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«Basta disparità tra cavatori. Anche a Massa una pensione del marmo»

La proposta l'ha lanciata Alessandro Amorese, consigliere di Fratelli d'Italia. A breve un incontro con l'assessore al bilancio Baratta

ESISTE GIÀ UNA BOZZA DI REGOLAMENTO
«Basta disparità tra cavatori. Anche a Massa una pensione del marmo»
Massa - «Pensioni del marmo anche per i cavatori massesi». A lanciare la proposta è il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a Massa Alessandro Amorese. «Nel Comune di Carrara – spiega Amorese – vige un regolamento, applicato ormai da decenni, che prevede una 'pensione comunale' supplementare per gli operai delle cave ed altri lavoratori del settore lapideo».

«Per Fratelli d'Italia – prosegue il capogruppo di Fdi – è doveroso sanare una disparità di trattamento economico che da anni ormai differenzia i lavoratori di Carrara da quelli di Massa, sebbene accomunati dalla stessa tipologia di lavoro usurante. Oggi, quindi, chi lavora nel settore del marmo, ma vive a Massa, ha di fatto un trattamento pensionistico diverso rispetto ai colleghi che risiedono a Carrara ai quali viene riconosciuto un contributo mensile integrativo, nella misura di euro 33,57 circa. Crediamo sia necessario che il Comune di Massa si adegui e metta fine a questa disparità, iniziando ad erogare una pensione di anzianità a tutti gli addetti dell'industria del marmo di Massa. Il gap esistente potrebbe essere colmato predisponendo un fondo ad hoc iscritto a bilancio».

«Nei prossimi giorni – fa sapere Amorese – il gruppo consigliare di Fdi, che raccoglie una antica battaglia sociale iniziata dall'allora Consigliere comunale Bruno Quieti, incontrerà l'assessore al bilancio Pierlio Baratta per parlare proprio della nostra proposta che aveva peraltro in passato ricevuto consenso unanime (era il 2010) del Consiglio comunale di Massa (esiste già anche una bozza di regolamento che disciplina l'erogazione di questo contributo, spiegando chi è incluso nel beneficio, anche in caso di incidente mortale). Crediamo che la nostra proposta serva a porre fine a una situazione di disuguaglianza: anche chi ha lavorato e lavora nel settore del marmo, e vive nella nostra città, deve vedersi riconosciuto questo diritto, considerando che anche nel Comune di Massa entrano contributi derivanti dalla tassa comunale dei marmi».
Lunedì 27 agosto 2018 alle 15:16:52
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