politico e culturale».
Mercoledì 23 gennaio 2019 alle 13:32:01
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