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Ultimo aggiornamento ore 08.09 del 16 Ottobre 2018

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«Dall'assessore Cella molte inesattezze, senza Sprar persi otto posti di lavoro»

Claudia Faita (Sinistra progressista): «Abolire i programmi di accoglienza aumenta il disagio sociale»

«Dall´assessore Cella molte inesattezze, senza Sprar persi otto posti di lavoro»
Massa - Claudia Faita, candidata consigliera con Sinistra progressista alle ultime amministrative, protesta: sull'uscita del Comune di Massa dallo SPRAR l'assessore Andrea Cella avrebbe affermato delle inesattezze. Cella aveva difeso la scelta del sindaco Persiani di abbandonare il progetto di accoglienza affermando che le risorse e gli impiegati avrebbero potuto essere convogliati altrimenti.

"In merito alle dichiarazioni dell’assessore sulle scelte dell’amministrazione riguardo all'uscita dal programma di accoglienza SPRAR e` doveroso fare alcune precisazioni – scrive Faita - per meglio chiarire molte delle imprecisioni che emergono da quanto asserito, sia per rispetto verso la verità, sia per dare un’informazione corretta a ai cittadini massesi i quali rischiano di farsi un idea sbagliata sul progetto in questione."

Fondi e posti di lavoro
La candidata consigliera precisa: "Con l’abolizione dello SPRAR il comune di Massa risparmia una misera cifra che si aggira attorno ai 15mila euro, ma perde otto posti di lavoro destinati a cittadini massesi impegnati nel progetto." Poi ripercorre le tappe che hanno portato all'istituzione del progetto: "È bene ricordare che il sistema SPRAR e` stato istituzionalizzato con la legge bossi-fini nel 2002 e prevede un piano di accoglienza pubblico basato su un sistema di protezione per i rifugiati e richiedenti asilo. Esso viene gestito direttamente dai comuni che sono obbligati a rendicontare ogni tipo di spesa quindi a gestire in modo trasparente le risorse dedicate al progetto."

La distinzione tra SPRAR e CAS
L'assessore Cella scriveva: "Ho avuto modo di constatare personalmente che alcune associazioni e cooperative stipano migranti in casermoni lasciandoli senza percorsi di integrazione e alcune volte addirittura in condizioni igienico-sanitarie precarie, come ho già scoperto e denunciato ad agosto 2017". Faita osserva: "La denuncia del 2017 di cui parla Cella nelle sue dichiarazioni riguarda appunto i CAS: mi stupisce che un assessore della Lega, il cui ministro dell’interno sequestra centinaia di migranti dentro una nave in critiche condizioni igienico sanitarie, si preoccupi della condizione dei migranti nei CAS. Più che di filantropia parlerei di strumentalizzazione politica che mira a creare conflitti o tra i cittadini comunitari e gli immigrati. Vorrei ricordare all'assessore l’importanza di un sistema di accoglienza come lo SPRAR in cui l’immigrazione viene gestita in un ottica di integrazione del migrante nel tessuto sociale della città, al quale viene insegnato l’italiano, gli vengono dati gli strumenti per trovare un occupazione, fa stage e va a scuola in armonia con il contesto di riferimento. Niente a che vedere con i centri di accoglienza speciali (CAS), che l’assessore confonde in maniera più o meno deliberata nelle sue dichiarazioni, che sono quei luoghi in cui il migrante staziona per passare a progetti di integrazione di seconda accoglienza, appunto gli SPRAR."

Mancata integrazione e disagio sociale
"Abolire i programmi di integrazione e di accoglienza non significa di fatto abolire l’immigrazione o arginarla – scrive la consigliera – ma alimentare il disagio e l’emarginazione sociale di queste persone e a cascata il conflitto sociale con i cittadini locali. Dalle parole dell’assessore si capisce innanzitutto che la propaganda elettorale della Lega non si è esaurita dopo la campagna elettorale, ma persiste nei fatti, nell'attuazione di politiche che vanno contro il buon senso e il principio di civiltà che ogni società democratica dovrebbe possedere. La storia ci ha insegnato che barriere e muri creano conflitti, guerre e disagio sociale, mentre invece l’accoglienza e l’integrazione sono alla base dell’armonia e della produttività di una società. Ogni politica che miri alla creazione di nuovi muri, siano essi reali o metaforici, getta la basi per discriminazioni, capri espiatori, odio, supremazia razziale, intolleranze e deve essere condannata e criticata perché nociva a livello generale. La scelta di uscire dallo Sprar, e` dunque una soluzione scellerata che mira soltanto a creare conflitto."
Martedì 2 ottobre 2018 alle 12:01:26
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