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Ultimo aggiornamento ore 11.02 del 13 Dicembre 2018

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Persiani: «Massa teatro di un femminicidio, non potevamo non ricordarlo»

Il sindaco risponde alle domande della Voce Apuana in occasione del primo "Forum contro la violenza alle donne"

L'INTERVISTA
Persiani: «Massa teatro di un femminicidio, non potevamo non ricordarlo»
Massa - In occasione della nascita del primo "Forum Città di Massa contro la violenza alle donne", il sindaco di Massa Francesco Persiani ha accettato di rispondere alle domande de La Voce Apuana.

Sindaco, per la prima volta il Comune di Massa si è fatto organizzatore di un Forum contro la violenza sulle donne, un segnale forte che l’amministrazione comunale vuole lanciare alla cittadinanza: noi non accettiamo in alcun modo la violenza di genere.
«Esatto, non dimentichiamoci che noi abbiamo vissuto un episodio tragico qui a Massa, cinque anni fa, che è il femminicidio, quindi l’omicidio, di Cristina Biagi. Oggi abbiamo voluto commemorare il suo ricordo, unirlo a tutte le donne che hanno subito violenza, alla presenza dei loro familiari, attraverso l’apposizione di una targa che sia di ricordo e di insegnamento per il futuro. Allo stesso tempo dobbiamo però prendere atto anche degli aspetti positivi del nostro territorio: quello che è il contesto degli assistenti sociali, del centro antiviolenza, di quello che stiamo facendo con la casa rifugio, di quello che stiamo facendo per cercare di ascoltare le donne e cercare di proteggerle e aiutarle. In questo devo dire che abbiamo un grande aiuto anche da parte delle forze dell’ordine e della procura della repubblica, la dottoressa Conforti e il dottor Giubilaro, che hanno impegnato tante risorse e tante capacità in questa lotta e ci vedranno sicuramente anche in futuro impegnati al loro fianco. Quello che è il segnale che vogliamo dare è che questo tema è primario, importantissimo, è un tema che in questo momento crediamo abbia raggiunto la giusta consapevolezza per poter dire di non prendere semplicemente atto di ciò che è stato e dolersene, ma che c’è la possibilità di evitare questi episodi. Quindi oggi è importante anche la presenza delle scuole, dei ragazzi, delle giovani generazione che devono capire una frase che si diceva una volta e che forse non si dice più: le donne non si toccano neanche con un fiore. Noi questo vogliamo dire. Oggi abbiamo portato anche delle installazioni, dei disegni, una parte artistica e musicale all'interno del palazzo comunale proprio per dire che queste cose si devono riflettere, analizzare e cercare di superare tutti insieme. E il logo che è stato predisposto per l'evento, realizzato da una studentessa del Palma è questo profilo greco, che sembra un cammeo, di una donna con il nastro arancione che l’icona che noi vogliamo mantenere e rappresentare nelle varie occasioni che si presenteranno per portare avanti questo nostro impegno culturale, civico e di comunità».

Durante l’incontro di questa mattina sono state ricordate diverse date, fra le quali quella del 5 settembre 1981, anno in cui è stato abolito il riconoscimento del delitto d’onore…
«Abbiamo recepito anche la convenzione di Istanbul, siamo stati fra i primi. La legislazione italiana è stata molto propositiva negli ultimi anni. E anche questo governo sta facendo un lavoro molto importante. Il ministro Bongiorno ha anticipato proprio in questi giorni che sarà presentato un disegno di legge, insieme al ministro Bonafede, che permetterà di mettere in contatto le donne che hanno subito violenza immediatamente con il pubblico ministero. Un passaggio importante, perché sappiamo quanto è necessario che le forze dell’ordine coordinate dalla magistratura intervengano prima che i fatti possano arrivare a delle estreme conseguenze. Questo è un altro segnale di grande sensibilità, le normative negli anni ci sono state, sono cambiati anche gli aspetti processuali, sappiamo che oggi le donne possono avere anche l’assistenza del gratuito patrocinio. E sappiamo quanto è cambiata la sensibilità sotto il profilo giudiziario sulla strutturazione di alcune fattispecie di reato, pensiamo per esempio allo stalking. Credo che il nostro paese sotto questo profilo stia dando una risposta veramente efficace ed efficiente per prevenire questo fenomeno».

Lei è anche presidente della camera penale di Massa-Carrara. Cosa ne pensa delle donne che, nonostante i grandi passi in avanti fatti per la prevenzione del fenomeno, denunciano tutt'oggi lo svolgimento di processi nei quali si sentono imputate per i reati che contestano di aver subito?
«La mia esperienza è sia di difensore di imputato ma anche di difensore di vittime di reato. Posso dire che il processo, com'è attualmente, è un processo che è finalizzato nella dialettica processuale ad accertare la verità. Il ruolo del pubblico ministero, del giudice, degli avvocati, sono ruoli che devono portare insieme all'accertamento della verità processuale. È evidente che questo è un passaggio fondamentale: non possiamo evitare che ci sia un accertamento dei fatti. Per questo è importante che si parli di prevenzione e di cultura che vada a lavorare alla base di questi fenomeni. Fenomeni che sappiamo essere molto subdoli nel loro verificarsi: perché avvengono dentro quattro mura domestiche, all'interno di rapporti interpersonali dove ci sono sempre anche sentimenti che confliggono. Questi sono aspetti molto complicati ma credo che sia un accertamento garantista, che all'interno dell’aula processuale ci permette di poter dire di avere risposte effettive all'interno del sistema».

Qualche settimana fa molte donne sono scese in piazza a Massa per contestare il disegno di legge del senatore della Lega Simone Pillon. Vuole commentare sotto l’aspetto strettamente giuridico il disegno, o sotto il profilo politico la manifestazione?
«È giusto, bisogna rispettare tutte le manifestazioni di opinioni. Noi come amministrazione siamo un’amministrazione che tutela come bene primario la famiglia, il rapporto madre padre, sotto questo profilo abbiamo una linea ben precisa che vogliamo mantenere. Però sono temi molto delicati, sensibili, sui quali è aperta la dialettica, è aperto il confronto, quindi mi pare legittimo che da ogni parte si possano esprimere anche diverse opinioni, che noi rispettiamo».
Sabato 24 novembre 2018 alle 21:07:02
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