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Ultimo aggiornamento ore 13.33 del 24 Settembre 2018

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Per l'8 marzo un convegno sulla cardiologia femminile a Massa

L’iniziativa è della Fondazione  Toscana “Gabriele Monasterio” per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica. CNR - Regione Toscana

Per l´8 marzo un convegno sulla cardiologia femminile a Massa
Massa - Il “continuum cardiovascolare”nel genere femminile: tappe di vita, malattia e cura “ questo il titolo di un convegno di carattere regionale che si terrà l’8 marzo all’Hotel Eden, Viale A. Gramsci, 26 Cinquale. L’evento è accreditato nel Programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina. I meglio noti ECM.

L’iniziativa è della Fondazione  Toscana “Gabriele Monasterio” per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica. CNR - Regione Toscana che anche con questo evento vuole dare un contributo in più ai vari cliniciospedalieri e del territorio suggerimenti innovativi sul problema cuore. Possono iscriversi medicio o specialisti di: Cardiologia, Continuità Assistenziale, Endocrinologia, Geriatria, Ginecologia ed Ostetricia, Malattie Metaboliche e Diabetologia, Medicina dello Sport, Medicina Generale, Medicina Interna, Nefrologia. Dunque relatori oltre agli specialisti della Fondazione Monasterio anche altri provenienti dalle varie Asl e Aziende Universitarie e Ospedaliere della Toscana .

Obiettivo principale, come spiegherà il dottor Sergio Berti Responsabile scientifico e Direttore Unità Operativa Complessa Cardiologia diagnostica ed interventistica - Fondazione Toscana “G. Monasterio” per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica Cnr - Regione Toscana – Massa-Pisa - per dare ai clinici ospedalieri e del territorio suggerimenti innovativi, moderni e di reciprocità nella cura cardiovascolare della donna ad ogni età ed appartenenza sociale”.

Tra i relatori anche il dott. e a Michele Emdin – della prestigiosa Scuola Superiore Sant’Anna. I lavori saranno aperti dal dottor Luciano Ciucci – Direttore Generale Fondazione “Monasterio”.
Dunque uno “schieramento” soprattutto di cardiologi, poi vedremo il perché.

Responsabile scientifico il Dottor Sergio Berti: Direttore Unità Operativa Complessa Cardiologia diagnostica ed interventistica - Fondazione Toscana “G. Monasterio” per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica Cnr - Regione Toscana – Massa-Pisa e Annamaeria Mazzone dela stessa Fondazione Monasterio.

Perché i cardiologi hanno pensato alla donna per la festa dell’8 marzo? Lo spiega il Dottor Segio Berti: “Il cuore delle donne corre gli stessi rischi di quello degli uomini? Quali sono le principali differenze e perché è importante prenderne atto? Le differenze biologiche tra uomini e donne interessano tutto il metabolismo e non possono che riguardare anche il muscolo cardiaco e, di conseguenza, la maggiore o minore predisposizione verso determinate malattie.
Il cuore delle donne, di minor peso rispetto a quello maschile, ha anche una diversa composizione proteica e un differente funzionamento delle arterie. Inoltre, solo il gentil sesso sviluppa con l'avanzare dell'età un tipo di tessuto, definito connettivo, che ne rende più rigide le pareti.

“Le ripercussioni dal punto di vista patologico riguardano principalmente le arterie coronariche che, nel cuore femminile, entrano in spasmo più facilmente. Con quali conseguenze? Le probabilità che uno “shock emozionale” porti a un “attacco cardiaco” aumentano sensibilmente. Benché queste premesse lascino presagire una particolare attenzione alla prevenzione da parte dell'universo femminile, è ormai assodata l'errata percezione delle donne nei confronti delle malattie cardiovascolari. La tendenza è infatti quella di relegare ogni patologia al mondo maschile. Partire invece da una reale consapevolezza delle differenze e dei rischi che si corrono è senza dubbio il primo step da compiere per tutelare al meglio la propria salute.
“La nascita e la diffusione della “medicina di genere “ a livello nazionale e internazionale con ricerca e clinica mirata al sesso e al genere giustifica definitivamente l'importanza di una presa di coscienza.

Quali sono i principali fattori di rischio per la donna? Se in età fertile il cuore della donna è protetto dagli estrogeni, ormoni che lo tutelano dalle alterazioni patologiche delle arterie, dopo la menopausa aumenta il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari, favoriti dall'insorgere di ipertensione, diabete, obesità e sindrome metabolica. A questi si aggiungono l'aumento del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia che portano a una distribuzione adiposa a modello androide, e dunque particolarmente predisposta a infarti e ictus.
Anche i sintomi di alcune patologie cardiache sono spesso meno evidenti.
Per quanto riguarda l'infarto, ad esempio, si tratta per lo più di debolezza, nausea, vomito, difficoltà respiratoria, esaurimento, mal di schiena o dolori al costato: segnali fuorvianti che possono tardare il riconoscimento dell'ischemia cardiaca e dunque, il pronto intervento.Le cattive abitudini, infine, possono essere fatali al gentil sesso: il cuore delle donne è molto più vulnerabile di quello maschile rispetto ai rischi connessi al fumo. Le sigarette, che accelerano per entrambi i sessi il processo di arteriosclerosi, hanno un effetto cinque volte maggiore sul muscolo cardiaco femminile in termini di progressione di danno alle arterie. In questi primi decenni del terzo millennio, abbiamo assistito nell’ambito della medicina moderna, ad un importante incremento tecnologico multidisciplinare applicato alla ricerca, alla diagnostica e alla cura del paziente. In ambito cardiologico questo processo è stato ancora più di spicco e ha permesso la ottimizzazione della prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari con un conseguente allungamento della vita media del paziente cardiopatico.

Sofisticati approcci tecno-invasivi, farmacologici, diagnostici hanno fatto sì che si delineasse per il futuro la cosiddetta “cura personalizzata” del paziente, che tiene conto della età (giovane o avanzata), delle comorbilità e non ultimo del sesso / genere. …..e per la festa della donna noi cardiologi abbiamo voluto affrontare miratamente aspetti della patologia cardiovascolare nel genere femminile nelle varie fasi della vita, da quella giovanile e fertile a quella tardiva della post menopausa. Abbiamo seguito un continuum fisiopatologico, clinico e prognostico che coinvolge fattori di rischio e patologie cardiovascolari come la cardiopatia ischemica, le valvulopatie, le aritmie, lo scompenso cardiaco, ma anche aspetti più suggestivi come le cardiopatie in gravidanza e la cardioncologia, le malattie autoimmuni e le patologie del tono dell’umore .

Questo - conclude il dottor Berti - per dare ai clinici ospedalieri e del territorio suggerimenti innovativi, moderni e di reciprocità nella cura cardiovascolare della donna ad ogni età ed appartenenza sociale.”
Venerdì 2 marzo 2018 alle 21:32:45
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