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Ultimo aggiornamento ore 20.07 del 23 Maggio 2019

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«Vero partigiano? Meschini. Pietro sarebbe stato contrario al monolite»

La figlia del comandante dei Patrioti Apuani risponde alle affermazioni dello storico Franco Frediani. La controreplica: «Ai Quercioli nessun monumento al "podestà fascista"»

il dibattito sul poeta e podestà
Massa - Interviene nel dibattito inerente il monolite ad Ubaldo Bellugi Maria Del Giudice, figlia di Pietro Del Giudice, Comandante del gruppo Patrioti Apuani. Riportiamo di seguito la sua replica allo storico Franco Frediani.

"La Costituzione della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza e dalla lotta contro il nazifascismo - scrive Maria Del Giudice - è l’atto normativo fondamentale della nostra democrazia. Sulla Costituzione devono giurare tutti coloro che con regolari elezioni vengono eletti per amministrare la Res Publica. Grazie alla Resistenza viviamo in uno stato di diritto, dove possiamo essere donne, uomini e cittadini".
"Il fascismo è finito come regime storico, ma è riemerso in vari periodi attraverso il qualunquismo (anni Quaranta), la fascistizzazione dell'apparato statale (anni Cinquanta), i tentativi autoritari e golpisti di destra (anni Cinquanta e Sessanta), lo «stragismo» (anni Settanta e Ottanta), il «revisionismo» storico (anni Ottanta), il neofascismo e il razzismo (anni Novanta). La Costituzione della Repubblica Italiana è il risultato dell’unità antifascista e quindi il frutto anche della lotta di mio padre, Pietro Del Giudice, di tutti i partigiani, dei deportati, dei resistenti tutti, delle vittime civili e della lotta di popolo che ha riscattato l’Italia dal fascismo e dalla sciagurata alleanza di guerra con il nazismo. Ed è per questa ragione che mi sento di affermare con forza e convinzione, a nome mio, Maria Del Giudice, della mia famiglia e come erede dell’insegnamento etico e politico di mio padre, il Comandante partigiano Pietro, primo Prefetto della Provincia apuana liberata, che erigere un monumento ad un podestà fascista è un’offesa ed un oltraggio alla nostra Provincia, medaglia d’oro al valor militare, alla popolazione tutta e alla memoria di tutti i partigiani che hanno lottato per liberare la nostra terra dal giogo di un aberrante regime totalitario".
"Pietro Del Giudice mai sarebbe stato d’accordo nella celebrazione di un gerarca fascista, a tutti gli effetti il rappresentante di un feroce regime portatore di morte e distruzione.
La famiglia Del Giudice si dissocia da questo atto dell’Amministrazione Comunale di Massa che ritiene scellerato, in quanto un monumento deve essere sempre e comunque un simbolo positivo, ed essere riferito ad un esempio di vita da seguire, mentre in questo caso è solo foriero di divisioni nella comunità. Chiede anche che non vengano strumentalizzate frasi e concetti di Pietro che, estrapolati da discorsi certamente più ampi e complessi, potrebbero essere distorte e sfruttate per empi scopi, come erano soliti fare proprio quei fascisti che adesso vorrebbero riscrivere la storia ripulendo certi personaggi locali dalla qualifica di persecutori e assassini in nome di una sorta di pacificazione che mai ci potrà essere in senso storico, e dando atto invece che già c’è stata sul piano umano e personale, seguendo proprio lo spirito di pace dettato dalla Costituzione".
"Infine la famiglia rigetta chiaramente ai mittenti la qualifica per Pietro di “vero partigiano”, quale meschina operazione politica volta a portare divisione nel mondo della Resistenza e perché proveniente magari proprio da coloro che per altri scopi hanno denigrato Del Giudice e la sua figura".

LA CONTROREPLICA DI FREDIANI
Non si è fatta attendere la controreplica di Frediani che riportiamo di seguito.

Gentile Maria Del Giudice, la sua appassionata difesa della memoria del padre è comprensibilissima ma mi consenta di replicare. Nessuno ha mai messo in discussione i fondamenti della nostra democrazia nata dalla Resistenza e dalla lotta al nazifascismo e nessuno ha mai messo in discussione che Pietro Del Giudice, unitamente ad Alberto Bondielli ed altri, fu parte attiva e principale di quella Resistenza da cui nacque la nostra Costituzione. Quello che sarà eretto ai Quercioli non è, come truffaldinamente lei cita, il monumento a un podestà fascista, ma, come lei sa benissimo, un monumento alla poesia “Primavera de Massa” scritta, questo si, da un fascistissimo podestà che, forse è bene ricordarlo, aveva compiti amministrativi, di fatto sostituendo la figura del Sindaco, e non percepiva remunerazione alcuna. Evidente la strumentalizzazione dell’episodio ad opera di una certa sinistra che non riesce a digerire il cambio di Amministrazione e che con ogni mezzo, anche con la ventilata violenza, vorrebbe impedire la cerimonia. Che il testo di una poesia rechi offesa e oltraggio alla Provincia è decisamente fuori luogo. Se oltraggi c’è è quello alla cultura. La poesia viene regolarmente studiata in molte scuole cittadine e che a lei piaccia o no, è nel cuore di tanti massesi. Ma lei è liberissima di non apprezzarla, lasci però, visto che siamo in democrazia, che possano apprezzarla chi come lei non la pensa. Oltretutto non reca danno ad alcuno e non è prevista una sosta obbligata davanti alla stele. Consideri inoltre che la poesia di Bellugi è la prima, di una serie di poesie scritte da poeti massesi dell’800, ad inaugurare quello che dovrebbe essere un parco dedicato appunto alla poesia. -“Pietro Del Giudice mai sarebbe stato d’accordo nella celebrazione di un gerarca fascista”. Può darsi, anche se mi risulta non criticò la realizzazione del busto inaugurato nel 1994, di certo, parole sue, dette anche in presenza di testimoni, alcuni ancora viventi, condivise la proposta di intitolare al poeta una piazza, cosa che noi NON facciamo. La cerimonia del 21 è infatti, lo ripeto, la posa di una stele con incisa una poesia anche se molti, in malafede, continuano a ripetere che trattasi di un monumento a Bellugi e ad accusare di revisionismo senza conoscere il significato della parola. Nessuno infatti ha mai cercato di riscrivere la storia o a lei risulta il contrario ? “La famiglia rigetta la qualifica di vero partigiano”. No, Del Giudice fu un VERO partigiano perché la sua levatura etica e politica lo poneva al di sopra delle parti, qualità non riscontrabili in altri.
Venerdì 15 marzo 2019 alle 19:28:59
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