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Ultimo aggiornamento ore 11.17 del 23 Luglio 2019

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«Cavano marmo, inquinano l'acqua, incassano e a noi i costi di depurazione»

Protesta di Italia Nostra contro la Water+Marble Experience. «I cittadini forse non si rendono conto della gravità di quello che succede intorno, ma devono svegliarsi. E rivendicare un territorio salubre»

Ambientalisti in rivolta
«Cavano marmo, inquinano l´acqua, incassano e a noi i costi di depurazione»
Massa - Una tre giorni di eventi, la Water+Marble Experience, che preannuncia una tre giorni di proteste. Italia Nostra ha lanciato infatti una manifestazione per questa mattina, sabato, che ha visto la partecipazione di diversi ambientalisti e comuni cittadini che contestano l'iniziativa co-organizzata dal Comune in sinergia con i concessionari delle cave. Motivo? L'inquinamento che produce l'escazione.

In piazza Aranci, così come prevede il programma dell'iniziativa degli industriali, sono visibili le opere realizzate con il marmo apuano; a pochi metri di distanza si tiene la protesta degli ambientalisti che definiscono l'evento "un cimitero delle Alpi Apuane". Due poli distinti, industriali e ambientalisti, obbligati a vivere sotto lo stesso cielo. E oltre a parlare lingue differenti, sembrano anche ragionare in maniera opposta. Lo dimostra una piccola operazione, ispirata dal nome dell'evento, che pur avendo gli stessi elementi come base di partenza produce risultati diversi agli occhi delle due categorie. Alla faccia della proprietà commutativa. Sì perché se da un lato Water+Marble, cioè acqua più marmo risultano «motori di ricerca di ricchezze economiche importanti per promuovere la città a livello internazionale» come precisato dall'assessore Paolo Balloni in conferenza stampa, per gli ambientalisti l'acqua più il marmo produce acqua inquinata, cioè la marmettola. E i costi della sua depurazione ricadono sulle spalle di tutti i cittadini. Di acqua e marmettola sono state distribuite tante bottigliette in occasione della protesta di Italia Nostra che ha visto l'adesione del Grig, del Cai, del comitato Ex cava Fornace, del comitato Acqua alla Gola. Persone che vedono l'installazione di piazza Aranci come una narrazione di parte, estrapolata dal suo contesto naturale. Loro cercano di narrarlo per intero, quel contesto, denunciando per esempio lo stato dei fiumi: «Un fiume vivo riesce a combattere contro l'Escherichia coli – ha detto Nicola Cavazzuti del Tam - un fiume morto, avvelenato, no». Dello stato di salute dei cittadini: «L'occupazione? - è intervenuta Ersilia Mignani di Acqua alla Gola - Pochi posti di lavoro a fronte della salute di tutti i cittadini. È una scusa che dimostra il menefreghismo dell'amministrazione. I cittadini forse non si rendono conto della gravità di quello che succede intorno, ma devono svegliarsi. E rivendicare un territorio salubre». Della finanza pubblica: «Alcuni dei concessionari organizzatori – ha illustrato Franca Leverotti - hanno fatto ricorso al Tar contro le nuove tariffe del marmo fissate dall’amministrazione; altri hanno subaffittato da decenni la cava in concessione (subaffitto proibito dalla Regione Toscana) e, in anni passati dichiaravano incassi di affitto annuali non certo irrisori: 1984 – cita la donna - l’affitto è pari al 10% del valore di mercato dei marmi scavati, a partire da un minimo di tre milioni di lire; 1992: per una porzione di cava 50 milioni; 1994: per una intera cava 100 milioni; 2010: per una porzione di cava 100.000 euro. In un caso la Guardia di Finanza ha accertato una decina di milioni di euro di evasione. Un concessionario dichiara un utile di 3 milioni di euro e rivendica la proprietà di una vasta area corrispondente a due cave dismesse da secoli e mai caducate dall’amministrazione. Una società, senza averne titolo, rivendica una cava chiusa, vincolata dal 2007 dalla Regione Toscana e costringe il Comune a difendersi nei vari gradi di giudizio».

Acqua e marmo sono elementi caratteristici del Comune di Massa. Sul risultato della loro unione si aprono tantissimi interrogativi. Su quello della manifestazione, per gli ambientalisti, non c'è dubbio: bocciata, senza possibilità di sostenere gli esami di riparazione.
Sabato 13 luglio 2019 alle 21:49:19
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