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Ultimo aggiornamento ore 23.12 del 15 Dicembre 2019

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Alessandro Gassmann e Fiorella Mannoia contro il Regolamento di Polizia di Massa

Dal mondo dello spettacolo piovono critiche allo strumento del Comune che viete abiti succinti "da prostituta"

Spettacolo
Alessandro Gassmann e Fiorella Mannoia contro il Regolamento di Polizia di Massa
Massa - "O vesti decoroso, o ti sanziono". Il Regolamento di Polizia Urbana fa scalpore e a commentare lo strumento voluto dall'amministrazione di Francesco Persiani sono due volti noti del cinema e della musica italiana: Alessandro Gassmann e Fiorella Mannoia.

Non deve essere passato inosservato nel mondo dello spettacolo il regolamento che vieta ad una persona l'utilizzo di abiti “suscettibili di ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione”. La Mannoia si interroga sul senso dello strumento: "Ma stiamo scherzando? Vietato l'abbigliamento che possa indurre a pensare di essere una prostituta? Ditemi che è uno scherzo, vi prego". Poi aggiunge: "Ma i cittadini di Massa accettano tutto questo? Ditemi di no".

L'interprete di Caos Calmo, Alessandro Gassmann twitta: "Il nuovo regolamento di Massa prevede multe per chi mendica e per le donne che vestono in modo provocate. #RicoverateLaSindaca". Da Regolamento chi chiede l'elemosina può essere sanzionato con multe molto salate. Un articolo che anche il Vescovo di Massa aveva contestato: "Essere poveri non è reato".

Ma un altro dettaglio dello stato di Gassmann potrebbe far pensare alla battaglia culturale portata avanti da associazioni e movimenti di Massa per chiedere al sindaco Francesco Persiani di rivedere la sua posizione relativa all'uso di un linguaggio di genere. La declinazione al femminile "Sindaca" potrebbe indicare la battaglia per l'utilizzo della declinazione femminile portata avanti da associazioni culturali come la Trentuno Settembre e movimenti femministi locali come la rete antisessista. Nei mesi passati, infatti, l'amministrazione Persiani ha fatto sapere di voler rimuovere il femminile dal regolamento comunale "per renderne più fluida la lettura" e perché in sostanza il plurale maschile rappresenta anche la declinazione femminile, come previsto dalla grammatica tradizionale. Dalla 31 settembre la risposta: "Se una declinazione vale l'altra, allora da ora in poi la chiameremo sindaca". Chissà che Gassmann non abbia deciso di unirsi all'iniziativa.
Martedì 13 agosto 2019 alle 13:02:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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