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Ultimo aggiornamento ore 21.44 del 15 Novembre 2018

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610 caduti e 41 mesi di conflitto: la Grande Guerra di Massa

Un po' di storia locale in occasione del centenario celebrato dall'amministrazione

il 100° anniversario
610 caduti e 41 mesi di conflitto: la Grande Guerra di Massa
Massa - Venti lire a settimana per il disturbo arrecato alle famiglie: quello di aver chiamato al fronte figli e mariti per combattere la Grande Guerra. Una cifra misera in tempi di miseria: il triennio 1915-1918. E dietro anche una particolarità che ha reso nazionale quella che sembrava una piccola questione locale. Sono le donne apuane a denunciarla. Sulla carta, infatti, c’era scritto che da sussidio dovevano ricevere 20 lire totali. Ma c’è chi, su quelle due lire, provava a fare la cresta.

A far rivivere agli studenti e alle studentesse del liceo classico Pellegrino Rossi la protesta che ne scaturì è stata Antonella Aurora Manfredi, relatrice dell’incontro organizzato dall'amministrazione comunale per il centenario della prima guerra mondiale. Oltre a lei in sala 10 aprile il sindaco Francesco Persiani, l’assessore Nadia Marnica, l’assessore Andrea Cella, il capo Gabinetto Daniele Pepe, la consigliera comunale Sara Tognini e gli altri relatori Davide Del Giudice, Franco Frediani e Giuliano Marselli. «C’erano dei messi comunali – racconta Manfredi – che davano meno soldi di quelli che spettavano alle famiglie, ne trattenevano una parte. Così il tutto venne denunciato alla prefettura e intervenne, addirittura, Eugenio Chiesa. Da Roma inviò l’ordine di licenziare in tronco quei messi comunali».

Il primo grande conflitto mondiale nella piccola comunità di Massa ha significato 54 mesi di occupazione militare del territorio, 5 mila richiamati alle armi, 610 caduti e 41 mesi di guerra. Da quella guerra il militare Paolo Lorenzo Paladini esce gloriosamente pluripremiato: 8 medaglie che lo consacrano il massese più decorato del Comune, come ha ricordato Franco Frediani. La figura del militare riceverà anche delle critiche per la partecipazione alla guerra civile condotta da Francisco Franco. Partecipazione che gli è valsa un’altra medaglia, stavolta di provenienza estera. In quella d’oro al valore militare si legge: «Battaglione carri d'assalto (alla memoria) - "Ufficiale di eccezionale bravura, nelle battaglie di Malaga, Guadalajara e Santander, prodigava l’esuberante ardimento del suo generoso cuore di soldato trascinando fanti e carristi su tutte le vie ove il valore legionario rifulse. Nella battaglia d’Aragona, dopo aver dato nuove entusiasmanti prove della sua capacità di comandante e del suo impeto di combattente, in una rischiosa operazione svolta da una sua compagnia, dirigendone fuori del carro l’azione, veniva ferito una prima volta al braccio, poi gravemente all'addome, concludendo eroicamente come l’aveva vissuta la sua vita di soldato nel sacro nome della Patria lontana. Terra di Spagna, 12 aprile 1938.[9]».

“Cara mamma, si doveva avanzare. Quando si hanno dei soldati come i nostri si può fare” è l’incipit della lettera scritta dal militare Gino Cappelletti nel 1915, che lo storico Franco Frediani ha letto ai presenti in sala del consiglio. Storia che è contenuta anche nel suo libro "Massa in trincea". Davide Del Giudice ha raccontato dei ragazzi del 1899 e dei 650 mila caduti durante il conflitto. «Cosa resta della grande guerra? – si è interrato – ad Adamello c’è un cannone che è stato portato sulla cima, a 3400 metri di altezza, con sforzi sovrumani. È ancora lì, insieme ai reticolati che emergono dallo scioglimento dei ghiacciai. Il monte Grappa è ancora “butterato” dalle cannonate. Nonostante il secolo trascorso sono ancora luoghi emozionanti da visitare».

«Una guerra che anche mio nonno fece – è intervenuto di fronte ai presenti il primo cittadino, Francesco Persiani – di quel tempo mi ha sempre ricordato il momento dell’armistizio: la notizia arrivò al fronte dopo tre giorni dalla sua pubblicazione. Nel mentre morirono molti giovani».

Palazzo Ducale ospiterà la mostra “Centenario Grande Guerra” fino al 9 novembre, con orario feriale dalle 15.30 alle 19 e festivo dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Un’esposizione a cura del Comune di Massa, del Museo etnologico Apuano, della sezione bersaglieri di Massa in collaborazione con le associazioni combattentistiche.
Domenica 4 novembre 2018 alle 21:03:22
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