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Ultimo aggiornamento ore 00.13 del 18 Ottobre 2018

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Progetto Sprar, Persiani dice no al dialogo con l'Accademia della Pace

«Rimango coerente col mio programma». Accademia: «Atteggiamento antidemocratico»

Progetto Sprar, Persiani dice no al dialogo con l´Accademia della Pace
Massa - Durante il Consiglio Comunale del 1 ottobre è stata discussa un'interpellanza riguardante un incontro da parte del primo cittadino, Francesco Persiani, con l'Accademia della Pace Lo scopo era "conoscere le motivazioni per le quali, negli 81 giorni che sono passati dalla prima richiesta fatta dall'associazione, il sindaco non abbia avuto la possibilità di incontrare l'Accademia Apuana della Pace per poter ascoltare la voce e il pensiero di cittadini massesi sulla questione Sprar e, soprattutto, perché non abbia di fatto voluto confrontarsi con loro circa la decisione di non proseguire il progetto Sprar sul territorio del comune di Massa".

Persiani durante il Consiglio ha risposto all'interpellanza, proposta dalla consigliera Elena Mosti, affermando di aver rifiutato l'incontro rimanendo così coerente con la sua linea politica e il suo programma elettorale. Inutile dire che la votazione è stata del tutto bocciata con ben 20 voti contrari. I due comuni limitrofi, Carrara e Montignoso, invece hanno inoltrato entro la scadenza del 30 settembre, domanda per un nuovo progetto Sprar (per un totale di 15 posti).

Qualche giorno più tardi il sindaco ha replicato all'associazione con una nota: "Dal giorno del mio insediamento associazioni di ogni tipo, ma anche singoli cittadini, il mio ufficio è stato subissato da richieste di incontro di ogni genere. È sicuramente una cosa positiva che i cittadini, in forma associata e non, vogliano interagire con la Pubblica Amministrazione e con il loro primo cittadino. Ho cercato di combinare gli incontri o per aree tematiche, o per urgenza o, di norma, in base all'ordine cronologico".

Una scusa giudicata "impresentabile" dai membri dell'Accademia della pace, che hanno replicato sul suo blog: "Dice di non averci ricevuto a causa delle troppe le richieste di incontro da parte di associazioni e di singoli cittadini, oltre le 200). Un criterio davvero ambiguo, tenendo conto che la nostra prima richiesta data (a protocollo) 29 giugno, 3 giorni dopo il suo insediamento. Mettiamo perciò in guardia i concittadini: con i cittadini, con gli esponenti della società civile, questi amministratori non vogliono proprio parlare, a meno che, forse, non appartengano alla loro area culturale e politica."

"Siamo molto preoccupati di fronte ad atteggiamenti così palesemente antidemocratici – hanno proseguito – presunzione di arrogante autosufficienza o paura codarda di esporsi ad un confronto su questioni che esponenti stessi della maggioranza hanno più volte dimostrato di non conoscere affatto? Il ruolo del sindaco è quello di rappresentare tutti i cittadini ed ascoltare tutte le voci della città all'interno del mandato e dei valori stabiliti dalla nostra Costituzione. Per questo motivo -hanno concluso - non smetteremo di vigilare sul comportamento di chi rifiuta il confronto, nel metodo e nel merito, su tematiche così importanti per la nostra comunità".


Giovedì 4 ottobre 2018 alle 14:50:01
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