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Ultimo aggiornamento ore 22.35 del 25 Giugno 2019

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Fontana a secco da un anno, ma questa volta il "killer" non c'entra

L'accusa di Massa Città in Comune: due le sorgenti che non portano più acqua ai cittadini. Il presidente della commissione ambiente Sergio Bordigoni: intervento in programma

soluzione vicina
Fontana a secco da un anno, ma questa volta il `killer` non c´entra
Massa - «Il killer della fonte di Canevara è tornato in azione e ha “sgozzato” entrambi i rubinetti... ti si allagasse la casa». Non si sono fatte attendere le maledizioni via social da quando i rubinetti della fontana di Canevara sono nuovamente scomparsi. “Sradicati” dal loro muretto. Da dicembre ormai la fontana non è più fruibile, cioè da quando il killer della fonte, i cittadini lo identificano da anni con questo nome, avrebbe colpito di nuovo. Lasciando molti di loro senza acqua da bere. Un disagio aggravato dal fatto che anche la fontana di Prati della Ciocca nei pressi dello stabilimento di Evam, solo a qualche metro di distanza, è fuori uso. I rubinetti sono a secco ormai da quasi un anno. Ma a quanto pare, almeno stavolta, il killer della fontana non c’entrerebbe nulla.

La segnalazione
«Lo stato delle fontane è desolante, entrambe sono chiuse e non erogano più acqua, mal se ne comprendono le ragioni. A questo punto sarebbe utile fornire risposte ai quei cittadini che, come noi, da sempre hanno avuto libero accesso al prelievo di acqua in quei due luoghi». È Massa Città in Comune a chiedere interventi tempestivi per il ripristino delle fontane e per l’accesso libero all’acqua. «Il prelievo gratuito di acqua non solo migliora il bilancio familiare, aiutando soprattutto le persone in difficoltà economica, ma riduce il consumo di plastiche attraverso il riuso e quindi porta a comportamenti virtuosi». Attraverso una nota il collettivo sottolinea che «quelle fontane fanno parte della tradizione e cultura massese, che si manifesta anche con l'asporto tramite taniche e/o bottiglie di acqua per intere famiglie» e che «la migliore pubblicità per un'azienda non è esporre una bottiglia in consiglio comunale a uso delle telecamere, giusto per fare felice il politico di turno che con decenni di ritardo ha letto un libro di marketing. Ma esercitare la responsabilità sociale di impresa garantendo alla sua comunità libero accesso alle sue acque».

La critica del collettivo all'operato dell'amministrazione comunale è frontale: «Dobbiamo anche dire che non siamo stupiti di quanto abbiamo riscontrato - scrive Mcc - perché chi passa il proprio tempo a sostenere mirabolanti progetti di immagine che vanno dall'adottare un'aula o una fontana non può minimamente capire cosa sia mantenere viva una tradizione così radicata nella cultura popolare massese. La cosa più grave è che coloro che si fanno sostenitori delle tradizioni a livello politico, magari cercando di celebrare un fascista spacciandolo per poeta dialettale massese, in realtà passano il tempo ad architettare operazioni di immagine che hanno come solo scopo quello di cercare facile consenso, ma non certo a risolvere i problemi della quotidianità nei luoghi più remoti del nostro Comune, quelli dove non passano migliaia di persone ogni giorno».

La risposta delle istituzioni
Stefano Pileri, presidente di Evam, spiega che le fontane sono «un elemento controverso». «Nel caso della fontana che si trova vicino al nostro stabilimento – dice Pileri - l’acqua proviene da un serbatoio che serve a contenere quelle acque di servizio che utilizziamo per risciacquare l’impianto». Acque buone, potabili, anche se non sono state riconosciute dal Ministero della salute. «Purtroppo lo scorso anno la fontana è stata lasciata aperta e ha svuotato completamente il serbatoio – continua Pileri - mettendo a repentaglio l’intera produzione di Evam. A quel punto abbiamo approfondito la questione e abbiamo trovato dei gravi problemi alle tubature». Il cartello alla fontana cita proprio così: “le fontanelle sono chiuse per un problema tecnico alle tubature. Stiamo lavorando per trovare una soluzione per ripristinare l’erogazione dell’acqua in tutta sicurezza”. Per risistemarle servono un po' di soldi. «Abbiamo fatto diversi preventivi e l’investimento necessario è consistente».

Pileri però è fiducioso e promette entro pasqua di mettere di nuovo a disposizione di tutti la fontana. Sergio Bordigoni, presidente della commissione ambiente, intende invece occuparsi di quella di Canevara: «Sono pienamente disponibile a sensibilizzare l’amministrazione affinché impegni Evam a mettere mano al portafoglio. E farò loro presente delle condizioni della fontana di Canevara». E' lo stesso Bordigoni a far presente che la chiusura della fontana di Canevara è stata decisa dal Comune di Massa e si è resa necessaria per la sostituzione dell'abbattitore per la riduzione delle carica batterica presente nell'acqua. «È stato ordinato, è arrivato e a giorni verrà installato», dice Bordigoni.

Presto, quindi, lassù l'acqua tornerà a scorrere. Per buona pace del killer delle fontane e dei padri fondatori di Evam Spa che difesero, secondo la ricostruzione di Massa Città in Comune, la tradizione popolare di andare “a prendere l’acqua alla fontana”: «Questa fu la scelta dei padri fondatori di Evam che avevano una responsabilità sociale derivante dalla loro cultura politica e non certo dallo studio di qualche teoria dei moderni cantori del capitale finanziario. Scelsero di lasciare quella piccola fontana fuori dallo stabilimento di Prati della Ciocca per rispettare la tradizione nonostante stessero portando un'evoluzione capitalista nello sfruttamento delle risorse naturali».
Lunedì 25 febbraio 2019 alle 15:59:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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