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Sfrattati dalla Curia, il Vescovo: "Dal sindacato proposte ma non soluzioni"

L'Unione sindacale di base non ci sta e accusa l'ente vescovile di pensare solo agli interessi economici

La vicenda
Sfrattati dalla Curia, il Vescovo: `Dal sindacato proposte ma non soluzioni`
Massa - Il 19 settembre tre persone, padre, madre e figlio verranno sfrattati dalla loro abitazione. A nulla è valsa la mediazione del sindacato Usb che da mesi segue la storia di questa famiglia massese in difficoltà nel pagare l'affitto alla Curia, ente proprietario del fondo in questione. "L'unico dialogo che ci è stato concesso è stato quello con il legale del vescovo. Sua eccellenza non ci ha ricevuti e ha preferito relegare lo sfratto di questa famiglia a una questione puramente burocratica". Sindacato e Curia avevano stabilito, qualche settimana fa, di approfondire meglio la vicenda così da trovare una soluzione ed evitare lo sfratto. "Due settimane fa – scrive in una nota Usb -tramite il parroco del duomo, pensavamo di aver ottenuto un appuntamento invece siamo stati solo dirottati verso il suo avvocato che ieri ci ha fatto sapere di non voler arrivare a nessun accordo. A niente sono valse le proposte economiche messe in campo. Finalmente dopo anni di indigenza completa il padre ha iniziato a percepire la pensione e grazie allo sblocco dei fondi regionali potrebbero dare almeno un risarcimento economico parziale alla Curia..ma il vescovo non vuole neanche riceverli". Il vescovo si difende: "Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare – dice – Evidentemente il sindacato ha avanzato delle proposte, ma non delle soluzioni".

Usb spiega di aver trovato il modo di accedere al bando per la morosità incolpevole per la famiglia in questione. E di aver, in aggiunta, stabilito un budget extra che la stessa avrebbe garantito per ogni mese. Circa 300 euro in più. "Per voce del suo legale – dice il sindacato – il vescovo ha rifiutato l'offerta. Ci sembra assurda, da parte sua, quest'ottica che previligia l'interesse economico rispetto ai bisogni delle famiglie".

"Stamani abbiamo provato nuovamente ad essere ricevuti perchè la nostra idea è che tutti abbiano diritto ad una casa e ad una vita dignitosa. Pensionati, disoccupati, cassaintegrati, demansionati, precari di ogni età, in tanti si trovano oggi a pagare le spese di una crisi economica di cui non hanno colpa e noi vogliamo stare dalla loro parte, perchè solo sostenendosi a vicenda possiamo trovare la forza di reagire a queste situazioni e a queste politiche, solo uniti possiamo vincere e iniziare a sperare in un futuro migliore".
Martedì 10 settembre 2019 alle 22:03:42
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