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Ultimo aggiornamento ore 07.17 del 4 Agosto 2020

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«Pronti anche a una condanna, ma il nostro interlocutore è un Parlamento sordo»

Marco Cappato alla vigilia della sentenza del processo Trentini: «Ostaggio dell'ignavia dei partiti, inclusi i sedicenti progressisti e laici»

aiuto al suicidio
«Pronti anche a una condanna, ma il nostro interlocutore è un Parlamento sordo»
Massa - «Ci prepariamo a riservare il massimo rispetto per la sentenza di domani a Massa, qualunque sia l'esito, anche di condanna». Lo ha scritto oggi Marco Cappato, alla vigilia dell'udienza di domani, lunedì 27 luglio 2020 alle ore 12.00, che precede la decisione finale, del processo riguardante la vicenda di Davide Trentini, per cui sono imputati Mina Welby e lo stesso Cappato, che si svolgerà presso la Corte di Assise di Massa. L'accusa per i due è quella di aiuto al suicidio prestato a Davide Trentini, cittadino massese.

Nell’ultima udienza tenuta l’8 luglio scorso, alla luce della sentenza 242 della Corte costituzionale sul caso Cappato/DjFabo, la difesa ha chiesto l’audizione di un consulente tecnico di parte, il dottor Mario Riccio, per verificare i requisiti scriminanti indicati dalla Consulta.

«L'interlocutore della nostra disobbedienza civile – ha aggiunto Cappato in un post su Fb – al quale chiediamo invano attenzione e riscontro da quasi 7 anni, è il Parlamento italiano, ostaggio dell'ignavia dei partiti, inclusi i sedicenti progressisti e laici».

L’esito del processo non è scontato, nonostante la sentenza del 24 settembre 2019 della Corte Costituzionale abbia depenalizzato il suicidio medicalmente assistito in Italia. Davide Trentini infatti, a differenza di Dj Fabo, non era collegato a trattamenti di sostegno vitale.

La storica sentenza della Corte ha infatti limitato i casi in cui l’aiuto al suicidio non costituisce più reato all’ipotesi in cui si sia in presenza di “una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

Se tre di queste condizioni ricorrono nel caso di Davide Trentini (patologia irreversibile, fonte di sofferenze intollerabili e capacità di intendere e volere), quella che manca è la quarta condizione prevista: Davide soffriva, ma non era dipendente da macchinari. Trentini era affetto da una sclerosi multipla che trasformava progressivamente la sua vita in un calvario. In Italia avrebbe avuto diritto al suicidio medicalmente assistito, ma solo attendendo l’evolversi della sua malattia fino al punto di vedersi costretto ad essere intubato. Solo a quel punto, "con un nonsense giuridico e politico" – commenta l'associazione Luca Coscioni – i medici lo avrebbero potuto aiutare a liberarsi delle sue sofferenze.

Fu così che Davide decise di metter fine a quelle sofferenze optando per il trasferimento in Svizzera. Contattò l’Associazione Luca Coscioni e con l’aiuto di Mina Welby partì per attraversare il confine, grazie anche all’aiuto economico fornito da Marco Cappato.

"Per questo motivo – specificano dall'associazione – il processo di Massa ha un valore ulteriore rispetto al precedente Cappato/Dj Fabo: si tratterà di capire se prevarrà un criterio “oggettivo” di dignità della vita (vedi il criterio della presenza di trattamenti di sostegno vitale) o invece, quello che auspichiamo, un criterio “soggettivo” che demanda qualunque decisione alla valutazione del diretto interessato. Torna perciò in gioco il diritto all’autodeterminazione individuale: a chi appartiene la nostra vita? E chi, dunque, è titolato a decidere se sia degna o no di essere vissuta? La sentenza di Massa è chiamata a fare chiarezza su un caso singolo, ma farà strada per tanti altri che seguiranno".

"Se l’estensione della possibilità di offrire aiuto a persone che si ritrovano nella condizione di Davide spetterebbe al legislatore, dobbiamo constatare come fino ad ora il Parlamento non ha fatto altro che qualche giornata di audizioni degli esperti, senza nemmeno arrivare alla formazione di un testo base su cui incardinare un dibattito sul tema".
Domenica 26 luglio 2020 alle 21:27:32
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