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Ultimo aggiornamento ore 23.29 del 19 Novembre 2019

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Il Tar salva (per il momento) la Camera di Commercio apuana

Accolto il ricorso dell'ente di Massa-Carrara contro l'accorpamento con le Cciaa di Lucca e Pisa. Sodini soddisfatto: «Non stiamo lottando per noi stessi ma per l’autonomia delle imprese e della nostra provincia»

palla alla corte costituzionale
Il Tar salva (per il momento) la Camera di Commercio apuana
Massa - La battaglia è vinta ma la guerra incombe ancora sulla Camera di Commercio di Massa-Carrara. Il Tar infatti ha dato ragione all'ente apuano nel caso dell'accorpamento con Lucca e Pisa. Con la sentenza emessa oggi, martedì, del tribunale amministrativo del Lazio infatti è stata sospesa la fusione a tre ed è stato chiesto l'intervento della Corte Costituzionale. La legge che prevedeva l’accorpamento è stata valutata a rischio di incostituzionalità. La Camera di Commercio apuana incassa dunque un altro round decisivo verso «la conferma dell’autonomia del territorio e delle imprese».

Il Tar ha giudicato «rilevante e non manifestamente infondata» la questione di legittimità costituzionale, sollevata dall’ente camerale, dell’articolo 10 della legge delega 124 del 7 agosto 2015 con cui il Parlamento aveva delegato il Governo a emanare una legge sull’accorpamento delle Camere di Commercio e l’articolo 3 del decreto legislativo 219 del 25 novembre 2016 con cui il Governo ha attuato la riduzione del numero delle Camera di Commercio da 105 a 60 stabilita dalla precedente legge delega».

«Questa riforma – analizza Dino Sodini, presidente dell’ente camerale, il primo a credere nell’incostituzionalità della legge approvata dal governo Renzi – è nata e fatta male perché non tiene conto delle specificità dei singoli territorio. Spingerebbe la nostra provincia, che di problemi ne ha già molti, verso una desertificazione economica ed amministrativa. Eravamo convinti delle buone fondamentale del nostro ricorso. E non siamo più soli in questo percorso: gli enti camerali che hanno tentato questa strada sono sei ma i contrari alla riforma sono almeno una ventina, un terzo delle camere di commercio italiane. Il nostro merito è stato quello di averci creduto subito e di non aver avuto paura di alzare la palla. Non stiamo lottando per noi stessi ma per l’autonomia delle imprese e della nostra provincia».

Impossibile, al momento, quantificare i tempi per il pronunciamento della Corte Costituzionale. «Potrebbe volerci anche un anno o più. – spiega Sodini – Questa è una riforma che non piace a nessuno, nemmeno alla politica che l’ha voluta. Ho personalmente sempre pensato che le aree periferiche, come la nostra, debbano essere potenziate e non destrutturate. Sia ben inteso: non si deve sempre accorpare. A volte si fanno ancora più danni. Il nostro accorpamento darebbe seguito a questa tesi. Indebolirebbe il territorio ed il suo tessuto di imprese. La sospensiva del Tar, con il rinvio alla Corte, ci consente di andare avanti con questo assetto e di guardare con più ottimismo al futuro».

Un’accelerazione, in questo senso, potrebbe arrivare dalla politica: «Può metterci le mani e modificare la legge – spiega ancora – e questa volontà è trasversale. In questi mesi abbiamo trovato, sul nostro percorso iniziato in solitaria, tanta coesione e vicinanza da parte dei parlamentari, sindaci, consiglieri. Si apre una nuova stagione. A questa provincia serve la Camera di Commercio».
Martedì 30 aprile 2019 alle 19:34:41
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