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Ultimo aggiornamento ore 22.37 del 6 Aprile 2020

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«I medici del 118 dimenticati da tutti. Ma non da noi»

La riflessione di Ugl sull'importanza delle figure impegnate in prima linea nella lotta contro la diffusione del Coronavirus

«necessario assumere»
«I medici del 118 dimenticati da tutti. Ma non da noi»
Massa - "In questi giorni gli “onori della cronaca”, giustamente, sono riservati all’epidemia di Coronavirus. Ricordiamo che all’8 marzo in Italia i positivi erano 7375 (di cui 166 in Toscana), 366 i deceduti e 622 i guariti. Dati ovviamente provvisori, diversi anche nella nostra provincia. Si parla di tutto e di più, ma fino ad oggi non si è parlato dei medici del 118". Così interviene Ugl in merito all'evolversi della situazione legata all'emergenza Covid-19.

"Fino ad oggi abbiamo osservato attentamente l’evolversi di questa situazione e pensavamo che gli organi preposti, compresi i colleghi rappresentativi, parlassero anche di questi professionisti, invece niente. Non desideriamo strumentalizzare la situazione o alimentare paura, ma vogliamo iniziare da ora in poi a porre domande a chi di competenza: Asl,Regione etc., a partire da questi professionisti che, a quanto sembra, sono dimenticati da tutti, pur essendo in primissima linea come i loro colleghi ospedalieri. Dei centodiciottisti nessuno parla"

Queste le domande del sindacato:

1) Come mai non si pensa da parte della Regione ad assumere ai pronto soccorso i medici del 118, gran parte dei quali oggi sono dei semplici convenzionati?
2) Corrisponde a verità che questi bravi e attenti professionisti, se dovessero finire in quarantena, non sono coperti da nessun tipo di assistenza, a parte, si dice, di un piccolo contributo che verrebbe loro elargito dalla cassa dell’Ordine dei Medici?
3) Corrisponde a verità che questi professionisti non sono coperti neppure dall’Inail?
4) Corrisponde a verità che quando queste persone, come del resto anche gli infermieri che li accompagnano nelle varie visite (ricordiamo che la diagnosi e terapia spetta per legge solo al medico e non all’infermiere sia pure laureato in scienze infermieristiche ma non in Medicina e Chirurgia ), sono costretti ad eseguire le manovre di vestizione e svestizione per poter utilizzare le tute protettive usa e getta, se va bene nei pianerottoli delle varie abitazioni, praticamente “in mezzo alla strada”, dopo essersi recati a visitare i potenziali segnalati per sospetto contagio del virus?

Ricordiamo - aggiunge Ugl - che i medici del 118 non si recano solo ora a visitare questi pazienti, ma chiunque necessiti di visite urgenti ed emergenti. Chiudendo, ci preme sottolineare ancora una volta la necessità di assumere queste importanti figure: sicuramente la Regione Toscana o l’Asl suo “fanalino di coda” dirà che verranno assunti rispettando le graduatorie più disparate oppure addurranno altre scuse simili. In pratica si rischia che, ancora una volta, l’esperienza che si sono fatti sul campo questi questi validi professionisti venga dimenticata di nuovo. Da tutti, ma non da noi! Attendiamo risposte.
Giovedì 12 marzo 2020 alle 21:12:33
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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