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Ultimo aggiornamento ore 22.01 del 15 Ottobre 2019

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«Emergenza lupi a Massa e la Regione non fa nulla». Fi all'attacco

Lo afferma il capogruppo in Consiglio regionale Marchetti. Benedetti e Cofrancesco: «Allargare le zone di caccia»

«Emergenza lupi a Massa e la Regione non fa nulla». Fi all´attacco
Massa - «A Massa è emergenza lupi, a Lucca è emergenza cinghiali: sono due versanti di una stessa montagna, quella dell’incapacità del Pd regionale nel gestire la fauna selvatica. Motivo? Compiacere attraverso la sostanziale inerzia i preconcetti veteroambientalisti. Questo il risultato: territori devastati, greggi e mandrie predati, persone malsicure mentre sono alla guida perfino in arterie stradali apparentemente distanti dal problema, visto che proprio ieri sulla Firenze-Pisa-Livorno due furgoni sono rimasti coinvolti in un sinistro con 7 cinghiali. E adesso attenzione: l’emergenza di oggi sui cinghiali a Bagni di Lucca non tarderà a trasformarsi nell’emergenza lupi che sempre oggi lamenta Massa. Questi predatori inseguiranno il loro alimento privilegiato: i selvatici, ungulati e cinghiali in primis. Senza gestione, la natura fa il suo mestiere. E la Regione Toscana ha abdicato dal governo della fauna selvatica. E’ una responsabilità politica grave e conclamata». La riflessione arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, non nuovo al richiamare la giunta regionale toscana ai suoi doveri circa la gestione della materia, a partire dalla definizione del Piano faunistico venatorio.

«Gli allarmi che si levano oggi sono la conseguenza di un lasciar andare che la Regione ha praticato da un lato riguardo agli ungulati, con piani di contenimento insufficienti e inefficaci prodotti quasi per mimare un’iniziativa che in effetti poi non c’è – sottolinea Marchetti – dall’altro riguardo agli ibridi lupo-cane, che sono a tutti gli effetti trattabili alla stregua dei cani randagi e dunque catturabili e sterilizzabili. Sono loro, spesso, responsabili delle razzie presso i nostri allevatori. Se il lupo è specie protetta, loro no: un’adeguata azione anti-randagismo risulterebbe già da sola efficace al contenimento del danno».

Il punto vulnerabile, ad avviso di Marchetti, sono piuttosto gli ungulati: «Vigneti, orti, colture. Nulla resiste al loro appetito. Ma la colpa non è degli animali, bensì degli uomini che non hanno saputo gestire il fenomeno. La Regione ha lasciato che gli ungulati proliferassero a dismisura sul territorio toscano. I piani di abbattimento sono giunti tardivi, e questi animali sono in flagrante sovrannumero rispetto alle capacità dei nostri territori boschivi di nutrirli. Così, gli esemplari di cinghiali, caprioli, daini e altri ungulati sempre più di frequente si spingono nelle aree antropizzate dove trovano cibo facile per loro e per i loro cuccioli. In questa attività, però, sono inseguiti dai loro predatori naturali, lupo in primis. La dieta naturale del lupo è a base di ungulati. In Toscana come altrove, il lupo è stato reintrodotto in habitat boschivo anche allo scopo di contenere la presenza di ungulati, è banale catena alimentare, solo che ormai la situazione era già fuori controllo».

Che fare? «La Regione annaspa, pare affetta – analizza Marchetti – da una specie di sindrome di Munchausen per procura: ha fatto ammalare di fauna selvatica la Toscana e oggi si lacera le vesti dinanzi ad agricoltori e allevatori che però poi indennizza col contagocce rimanendo avara di sostegni alle misure di difesa passiva preventive. Il tutto senza mai produrre le pianificazioni di sua spettanza. Una farsa che ha da finire, noi speriamo con le elezioni regionali del 2020 che ci prepariamo a vincere, perché il Pd finora e per anni ha preso in giro interi territori. Il risultato è sotto gli occhi di tutti».

BENEDETTI E COFRANCESCO: «ALLARGARE LE ZONE DI CACCIA»
I consiglieri comunali di maggioranza, Stefano Benedetti e Antonio Cofrancesco intervengono con alcune proposte al presidente del Parco delle Apuane Alberto Putamorsi e al sindaco di Massa Francesco Persiani.
Come pubblicato anticipatamente dagli  organi di informazione locali, nella nostra zona, i lupi si stanno avvicinando sempre di più ai paesi che insistono ai piedi delle Apuane, come Forno, Resceto e Casette. In particolare a Forno hanno colpito già diverse volte uccidendo alcune pecore con conseguente danno economico per i pastori, ma non solo. L’aumento dei lupi ed il troppo avvicinarsi ai paesi, stanno generando paura e panico nella popolazione residente, che proprio in questi giorni si è rivolta a noi chiedendo di individuare soluzioni adeguate per eliminare o limitare il fenomeno.
Dobbiamo constatare, che il Parco delle Apuane fino ad oggi non ha fatto molto per risolvere il problema, nonostante le proteste dei residenti e dei pastori che giorno dopo giorno subiscono gravi danni ai propri greggi.
Oggi a differenza del passato, dicevamo che i lupi si stanno avvicinando sempre di più  alle abitazioni e ciò a causa delle avverse condizioni meteo, che costringono gli animali come i caprioli ed i cinghiali a cercare zone più temperate in cerca di cibo ed i lupi sulle tracce delle loro prede fanno la stessa cosa, predando gli ungulati vicino in prossimità dei paesi, nelle stesse zone dove poi assalgono i greggi.
Un altro rischio è che, essendo i lupi una specie opportunista, in determinate situazioni possono arrivare a predare anche gli animali domestici come cani o gatti di piccola-media taglia.
Le soluzioni per la risoluzione di questo problema sono diverse e per l’ennesima volta le riproponiamo con l’auspicio che il Presidente del Parco delle Apuane le faccia proprie :

1)Allargamento delle zone di caccia per aumentare la presenza dell’uomo
2)Utilizzo di cani pastori maremmani
3)Ripopolamento di animali selvatici come il cinghiale e capriolo
4)Evitare nei paesi montani di lasciare cibo a disposizione degli animali , assicurandosi che il pattume non sia abbandonato per strada, ma posto in bidoni a prova di animali selvatici
Seguendo questi semplici accorgimenti eviteremo che animali selvatici di grossa taglia come i lupi si avvicinino troppo ai centri abitati, sfruttando le risorse che possono essere offerte dai contesti urbani.
Per quanto sopra, La invitiamo ad attivarsi per mettere in campo una serie di azioni preventive, per mantenere i lupi a distanza dai paesi e centri abitati e nel contempo per evitare lo sterminio dei greggi.
Certi di un Suo pronto riscontro, porgiamo distinti saluti
Mercoledì 9 ottobre 2019 alle 16:40:42
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