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Ultimo aggiornamento ore 00.13 del 18 Ottobre 2018

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«Al Noa posti letto dimezzati, senza una vera riorganizzazione territoriale»

A dirlo sono i consiglieri comunali massesi di Alternativa Civica Barotti, Dell'Ertole e Menchini: «Riportiamo al centro di tutto il cittadino che ha bisogno di cure e assistenza»

la sanità apuana
«Al Noa posti letto dimezzati, senza una vera riorganizzazione territoriale»
Massa - I consiglieri comunali di Massa Barotti, Dell’Ertole e Menchini (Alternativa Civica) chiedono che sia avviata un’approfondita e concreta fase di analisi e discussione sulla stato attuale della sanità del territorio e sulle sue prospettive. “Abbiamo assistito ad una inarrestabile marginalizzazione del Comune di Massa, con una progressiva esclusione da quasi tutte le scelte operative e gestionali”

“Deve essere al più presto avviata un’approfondita e concreta fase di analisi e discussione sullo stato attuale e sulle prospettive della sanità del nostro territorio, attraverso un confronto costruttivo ed aperto, tra tutti quanti abbiano titolo ed interesse a partecipare: amministrazioni locali, ordini professionali, sindacati, associazioni di categoria e di cittadini, per una parziale riorganizzazione delle politiche sanitarie, che inverta la tendenza alla centralizzazione regionale e che riporti al centro di tutto il cittadino bisognevole di cure ed assistenza”

Così i consiglieri comunali di Alternativa civica, Sergio Menchini, Dina Dell’Ertole e Andrea Barotti, alla luce degli ultimi avvenimenti (l’apertura di una indagine su 34 morti sospette al Noa di Massa) che hanno portato la città di Massa all’attenzione delle cronache nazionali.

“Al di là del caso specifico sul quale va rispettato il lavoro della magistratura- dicono i consiglieri- e per il quale si ribadisce la piena solidarietà a tutti gli operatori coinvolti, non appare possibile rimandare una riflessione sullo stato attuale e sulle prospettive future della sanità del nostro territorio”.

“Dopo la tristemente nota questione del buco del bilancio dell’ex Asl 1- continuano- abbiamo assistito ad una inarrestabile marginalizzazione nostro territorio con una progressiva esclusione da quasi tutte le scelte operative e gestionali. Abbiamo assistito anche al progressivo ed inarrestabile incremento delle patologie croniche e degenerative e alla necessità dell’assistenza di un numero di anziani sempre più elevato, ma la risposta della politica regionale a questo quadro specifico è stata quella di avviare la costruzione e la messa in opera di un Ospedale per Acuti, con una marcatissima riduzione dei posti letto a disposizione (da 780 a circa 360), senza aver provveduto a riorganizzare compiutamente, come sarebbe stato necessario, la rete di assistenza domiciliare a sostegno di questa nuova realtà. Oltretutto l’organizzazione del Noa, secondo la cosiddetta Intensità di Cure, ha creato una realtà complessa e di difficile gestione per la maggior parte degli operatori che si sono formati professionalmente, secondo modelli assai diversi e di difficile integrazione. Non appare a nostro avviso quindi più possibile accontentarsi delle dichiarazioni ufficiali della Regione e dei vertici aziendali, che troppo spesso appaiono viziati dal sospetto di autoreferenzialità”.
Mercoledì 26 settembre 2018 alle 11:31:55
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