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Ultimo aggiornamento ore 13.42 del 27 Maggio 2020

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Lavello, Persiani contro Bugliani: «Noi sul problema sin dal nostro insediamento»

«Affermare che questa amministrazione non si stia interessando a 360 gradi è inaccettabile. Troppo facile addossare la responsabilità di quello che va male»

la replica del sindaco
Massa - "Il consigliere regionale Bugliani dovrebbe rivolgersi alla Regione Toscana per maggiori interventi ed investimenti sul fosso Lavello piuttosto che insinuare che questa amministrazione abbia fatto solo ipotesi e non verifiche per risolvere il problema odori e inquinamento". Risponde così il sindaco di Massa Francesco Persiani al consigliere Giacomo Bugliani che aveva commentato l'operato della giunta di Massa nel far fronte alle problematiche del fosso Lavello.

"Alludere al fatto che questa amministrazione non si sia, e non si stia tuttora, interessando a 360 gradi, è a dir poco inaccettabile - afferma Persiani - Quello del Lavello, degli odori e dell’inquinamento non è certo un problema emerso negli ultimi mesi, se ne parla purtroppo da troppi anni, lo abbiamo ereditato e la situazione, seppure non risolta, è senza dubbio migliorata, ma non ancora come da noi auspicato. Abbiamo fatto i dovuti controlli, svariati sopralluoghi e ci siamo interfacciati con gli enti interessati sia per quanto riguarda il depuratore sia per gli interventi sul fosso stesso che sappiamo non essere un vero corso d'acqua naturale, quindi non avere sufficiente capacità auto depurativa. Tutti elementi da noi sempre attenzionati, ben consci delle conseguenze sia sotto il profilo sanitario ed ambientale sia per quello turistico.

Fin dal nostro insediamento abbiamo messo la testa su quella che è una delle annose questioni di questa città - sottolinea poi il primo cittadino di Massa - facendo pressioni su tutti gli enti preposti per trovare soluzioni che eliminassero definitivamente i disagi per la cittadinanza e non portassero più inquinamento alle acque di balneazione. Ricordo tra gli altri l’incontro avvenuto a Massa del 19 marzo 2019 con l’Assessore Fratoni, che all’epoca promise un tavolo tecnico permanente su questo tema, tavolo di cui si è persa traccia. L’intervento “spot” del consigliere regionale sarebbe stato più adeguato quindi un anno fa quando per settimane, ad inizio estate, abbiamo affrontato seriamente la questione anziché interessarsene solo ora come se i disagi non si fossero mai verificati in precedenza. Dimenticando, probabilmente, le varie competenze degli enti e ignorando – o evitando di ricordare – le verifiche da noi eseguite per individuare eventuali scarichi abusivi e tutte le volte che sono stati sollecitati Regione Toscana, Arpat, Gaia e Consorzio di Bonifica affinché procedessero a porre in essere quanto di propria pertinenza. Dimenticando anche, tra l’altro, che il depuratore era stato nel 2019 sequestrato dalla Magistratura e dissequestrato solo una volta ultimati i lavori di adeguamento da parte del gestore. Lavori che avrebbero potuto essere già ultimati se la Regione avesse accelerato il rilascio delle autorizzazioni di propria competenza.

E’ troppo facile prendersi i meriti di tutto quello che va bene e addossare agli altri la responsabilità di tutto quello che va male. Quando si parla di tutela ambientale e di salute pubblica, e quando in ballo c’è l’immagine turistica del nostro territorio, sarebbe invece più utile unire le forze e che ognuno apportasse il proprio contributo nel proprio ambito di competenza".
Giovedì 21 maggio 2020 alle 07:00:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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