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«Piovono mattoni, come possiamo andare a scuola?» | Foto

Alcuni cartelloni sono stati affissi sulle pareti del Comune di Massa e sono dei giovani che scendono in piazza per l'edilizia scolastica

Cultura
«Piovono mattoni, come possiamo andare a scuola?» <span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/cartelloni-di-protesta-per-lo-stato-dell-edilizia-scolastica-pubblica-713_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>
Massa - Non ci sono competenze che tengano per chi frequenta la scuola: alle istituzioni tutte, i giovani che in questi giorni scendono in piazza chiedono impegni concreti per l'edilizia scolastica pubblica. Forse non sanno che è l'ente provincia ad avere in carico oneri e onori legati alle scuole superiori del territorio, ma poco importa perché il loro messaggio è un appello rivolto a tutti: lo hanno scritto su dei cartelloni che hanno affisso lungo le pareti del Comune di Massa: "la scuola dovrebbe essere uno dei posti più sicuri e invece a cade a pezzi. Non possiamo andare a scuola con la paura che ci cada un mattone in testa". E ancora: "Ci serve un po' di umanità, dite che la scuola è al primo posto, ma non lo è". "Piovono mattoni".

Per i giovani che scendono in piazza venerdì 17 gennaio, con partenza alle 9 da piazza Garibaldi, non è accettabile che di fronte ad episodi come quello del crollo di parte del soffitto al liceo Pascoli le istituzioni possano appellarsi ad un "non è di nostra competenza". I confini di fronte al rischio di prendersi un mattone in testa mentre si siede sui banchi di scuola, si annullano. È con questo spirito che gli studenti e le studentesse chiedono di scendere in piazza: senza bandiere, senza sponde partitiche, ma con la voglia di far sentire la loro voce: la voce di chi chiede sicurezza nelle scuole.

In loro sostegno scenderanno anche altre soggettività. La Flc Cgil per esempio, che chiede di destinare i fondi destinati all'acquisto di 90 jet da guerra di tipo F35 all'edilizia scolastica. "Le strutture che ci sono sono inadeguate – scrive il sindacato - per non parlare dei laboratori e della dotazioni informatiche. Alcune scuole per sopperire alle mancanze fanno ricorso alle donazioni di privati oppure al lavoro gratuito dei docenti o dei genitori per l’imbiancatura o la falciatura dell’erba, per il reperimento di attrezzature musicali o allestimento delle biblioteche scolastiche che spesso forse vengono considerate superflue dai nostri governanti. Riteniamo che non bastino più le promesse e gli interventi tappabuchi, vogliamo più risorse a livello nazionale e regionale dedicate alla nostra provincia. Non si tratta più di riconoscere la necessità di investire nella sicurezza delle scuole, si tratta di destinare a questo obiettivo le cifre necessarie e di rendere molto più veloce il percorso per averle sul territorio e poterle effettivamente utilizzare. Anche le risorse stanziate nell'ultima finanziaria a questo scopo sono largamente insufficienti, ma noi stiamo ancora aspettando ingenti risorse già assegnate e non spese. Invitiamo tutta la città, a partire ovviamente dalle scuole, dagli alunni e dalle alunne, dalle loro famiglie e dalle lavoratrici e lavoratori delle scuole a mobilitarsi con noi e a chiedere soluzioni sicure e definitive. Noi sogniamo un mondo in cui scuole e famiglie non siano costretti a organizzare lotterie per raccogliere fondi per le scuole quando al ministero della difesa continuano a non marcare le risorse per gli F35".

Anche le sardine locali scendono in piazza con gli studenti: "date le notizie apparse sulla stampa locale circa la iniziative che gli studenti e le studentesse, in maniera autonoma, desiderano realizzare sui problemi strutturali degli edifici scolastici ( in particolare Pascoli, Minuto e Palma ) esprimono vicinanza alla protesta che gli studenti intendono portare avanti per sollecitare interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, comunicando il loro sostegno allo sciopero indetto dagli studenti stessi per il prossimo venerdì 17 gennaio". E annunciano: "A livello locale e regionale, discuteremo del concetto di sicurezza declinato nell'edilizia scolastica e ci impegniamo a dar segnali al riguardo”.

Per il consigliere di Alternativa Civica Andrea Barotti: "La sicurezza degli studenti è un tema trasversale. Garantire l'incolumità dei nostri figli, dei nostri nipoti, del nostro futuro dovrebbe far mettere da parte le appartenenze partitiche, le scaramucce, le polemiche per mettere in campo soluzioni frutto della buona politica; quella politica che è capace, senza tradire le proprie radici culturali ed ideologiche, di unirsi nei momenti in cui è necessario. Gli studenti, con il loro comunicato, con la loro volontà di dar vita ad una manifestazione di individui, ciascuno con le proprie idee, uniti da scopi comuni, dalla volontà di sollecitare l'applicazione della nostra Costituzione (la Carta di tutti gli italiani) stanno dando una lezione di maturità a quegli "adulti" che prediligono lo scontro per mascherare le difficoltà della loro azione politica o amministrativa".
Sabato 11 gennaio 2020 alle 17:03:34
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