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Ultimo aggiornamento ore 14.43 del 18 Ottobre 2019

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Task force a Renara. L'assessore Ravagli: «Via le opere abusive» | Foto

L'amministratrice del Comune di Massa insieme a vigili e carabinieri ha effettuato un sopralluogo sulle sponde del torrente

«tolleranza zero»
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Massa - Martedì l’assessore all’ambiente del Comune di Massa, Veronica Ravagli, ha effettuato un sopralluogo a sorpresa sulle sponde del torrente Renara per individuare le opere abusive lungo tutto il tratto del corso d’acqua e lo stato di sicurezza ambientale dello stesso. Per questo controllo l’assessore leghista ha chiesto e ottenuto l’aiuto della polizia idraulica, del consorzio di bonifica e dei carabinieri del comparto forestale, oltre che degli uffici all’ambiente e all’urbanistica e dei vigli urbani del Comune nonché della delegata alla Montagna Giorgia Garau.

Una vera e propria task force si è recata lungo il tratto interessato del torrente che va dalla strada privata che parte dalla cava chiusa fino alla frazione di Gronda. “Ringrazio innanzitutto tutte le forze dell’ordine e gli enti che si sono prestati per quest’importante azione congiunta di controllo sul territorio molto importante, la situazione lungo vari tratti dei nostri torrenti era nota da tempo, ma negli ultimi anni è davvero peggiorata diventata intollerabile e ringrazio fortemente la delegata alla montagna Giorgia Garau che mi ha segnalato personalmente l’aggravarsi della questione e mi ha accompagnato anche martedì mattina, per andare a vedere con mano cosa accade sulle nostre montagne”.

Già perché cosa accade sui corsi d’acqua delle nostre montagne? “Quello che negli anni passati era un semplice luogo alternativo – dice l'assessore – dove rinfrescarsi durante le torride giornate estive, dove venivano create delle briglie artificiali per creare delle piccole piscine naturali che poi venivano prontamente smontate a fine stagione, è diventato un luogo dove sono state edificate vere e proprie strutture abusive, alcune con allacci alla rete elettrica del Comune, altre con bombole del gas, con giacigli per dormire, delle vere e proprie casette, oppure dei veri e proprio “bistrot” a uso e consumo per pochi intimi che si sono appropriati del torrente come se fosse un giardino privato.”

“Come se non bastasse” continua la Ravagli “vari cittadini ci hanno segnalato il fatto di essere stati cacciati da determinate zone del fiume o addirittura gli è stato chiesto di pagare un biglietto di ingresso, una cosa al limite dell’inverosimile considerando che il letto del fiume è del demanio e le strutture presenti in esso sono decisamente e definitivamente abusive.”

“Durante l’arco della stagione estiva i nostri agenti della polizia municipale sono andati ad effettuare dei controlli, ma essendo una questione che non coinvolge esclusivamente il Comune è stato necessario e opportuno coinvolgere anche Regione, Provincia e le forze dell’ordine perché qua siamo di fronte a dei veri e propri reati.”

Non le manda a dire l’assessore che continua: “Appropriarsi di una zona del demanio pubblico come se fosse privata, è reato, allacciarsi abusivamente alla rete elettrica del Comune è reato, ma soprattutto c’è il reale rischio di esondazione del torrente per via del trascinamento delle strutture e dei detriti annessi ad esse durante la stagione invernale ma non solo, purtroppo, viste le bombe d’acqua che sono sempre più all’ordine del giorno durante la stagione estiva. La sicurezza dei cittadini prima di tutto, come assessore della Lega mi chiedo come si sia potuti arrivare negli anni ad una situazione del genere: abusi che non sono certo stati fatti in un anno, ma sono frutto di una tolleranza inconcepibile, che ha messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini e a disposizione di pochi un bene usufruibile da tutti.”

“Oggi abbiamo individuato solo una parte della moltitudine di strutture presenti lungo i nostri torrenti ed insieme a coloro che hanno coadiuvato questa nostra azione di controllo abbiamo già pensato a delle azioni da intraprendere per eliminare del tutto questi abusi perché purtroppo non è facile individuare i proprietari, se cosi si vogliono chiamare, di queste palafitte, ma l’importante è riuscire nel nostro intento: avere il prossimo anno dei corsi d’acqua usufruibili da tutti, cittadini e turisti, liberi da abusi di ogni tipo e soprattutto che garantiscano una sicurezza sul territorio, non un pericolo. Se fino a ieri c’è stata tolleranza adesso la tolleranza sarà zero. I proprietari dei bistrot sono avvisati”.
Mercoledì 4 settembre 2019 alle 21:26:25
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