Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
Contattaci
Ultimo aggiornamento ore 12.57 del 2 Aprile 2020

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

«Il Parco delle Apuane dovrebbe tutelare l'acqua, non il marmo» | Foto | Video

Tante le associazioni che hanno preso parte alla manifestazione del Cai

Ambiente e lavoro
«Il Parco delle Apuane dovrebbe tutelare l´acqua, non il marmo»<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/duemila-no-all-apertura-di-nuove-cave-la-manifestazione-a-massa-707_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span><span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/la-manifestazione-contro-l-apertura-di-nuove-cave-a-massa-348.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>
Massa - Circa duemila persone ieri, sabato, sono scese piazza per dire basta con l'estrazione del marmo sulle Alpi Apuane e in difesa del Bivacco Aronte al passo della Focolaccia in occasione della manifestazione organizzata dalla sezione Tam del Club Alpino Apuano. In questi mesi la protesta contro il sistema estrattivo, colpevole secondo i manifestanti di contribuire all'inquinamento dei corsi d'acqua e alla distruzione dell'ecosistema apuano, è cresciuta e ha visto la nascita di una vera e propria rete di associazioni e comuni cittadini contrari all'escavazione di 13 milioni di tonnellate di marmo prevista per i prossimi anni. Una quantità di materiale che sarà possibile estrarre con l'approvazione dei Pabe, i piani attuativi dei bacini estrattivi, strumenti per disciplinare il settore marmo che le varie amministrazioni comunali della provincia stanno via via definendo su indicazione della Regione Toscana.

Da piazza De Gasperi le tantissime persone scese in strada si sono dirette verso piazza Mercurio dove si è tenuta la performance del movimento ambientalista Extiction Rebellion che ha inscenato la morte dell'ecosistema apuano. «Le Apuane sono un bene comune destinato a tutti gli uomini – spiega il significato della performance Alessandro Paganelli di Extinction Rebellion - non solo ai cavatori massesi e a chi li paga per rimpolpare il proprio portafoglio. Proprio per questo abbiamo messo in scena la presunta morte delle Alpi Apuane che bisogna impedire». Come muore un ecosistema? Lentamente e silenziosamente secondo il Movimento ambientalista che contesta inoltre l'uso delle parole per descrivere l'estrazione del marmo. «Un'escavazione sostenibile è una contraddizione nei termini – continua Paganelli - Non esiste coltivazione che non sia determinata dal sole e dalla terra. La verità è che la politica è brava a intortare le persone, semplice».

Critiche sono state rivolte anche alle istituzioni locali che mettono i cittadini nelle condizioni di dover scegliere tra lavoro e ambiente: «Oggi non è nemmeno di lavoro che si discute - dice Gioia Giusti di Friday's For Future Massa - perché il numero di impiegati nel settore del marmo è irrisorio rispetto ai guadagni e negli ultimi 20 anni è sceso passando da 14 mila a soli 1000 addetti, mentre l'estrazione è aumentata drasticamente al punto che negli ultimi 30 anni è stato escavato più che nei 2000 anni precedenti di storia». Il movimento ha sfilato con uno striscione emblematico: "Non ci caverete il futuro". E tanti sono stati gli striscioni e i cartelloni di protesta che hanno attraversato la città in occasione del corteo: "Fate l'amore non la marmettola"; "Basta cave"; "La vera violenza è il vostro profitto".

In piazza Berlinguer si sono succeduti gli interventi di alcuni amanti delle Alpi Apuane. Oggetto di critiche anche il ruolo del Parco delle Apuane che, lo ricordiamo, è riconosciuto e tutelato in quanto patrimonio dell'umanità. «Non ho sentito parlare del ruolo del parco regionale delle Alpi Apuane - dice il professore Elia Pegollo, presidente dell'associazione La Pietra Vivente - insignito anche dall'Unesco con la qualifica di Ecoparco. Ecco questo parco dovrebbe difendere il territorio perché il territorio rappresenta la sua ragion d'essere. Questo parco al suo interno ha ben 70 cave, ma il bene fondamentale di questo territorio del quale il parco dovrebbe farsi carico non è il marmo, ma è l'acqua. L'acqua che ci disseta tutti, acqua che dal 1861 con il progetto Bazar, a lato dell'unificazione del regno italico, si pensò di portare dalle Alpi Apuane fino a Firenze. Il progetto decadde, oggi però se ne ritorna a parlare con il piano dell'Autostrada dell'acqua. Il parco dovrebbe pensare che le Alpi Apuane, con un carsismo estremamente sviluppato, sono cariche d'acque. Acqua che è la nostra vita: non deve essere sprecata, non deve essere inquinata».

Presente alla manifestazione anche la studiosa Franca Leverotti di Italia Nostra: «Italia Nostra continuerà nel 2020 la battaglia che stiamo portando avanti da anni con determinazione contro le violazioni sistematiche al codice dell'ambiente e al codice dei beni culturali e del paesaggio. Violazioni consentite dal Pit, riscritto nelle sale della regione dagli emissari dei marmisti. Questo Pit così riscritto a favore delle industrie del marmo ha portato alla riapertura di cave chiuse da 30 anni e alla riapertura di cave sopra i 1200 metri, anche in galleria, in violazione dei nostri codici. Lotteremo quest'anno contro i Pabe che avrebbero dovuto disciplinare l'attività estrattiva e che invece moltiplicano la riapertura di cave in aree che sono beni riconosciuti dalla Comunità Europea. Questo è anche un 2020 che si apre all'insegna della speranza, l'invito del presidente Mattarella alle priorità delle scelte ambientali nell'interesse delle future generazioni e come opportunità per lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro deve essere il nostro obiettivo insieme al rispetto della legge. Alle associazioni dico unitevi a noi in questa lotta per la civiltà».
Domenica 5 gennaio 2020 alle 10:08:36
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fotogallery

Video

04/01/2020 - La manifestazione contro l'apertura di nuove cave a Massa



Notizie Massa Carrara




-


Sondaggio

Dilettanti, chi è stato il miglior allenatore fino ad oggi?





























Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Liguria News