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Ultimo aggiornamento ore 21.40 del 16 Luglio 2019

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«Primo maggio, momento di festa e riflessione. Basta morti sul lavoro»

Lo ha affermato il sindaco di Massa Persiani che ha reso omaggio ai lavoratori caduti alla Madonna del Cavatore di Casette. Il deputato Ferri: «La concorrenza non può essere la scusa per abdicare alle tutele che la nostra Costituzione riconosce»

«cultura della prevenzione»
«Primo maggio, momento di festa e riflessione. Basta morti sul lavoro»
Massa - Primo maggio, festa dei lavoratori. Come previsto, intorno alle 10 una delegazione del Comune composta dal sindaco Francesco Persiani, il suo vice Andrea Cella, gli assessori Nadia Marnica, Amelia Zanti, Pierlio Baratta, Paolo Balloni, insieme ad alcuni consiglieri comunali, ha reso omaggio ai lavoratori caduti alle cave e l'ha fatto recandosi alla Madonna del Cavatore nella frazione montana di Casette.

«Alla Madonna del cavatore stamani, insieme alla giunta, a molti consiglieri comunali, ai rappresentanti dei lavoratori e a tantissimi cittadini – ha commentato il sindaco Persiani – ho ricordato i caduti sul lavoro. Il Primo Maggio è certamente un giorno di festa, ma rappresenta anche un momento di riflessione. Nel 2019 non possiamo accettare che si muoia durante lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative. Compito dell'amministrazione è di mantenere alta l'attenzione su questa tragedia e di promuovere la cultura della prevenzione e della formazione. E lo faremo. Buon Primo Maggio a tutti».

E dal mondo politico interviene anche il deputato del Pd Cosimo Ferri: «Quando si parla di lavoro il primo pensiero deve andare a chi ha perso la vita, a chi il lavoro non lo ha, a chi soffre perché lo ha perso o perché non riesce ad inserirsi. La politica deve guardare con attenzione al mondo dei lavoratori, comprendendone le esigenze e anticipando i cambiamenti che il progresso tecnologico inevitabilmente porterà con sé. Serve un cambio di passo e una reale visione di lungo periodo».

«I lavoratori – prosegue Ferri – devono essere posti al centro di interventi che guardino concretamente ai loro bisogni e alla tutela dei loro diritti. La concorrenza del mercato globale non può essere la scusa per abdicare alle tutele che la nostra Costituzione riconosce, ma l’occasione per investire in specializzazione, in know how, in ricerca e innovazione, partendo dalla scuola e dagli istituti professionali. L’Italia ha un patrimonio di conoscenze che non deve andare sprecato. Non dimentichiamo, inoltre, i lavoratori autonomi, l’universo delle partite Iva e anche gli imprenditori per costruire insieme una rinnovata cultura del lavoro che superi le distinzioni ideologiche e di classe per guardare tutti insieme al bene del Paese».
Mercoledì 1 maggio 2019 alle 17:33:59
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