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Ultimo aggiornamento ore 21.13 del 18 Dicembre 2018

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«I nuovi confini del Parco delle Apuane sono illegittimi»

Il Grig all'attacco: «La rettifica del perimetro riguarda anche Cava Romana a Massa. Auspichiamo annullamento in via di autotutela»

«oltre le proprie competenze»
«I nuovi confini del Parco delle Apuane sono illegittimi»
Massa - «La rettifica dei confini del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, che riguarda anche Cava Romana a Massa, è illegittima». L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (27 novembre 2018) una motivata istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti con la specifica richiesta di annullamento in via di autotutela della deliberazione del Consiglio direttivo del Consorzio di gestione del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane n. 50 del 15 novembre 2018, in quanto «il Consiglio direttivo del Consorzio di gestione dell’Area naturale protetta – afferma il Grig – appare aver palesemente ecceduto la delega attribuita dal Legislatore regionale Toscano».

«Infatti, la deliberazione n, 50 del 2018 si basa esplicitamente sul “comma 2 dell’art. 1 della … L.R. 56/2017 e succ. mod. ed integr., che assegna al Consiglio direttivo il compito di provvedere alle modifiche cartografiche degli allegati al Piano approvato con propria deliberazione 21/2016”.
Però, in realtà, l’art. 1, comma 2°, della legge regionale Toscana n. 56/2017, così modificato dall’art. 24 della legge regionale Toscana 12 dicembre 2017, n. 70, afferma testualmente: “Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente comma, il Consiglio direttivo del parco provvede alle modifiche cartografiche degli allegati al piano stralcio, approvato con propria deliberazione 21/2016, conseguenti alle disposizioni di cui al comma 1”».

«La deliberazione del Consiglio direttivo del Consorzio di gestione del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane n. 50 del 15 novembre 2018 – proseguono dall'associazione – è intervenuta ben oltre il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge regionale Toscana 12 dicembre 2017, n. 70, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 52, parte prima, del 13 dicembre 2017,[1] e non appare riguardare esclusivamente i territori comunali di Pescaglia, Coreglia Antelminelli, Borgo a Mozzano, Piazza al Serchio e Camporgiano, come indicato dal comma 1° dell’art. 1 della legge regionale Toscana n. 70/2017».

«Riguarda anche, per esempio, la Cava Romana, nel comune di Massa, per la quale – evidenziano – Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto (30 agosto 2018) al Comune di Massa l’adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni estrattive (art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave) a causa del mancato ripristino ambientale nonostante l’emanazione di ben tre ordinanze di sospensione lavori estrattivi abusivi e ripristino ambientale da parte del Presidente del Parco naturale delle Alpi Apuane nel corso di due anni (2016-2018). Recentemente anche il Ministero dell’ambiente ha chiesto conto degli abusi riscontrati nell’estrazione del marmo».

«Nemmeno vale il richiamo al “combinato disposto di cui all’art. 21, comma 1 della L. 10 novembre 2014, n. 65 e succ. mod. ed integr. e all’art. 27, comma 4, della L. 19 marzo 2015 n. 30 e succ. mod. ed integr.;”, perchè riguarda l’“aggiornamento del quadro conoscitivo degli strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica purché non comportante conseguenze sulle discipline, oppure correzione di errori materiali in essi contenuti mediante un'unica deliberazione”, competenza assegnata, però, a “comuni, unioni di comuni, province, città metropolitana e Regione” (art. 8, comma 1°, della legge regionale Toscana n. 65/2014 e s.m.i.), non agli Enti gestori delle Aree naturali protette regionali, come il Consorzio di gestione del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane. Con la richiesta di annullamento in via di autotutela il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha coinvolto anche i Ministeri dell’ambiente e per i beni e attività culturali, la Regione Toscana, i Carabinieri Forestale, nonché, per opportuna informazione, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa».

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un rapido annullamento in via di autotutela della deliberazione illegittima e l’esercizio corretto dell’attività di rettifica dei confini dell’Area naturale protetta – la cui motivazione risiederebbe, secondo quanto enunciato, nella presenza attuale di cartografia digitale più precisa – da parte del Consiglio regionale della Toscana, così come la legge prevede in via ordinaria.
Martedì 27 novembre 2018 alle 18:21:42
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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