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Ultimo aggiornamento ore 19.49 del 21 Gennaio 2019

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«Mio padre perseguitato dal poeta-fascista Bellugi. Nessun monumento»

Cesare Valesi racconta del padre, artigiano anarchico. Sono 23 anni che Massa dice «no» alla statua al letterato che fu podestà

la travagliata storia
«Mio padre perseguitato dal poeta-fascista Bellugi. Nessun monumento»
Massa - Da ormai ventitré anni la città si mobilita per impedire che ad Ubaldo Bellugi venga dedicata una targa o un monumento. Non tutta la città, ma sicuramente una parte rumorosa. I vari innalzamenti annunciati dalle amministrazioni che si sono succedute nel corso del tempo sono sempre saltati. Ma stavolta potrebbe andare diversamente, vista la delibera di giunta, del 12 dicembre, che prevede di posizionare un monolite al parco dei Quercioli in memoria di Ubaldo Bellugi, fascista “antemarcia”, si legge in alcuni documenti storici della Questura di Massa-Carrara. L’amministrazione rimarca che il riconoscimento è al “letterato, commediografo, drammaturgo e poeta”. Così come riconosciuto già in passato.

Tutto inizia nel 1995, la giunta Pucci stabilisce di intitolare alla memoria di Bellugi la piazzetta dell’ex mattatoio. L’uomo viene a mancare tre anni prima e gli assessori Fabrizio Neri, Tiziana Mori, Federico Uzzo, Francesco Mandorli, Ivana Bertonelli e Ezio Fornesi approvano l’intitolazione dell’area pubblica in suo onore, scatenando la risposta dei partigiani ancora in vita e di tutta la compagine antifascista del Comune di Massa, sensibile ai valori della resistenza. Mesi di proteste e manifestazioni e l’iniziativa viene rinchiusa in un cassetto.

Nel 2011 quel cassetto si riapre su iniziativa di Franco Frediani, sostenuto da Accademia de' Rinnovati, Centro studi De Gasperi, Italia Nostra e Deputazione di Storia patria. La proposta è la stessa: intitolare al Bellugi la piazza dell’ex mattatoio o quella di Borgo del Ponte, o in alternativa l’area dell’ex mercato coperto, oggi piazza dei Narcisi. Anche in quell'occasione tanta gente in piazza. Talmente tanta da rendere chiaro all'amministrazione di turno che il talento del Bellugi poeta non è arrivato là dove è arrivata la sua fama di violento squadrista. O almeno non a tutti i cittadini. In particolare quelli che lo hanno conosciuto nella seconda veste.

Negli anni il suo nome però spesso ritorna e per tenerne viva la memoria vengono presentate e discusse delle mozioni. La risposta della città arriva forte e in maniera quasi sistematica: no, grazie. Con le elezioni comunali dello scorso giugno, qualcosa però si è capovolto, e per la prima volta il centro destra amministra la città. Il 12 dicembre la giunta delibera di posizionare a Quercioli una lastra di marmo con la sua poesia "Primavera de Massa" «considerato che l’amministrazione sostiene e promuove iniziative culturali, scientifiche, sportive, educative e sociali finalizzate alla crescita e alla valorizzazione dell’immagine della città, la realizzazione del monolite è iniziativa meritevole di piena approvazione».

L’iniziativa valorizza la mano del drammaturgo Bellugi e non pronuncia affatto quella del Bellugi picchiatore. Di cui fra l’altro in molti si ricordano. Come Cesare Valesi, figlio di un artigiano dagli ideali anarchici che è stato perseguitato e picchiato da Ubaldo Bellugi. Nel manifesto funebre dell'uomo, del 1967, si legge: «Con il suo lavoro di artigiano riusciva ad aiutare economicamente i compagni più bisognosi e questa sua opera di fraterna solidarietà continuò a svolgere finché ha avuto vita. Nel periodo fascista subì carcere e violenze, tanto che il suo fisico, ancora giovane dopo la liberazione, era precocemente invecchiato. Lavorò ancora per molti anni, con la sua caratteristica tenacia ed onestà cercando nella vita di tutti i giorni di porre in atto i suoi ideali».

A Cesare Valesi la Voce Apuana ha chiesto se avrebbe preferito che l’amministrazione realizzasse una targa dedicata al padre, piuttosto che al poeta-fascista. Questa la risposta integrale: «Mio padre era una persona riservata e umile, probabilmente non avrebbe gradito. Ciò che penso è che si discute di innalzare un monumento ad una persona che ha potuto campare fino a 90 anni. Prima della fine della guerra Bellugi scappò dalla città di Massa e tornò solo quando le acque si tranquillizzarono. I parenti delle sue vittime lo hanno visto finire con tranquillità il resto dei suoi giorni. Mi sembra che una sorta di monumento gli sia stato dedicato. Ha potuto vivere».

Non è stata ancora resa nota invece la risposta dell'amministrazione alla richiesta dell'Anpi di essere ricevuta per un confronto sul tema
Domenica 30 dicembre 2018 alle 13:01:24
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