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Gabbani presenta il concerto a Firenze: «Altro che scimmia, in tour ho portato la mia musica» | Foto | Video

Il cantautore si racconta: «Quanti ricordi ho della mia Carrara, se m'invitassero verrei volentieri a esibirmi»

Gabbani presenta il concerto a Firenze: «Altro che scimmia, in tour ho portato la mia musica»<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/Intervista-a-Francesco-Gabbani-182_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span><span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/Gabbani-si-racconta-Non-c-e-solo-la-122.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>
Massa - 173 milioni di visualizzazioni su YouTube per “Occidentali’s Karma”. 140 mila gli ospiti del suo tour estivo, con 44 date andate quasi del tutto esaurite. Per Francesco Gabbani il 2017 è stato decisamente l’anno dei record. E non è finita: il 20 gennaio il cantautore carrarese si esibirà nuovamente al Nelson Mandela Forum di Firenze, a sugellare una stagione di successi.

Parlaci di questo nuovo concerto.
«L’idea era di creare un evento a distanza di qualche mese dal tour di Magellano. Le canzoni saranno le stesse del tour estivo, con l’aggiunta di qualche mio brano “storico”, perché nel frattempo i miei fan si sono accorti della mia carriera pregressa. Mi accompagneranno gli archi della Infonote String Orchestra diretta da Luca Cavalli. Si tratterà soprattutto di una grande festa in conclusione di un anno incredibile. Sono molto soddisfatto del tour: non è così scontato che a una grande affermazione radiofonica corrisponda un successo live.»

Un successo dovuto anche alle tue performances.
«Sicuramente la grande partecipazione ai live è dovuta anche all’esplosione della mia immagine televisiva, con la scimmia e tutto il resto. Chi è venuto a vedermi, però, ha avuto modo di scoprire che c’è molto altro, che ho un lato più intimista, cantautoriale. Il rischio di rimanere aggrappato alla scimmia credo di averlo evitato: non mi sono più esibito con Filippo Ranaldi (il ballerino che la interpreta, ndR) dopo la performance di Eurovision a Kiev. Il tour è andato benissimo anche senza.

Credo il mio pubblico si divida in due parti, una che capisce le mie canzoni, l’altra a cui le canzoni si riferiscono. Preciso che non mi piace descrivere la realtà in cui viviamo in modo accusatorio, in punta di dito; la mia critica è rivolta in primo luogo a me stesso. Penso ad Occidentali’s Karma e a come racconta il nostro modo di vivere l’esotico, tutto improntato alla moda, all’apparenza: un sistema di cui faccio parte anch’io. Le mie canzoni non hanno mai fatto arrabbiare nessuno.»

Eccetto “Pachidermi e pappagalli”, che prende di mira fake news e complottisti…
«I complottisti mi hanno accusato di essere massone! Trovo che la rete sia inquietante: ha una grande potenzialità, nel bene come nel male. Tiziano Ferro ha detto di aver imparato a non dare peso ai commenti online, io cerco di fare lo stesso. Il web non fotografa la realtà: per molti funge da sfogatoio, altri tendono a dare un’immagine di sé completamente distorta, edulcorata.»

Pensi che dovrai ricorrere a nuove esibizioni per restare in auge?
«Non mi va di pensare la mia espressione musicale in funzione del successo. Se ci sarà un modo di mettere in scena le mie canzoni, che ben venga, ma non è imprescindibile. Nemmeno la mia hit estiva, “Tra le granite e le granate”, usava qualche espediente scenico particolare.»

Che progetti hai in cantiere?
«Non lo so nemmeno io. Sono affamato dell’evoluzione di me stesso. Dopo il 20 gennaio mi fermerò un attimo a rinfrancare lo spirito e riordinare le idee. Di sicuro non andrò lontano da quello che sono oggi, rimarrò all’espressività pop.»

Il video de “La mia versione dei ricordi” è un esplicito omaggio a George Michael. Come nasce?
«Per caso. Su YouTube sono incappato in questo video di Last Christmas fondato su un meccanismo di sceneggiatura che mi è sembrato funzionale.»

Allora parliamo di ricordi. Quanti ne conservi della tua città natale?
«Moltissimi. Mi viene in mente la nevicata dell’85 in piazza D’Armi; era carnevale e io mi ero vestito da D’Artagnan, ne ho un ricordo bellissimo. Di Carrara mi sono rimasti cari soprattutto i paesaggi naturali.»

Che musica ascolti?
«Di tutto, ma se dovessi indicare una canzone che mi sarebbe piaciuto scrivere sarebbe “Il mio canto libero” di Battisti e Mogol. E’ basata su appena tre accordi: ottiene tantissimo con una grande economia di mezzi. E la cosa più difficile da raggiungere, nel pop, è la semplicità.»
Che ne pensi dei talent? Faresti mai da giudice?
«Credo il valore di un gruppo non si misuri con la vittoria a un talent, ma sul lungo periodo. Mi è già stato proposto di fare da giudice, ma non sono interessato a esprimere verdetti sulle carriere altrui, preferisco badare alla mia. Come credo dovrebbero fare molti miei colleghi, a mio modo di vedere. Ho presentato gli Mtv awards perché è tradizione che lo facciano i musicisti, nulla più.»

A quando un concerto a Campocecina? E a Carrara?
«Mi piacerebbe molto venire a Campocecina. Sarei ben felice di venire a cantare Carrara… se solo m’invitassero! Non ritorno spesso, ma la considero ancora la mia casa e non ho intenzione di trasferirmi.»
Sabato 13 gennaio 2018 alle 23:24:56
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13/01/2018 - Gabbani si racconta: «Non c'è solo la scimmia»



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