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Ultimo aggiornamento ore 12.02 del 22 Agosto 2019

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L'amore aldilà delle norme giuridiche, parla una nonna arcobaleno

L'evento di Arci ha visto la partecipazione di coppie e figli di omosessuali. Tema: ottenere diritti e tutele per i minori

L´amore aldilà delle norme giuridiche, parla una nonna arcobaleno
Massa - Si chiama Rosanna ed è una nonna arcobaleno. L'amore per la figlia, e poi per il nipotino Milo, l'ha portata a sedersi di fronte ad una ventina di persone, a Massa, al parco della Rinchiostra. Vuole raccontare che cosa significa per lei vivere in un paese che non riconosce pieni diritti ai bambini e alle bambine nati da genitori omosessuali. Per lei è la sua vita e quella del suo nipotino, per molti un tema di dibattito che richiama al commento facile. Per dare un calcio agli slogan, a 60 anni passati, ha scelto di partecipare alla battaglia portata avanti da Laura, sua figlia, attivista dell'associazione Famiglie Arcobaleno, ente che da 15 anni è impegnato politicamente per chiedere diritti civili per le famiglie strutturalmente differenti rispetto a quelle identificate sulla carta. L'associazione chiede una forma giuridica che possa garantire doveri e responsabilità ai genitori omosessuali. E di conseguenza diritti e tutele per i loro bambini. Bambini come Milo, 5 anni, nipote di nonna arcobaleno: «E' stata un'esperienza più semplice di quanto uno possa immaginarsi», racconta la donna. «Se me lo avessero detto 15 anni fa che avrei vissuto questa storia, non ci avrei creduto. Mi è capitato: Laura a un certo punto ha presentato a me e a mio marito Valeria, una persona seria, acculturata, bella. Le vedevamo felici insieme e non ci siamo posti troppe domande. Quando uno è felice... Poi ci hanno detto che avrebbero voluto un figlio. E lì, mi sono preoccupata. Pensavo: voi fate la vostra vita, ma un bambino è un discorso più impegnativo. Nonostante le inquietudini le abbiamo seguite per tutto il percorso. A Cophenaghen hanno fatto l'inseminazione artificiale, poi la gravidanza, il parto. Parlandone con le persone ho scoperto che situazioni come queste ce ne sono tante. In alcuni casi i genitori si chiudono in se stessi e rompono i rapporti. Ma come si fa andare contro l'amore? O a rinnegare un figlio? Non credo sia un discorso solo di apertura mentale, ma anche di affetto. L'amore va considerato alla base delle famiglie. Di qualsiasi tipo esse siano». A partecipare all'evento anche Marta Monini dello sportello antidiscriminazione Arci di Massa Carrara, Maria Chiara Panesi di Arci e Paola Melcher che ha raccontato del suo rapporto con Barbara e della loro vita da madri di due gemelli. Il percorso per il riconoscimento formale delle famiglie arcobaleno vive un'impasse burocratica. I riconoscimenti ottenuti sulla carta, ad oggi, sono garantiti solo per il genitore che dimostra un legame genetico con il figlio. E se nelle aule di tribunale il percorso è piuttosto avviato e spesso rivoluzionario rispetto alle leggi vigenti, sui banchi del parlamento fatica ad essere affrontato. «La legge Cirinnà del 2016 – racconta Laura Giuntini - è stata un passo avanti per le famiglie arcobaleno ma esclude il tema della genitorialità omossessuale. Ci sono sentenze molto avanzate che affermano la volontarietà degli affetti, ma sul piano politico c'è un impasse di tipo burocratico che crea delle vere e proprie identità sospese. L'attuale clima politico è irrigidito: vorrebbero imporci come dovremmo vivere e come dovremmo amare. Ma sulla pelle di chi si sta giocando questa partita?».
Domenica 16 giugno 2019 alle 22:13:45
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