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Ultimo aggiornamento ore 07.05 del 2 Luglio 2020

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«Lo Stato non ci escluda: vogliamo un reddito per una vita dignitosa»

Un grafico, una barista, una cameriera, un bagnino. Questa mattina in piazza Aranci alla conferenza stampa organizzata dall'Unione sindacale di base c'erano diversi tipo di lavoratori

il malcontento sale
Massa - Un grafico, una barista, una cameriera, un bagnino. Questa mattina in piazza Aranci alla conferenza stampa organizzata dall'Unione sindacale di base c'erano diversi tipo di lavoratori. Svolgono diverse mansioni, in diversi settori, ma oggi condividono una condizione di precarietà giunta a livelli estremi con la diffusione del Covid-19. Senza tutele, con contratti che spesso non prevedono nemmeno un forfait, guardano al futuro con le incertezze che la loro condizione porta. Sostenuti dal sindacato chiedono “l'estensione immediata e duratura del Reddito a tutte e tutti”.
“Una misura promessa e sbandierata dal governo da oltre due mesi ma non ancora arrivata. – spiega Elia Buffa dell'Usb - Mentre ogni settimana leggiamo sui quotidiani scadenze che sistematicamente non vengono rispettate sono in molti quelli che da mesi non ricevono alcun reddito. Si discute del contributo una-tantum per aprile-maggio ma non si parla dei tanti che sono rimasti esclusi dal bonus di 600 euro di marzo e di tutti quelli che ci segnalano ritardi nel pagamento sia di quest'ultimo che della cassa integrazione”. Da qui la proposta del sindacalista: “Serve ora un reddito che sia una misura stabile e strutturale, non bastano misure tampone di natura emergenziale, di un mese o poco più, per una crisi sociale ed economica che durerà molto di più di quella sanitaria”.
“Non si sa ancora se quest'estate le attività turistiche potranno ripartire ma, in ogni caso, visto che siamo a maggio la stagione è già stata ridimensionata”. E quel ridimensionamento, al momento solo parzialmente definito, potrebbe anche determinare la perdita del diritto alla disoccupazione.
“In un paese dove secondo fonte Istat chi guadagna meno di 780 euro mensili è considerato povero e il prezzo medio di un monolocale supera i 500 euro, proporre ammortizzatori sociali da 600 euro è evidentemente insufficiente, anche se affiancato agli spiccioli del bonus spesa. Una misura quest'ultima raffazzonata, almeno per come l'abbiamo vista applicare nel nostro comune, in quanto ad oggi non si sa ancora su quali basi vengano erogati, le informazioni sul sito sono poco chiare e a volte contraddittorie, neanche si sa se verranno confermati per il mese prossimo o meno. Fin dai primi giorni di emergenza – continua Buffa - ci siamo attivati, come molte altre associazioni, reti e volontari, per costruire "servizi" gratuiti e aiutare chi aveva maggior bisogno di fronte alla crisi; volontariato e mutualismo però non possono essere la soluzione alle mancanze istituzionali né alibi per venir meno alle proprie responsabilità da parte di chi ci governa. Urge l'estensione di un reddito di cittadinanza che permetta a tutti una vita dignitosa, cioè che porti il reddito al di sopra della soglia di povertà, urge l'ampliamento dei servizi pubblici e un intervento normativo reale sugli affitti che non sia escludente di intere categorie, come quello uscito pochi giorni fa da regione e comune”.
Martedì 28 aprile 2020 alle 20:17:53
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