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«Troppo lavoro nero negli stabilimenti balneari apuani. Adesso basta»

L'Unione sindacale di base incontra il Consorzio riviera toscana e lancia l'idea: «Ci attiveremo per l’apertura del tavolo di confronto e invitiamo fin da subito i lavoratori stagionali che non l’hanno ancora fatto, a avvicinarsi ai nostri sportelli»

la denuncia
«Troppo lavoro nero negli stabilimenti balneari apuani. Adesso basta»
Massa - Si è svolto ieri pomeriggio il primo incontro tra una delegazione di lavoratori e lavoratrici stagionali iscritti al sindacato Usb con i dirigenti del consorzio Riviera Toscana presso la sede dell'ente a Marina di Massa. A renderlo noto l'Unione sindacale di base, sorta recentemente in piazza Aranci 29, che intende aprire un tavolo con le associazioni di categoria per affrontare l'annoso problema del lavoro in nero durante la stagione estiva.

«Abbiamo presentato ufficialmente la nostra piattaforma di denuncia rispetto ad una serie di irregolarità, assolutamente diffuse, che abbiamo riscontrato in diversi anni di inchiesta sul campo. La quasi totalità delle stesse è relativa al non rispetto sistematico del contratto nazionale di riferimento. Principalmente si parla di mancato giorno di riposo, livelli e mansioni non riconosciute e turni di lavoro massacranti. Inoltre molto spesso lo stipendio viene corrisposto in metà in nero e metà in busta con ovvie conseguenze in termini di accantonamento dei contributi e di parziale riconoscimento del sussidio di disoccupazione.

Di fronte a questa situazione i dirigenti del consorzio si sono dichiarati disponibili a sostenere attivamente l’apertura di un tavolo di confronto con tutte le associazioni di categoria del settore. Primo passaggio per arrivare all'elaborazione di un vero protocollo che possa aggredire una situazione non più accettabile».

«In questo senso abbiamo, appunto, dichiarato che non saremo più disposti ad accettare, a partire dalla prossima stagione, alcuna irregolarità e siamo pronti a mobilitarci fin da subito affinché questo avvenga. Respingiamo qualsiasi tentativo di “personalizzare” una situazione che è di fatto collettiva. E’ assolutamente scontato che un lavoratore stagionale, se vuole sperare di essere richiamato, difficilmente farà causa al proprio datore di lavoro. Non è, e non sarà mai, il numero delle denunce presentate a smascherare una situazione che ormai tutti conoscono. Oltretutto la fame di lavoro che caratterizza ormai la nostra provincia, a causa dell’enorme tasso di disoccupazione, ha fatto sì che i livelli di ricatto e sfruttamento siano sempre più alti. Nei prossimi giorni ci attiveremo per l’apertura del tavolo di confronto e invitiamo fin da subito i lavoratori stagionali che non l’hanno ancora fatto, a avvicinarsi ai nostri sportelli, attivi il martedì e il venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30 presso piazza aranci 29».
Giovedì 13 dicembre 2018 alle 12:48:22
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