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Ultimo aggiornamento ore 13.33 del 24 Settembre 2018

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«Marmo, concessioni ultraventennali e periodo transitorio di 25 anni»

L'audizione di Assindustria in commissione marmo. Lucchetti:«Sì alla tracciabilità, ma non diventi zavorra»

«Marmo, concessioni ultraventennali e periodo transitorio di 25 anni»
Massa - Durata delle concessioni, periodo transitorio, smaltimento delle terre, tracciabilità, tutela ambientale: questi alcuni dei temi nodali legati al marmo che sono stati discussi da Confindustria Livorno Massa-Carrara con la commissione marmo ieri pomeriggio. Si è così svolta l’ultima audizione prevista dall’Amministrazione, che a breve conta di portare durettamente in commissione il tanto discusso regolamento degli agri marmiferi.

Durata delle concessioni. Il presidente di Assindustria Eric Lucchetti ritiene che il periodo di 14-15 anni prospettato dall’amministrazione non sia adeguato. Comprometterebbe l’equilibrio delle aziende, che, sprovviste del tempo per mettere a frutto gli investimenti, rischierebbero l’esclusione dal mercato. Lucchetti ha fatto l’esempio di un marmo bianco cristallizzato spagnolo con addirittura 99 anni di concessione. Senza arrivare al secolo, il presidente di Assindustria ha indicato in una durata ultraventennale la scelta più auspicabile, coerente con gli equilibri di produzione aziendale.

Periodo transitorio. La Legge regionale 25 marzo 2015, n. 35, prevede che le concessioni saranno in futuro rilasciate con una gara, prima della quale è prevista una fase transitoria di sette anni per le aziende in possesso di una concessione (due in più per le aziende in possesso di certificazione ambientale). Un periodo che potrà estendersi a 25 anni per le aziende che, s’impegnino a valorizzare la filiera corta. Proprio 25 anni sarebbe la durata ideale secondo Lucchetti, che la ritiene “indispensabile a mantenere la continuità aziendale”.

Smaltimento delle terre. Lucchetti ha ricordato come gli scarti fossero, in passato, impiegati nell’edilizia: un settore oggi in crisi. Assindustria avrebbe, a suo dire, stretto accordi con le università di Pisa e Firenze perché ne studino nuovi modi d’impiego; anche il consorzio “Marble Way” è stato creato a questo scopo. Lucchetti ha chiesto l’aiuto dell’amministrazione per individuare delle aree di stoccaggio a metà monte e operare una distinzione tra terre e detriti commercializzabili.

Tracciabilità. Ricordiamo che nel disegno dell’amministrazione l’autocertificazione non sarà più a carico dei trasportatori, ma degli stessi proprietari di cava. Si prospettava poi l’applicazione ai blocchi di uno speciale sensore da leggere in fase di pesatura, come una sorta di “codice a barre”. La commissione si è rivolta ai membri di Assindustria chiedendo se concordassero con l’idea di tracciabilità. Il presidente ha risposto di sì, raccomandandosi però che la tracciabilità non si traduca in una contestazione fatta blocco per blocco: operazioni di controllofarraginose e complicate rallenterebbero la produzione. La commissione ha ribadito che i dati acquisiti servirebbero solo ad avere una visione più sicura dell’andamento della produzione.

Clausola sociale. I membri di Assindustria si sono dichiarati concordi all’introduzione della clausola sociale, particolarmente cara ai sindacati, per cui un lavoratore non può perdere il lavoro in ragione esclusivamente del cambio della gara d'appalto Lucchetti ha osservato però che anche le aziende al piano collegate al monte dovrebbero ricevere una pari tutela.

Il presidente di Assindustria ha rassicurato i consiglieri relativamente alle misure adottate in materia di sicurezza e tutela ambientale, invitandoli a visitare l’azienda, dove particolare centrale è il ruolo della formazione.
Venerdì 26 gennaio 2018 alle 07:30:00
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