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Ultimo aggiornamento ore 18.28 del 19 Novembre 2019

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«Lavoratore demansionato e ritorsioni contro di lui, Carrefour condannata»

La Cgil di Massa-Carrara esprime soddisfazione per la sentenza della Corte d'Appello di Genova: «Illegittima la scelta datoriale relativa alla trasferta con "finalità di formazione" per ben tre mesi a Thiene»

«modi strumentali»
«Lavoratore demansionato e ritorsioni contro di lui, Carrefour condannata»
Massa - La Filcams Cgil di Massa-Carrara esprime «piena soddisfazione per la pronuncia della corte di appello di Genova che condanna nuovamente Carrefour nella vertenza del lavoratore demansionato ingiustamente. Infatti con sentenza del 21/06/2019 la corte di appello di Genova ha respinto il ricorso di Carrefour, che nell’immediatezza della sentenza di primo grado, favorevole al lavoratore, gli aveva comunicato che avrebbe dovuto trasferirsi per tre mesi a Thiene, a 294 chilometri di distanza dalla propria abitazione, per essere formato come macellaio».

«La natura ritorsiva – commenta il sindacato – del provvedimento era ed è palese, non ha bisogno di sottotitoli. A prescindere dalla illegittima scelta di adibire il lavoratore (da sempre impiegato nel settore informatico e assistenza post vendita, demansionato e sotto terapia farmacologia a causa per disturbo dell'adattamento concausalmente correlato con il demansionamento), al reparto Dmo con mansioni di macellaio, è illegittima la scelta datoriale relativa alla trasferta con "finalità di formazione" per ben tre mesi a Thiene. Nel punto vendita di Massa vi sono cinque macellai e nessuno di questi è stato formato a Thiene. Ben avrebbe potuto il lavoratore essere formato presso il punto vendita di Massa o in altri punti vendita nelle immediate vicinanze. Con la trasferta del lavoratore a Thiene si è inteso invece punire ulteriormente un lavoratore già gravemente leso nella propria integrità psicofisica. A causa della scelta datoriale ritorsiva e discriminatoria, il lavoratore ha subito un ulteriore aggravamento della propria condizione psicofisica».

«In questo quadro – concludono dalla Cgil – è intervenuta la sentenza della Corte, che ancora una volta dimostra come l'azienda abbia in modo strumentale e sbagliato demansionato il lavoratore, lavoratore che nonostante due gradi di giudizio a lui favorevoli continua a non poter svolgere le mansioni che da sempre ha eseguito all'interno dell'ipermercato di Massa».
Giovedì 4 luglio 2019 alle 07:01:23
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